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Displaying items by tag: Celebrating At Home

Giovedì, 14 Aprile 2022 08:41

Celebrando In Casa - Il Venerdi Santo

La Passione di Gesù
(Giovanni 18:1 - 19:42)

Inizio

Il Signore è qui, presente tra noi.
Siamo riuniti per questo momento di preghiera in comunione con tutta la Chiesa.

Preparandosi ad ascoltare la Parola

É giunta l'ora

In cui il Figlio dell'Uomo viene glorificato.

“In verità, in verità io vi dico:

se il chicco di grano, caduto in terra, non muore,

rimane solo; se invece muore,

produce molto frutto.”

Eterno Padre,

noi siamo il raccolto

frutto della morte di tuo Figlio.

Mentre ci raduniamo

intorno alla croce di Gesù,

facendo memoria del suo grande amore per noi,

ottienici la vita nuova in Cristo poiché

Egli è il Signore nei secoli dei secoli.

Amen.

Passione di Gesù secondo Giovanni

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Mercoledì, 13 Aprile 2022 13:22

Celebrando In Casa - Giovedì Santo

Lavanda dei piedi, condivisione del pane e del vino:

l’amore espresso nel servizio

Questa sera facciamo memoria del comandamento di Gesù di amarci gli uni gli altri, della lavanda dei piedi e dello spezzare il pane della sua stessa vita, non solo a tavola, ma anche sull’altare della Croce, per la guarigione e il nutrimento del mondo.
La liturgia del giovedì Santo è una meditazione sull’intimo legame tra Eucaristia e l’amore cristiano manifestato nel servizio reciproco.
Cristo è presente non solo nell’Eucaristia, ma anche nelle gesta amorevole offerte agli altri attraverso la nostra persona.
Noi rendiamo ‘reale’ la presenza di Gesù in ogni sorriso, parola gentile e azione amorevole.

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Venerdì, 08 Aprile 2022 13:15

Celebrando in Casa - Domenica delle Palme

L’amore rivelato
(Luca 23:1-49)

Passione di Nostro Signore Gesù Cristo secondo Luca

Lettore 1 In quel tempo, tutta l’assemblea si alzò; condussero Gesù da Pilato e cominciarono ad accusarlo:

‘Abbiamo trovato costui che metteva in agitazione il nostro popolo, impediva di pagare tributi a Cesare e affermava di essere Cristo re’. Pilato allora lo interrogò: ‘Sei tu il re dei Giudei?’. Ed egli rispose: ‘Tu lo dici’.

Pilato disse ai capi dei sacerdoti e alla folla: ‘Non trovo in quest’uomo alcun motivo di condanna’.

Ma essi insistevano dicendo: ‘Costui solleva il popolo, insegnando per tutta la Giudea, dopo aver cominciato dalla Galilea, fino a qui’. Udito ciò, Pilato domandò se quell’uomo era Galileo e, saputo che stava sotto l’autorità di Erode, lo rinviò a Erode, che in quei giorni si trovava anch’egli a Gerusalemme.

Lettore 2 Vedendo Gesù, Erode si rallegrò molto. Da molto tempo infatti desiderava vederlo, per averne sentito parlare, e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. Lo interrogò, facendogli molte domande, ma egli non gli rispose nulla. Erano presenti anche i capi dei sacerdoti e gli scribi, e insistevano nell’accusarlo. Allora anche Erode, con i suoi soldati, lo insultò, si fece beffe di lui, gli mise addosso una splendida veste e lo rimandò a Pilato. In quel giorno Erode e Pilato diventarono amici tra loro; prima infatti tra loro vi era stata inimicizia.

Lettore 3  Pilato, riuniti i capi dei sacerdoti, le autorità e il popolo, disse loro: ‘Mi avete portato quest’uomo come agitatore del popolo. Ecco, io l’ho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato in quest’uomo nessuna delle colpe di cui lo accusate; e neanche Erode: infatti ce l’ha rimandato. Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte. Perciò, dopo averlo punito, lo rimetterò in libertà’. Ma essi si misero a gridare tutti insieme: ‘Togli di mezzo costui! Rimettici in libertà Barabba!’. (Questi era stato messo in prigione per una rivolta, scoppiata in città, e per omicidio.)

Lettore 1 Pilato parlò loro di nuovo, perché voleva rimettere in libertà Gesù. Ma essi urlavano: ‘Crocifiggilo! Crocifiggilo!’. Ed egli, per la terza volta, disse loro: ‘Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato in lui nulla che meriti la morte. Dunque, lo punirò e lo rimetterò in libertà’. Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso, e le loro grida crescevano.

Pilato allora decise che la loro richiesta venisse eseguita. Rimise in libertà colui che era stato messo in prigione per rivolta e omicidio, e che essi richiedevano, e consegnò Gesù al loro volere.

Lettore 2 Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù. Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: ‘Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: ‘Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato’. Allora cominceranno a dire ai monti: ‘Cadete su di noi!’, e alle colline: ‘Copriteci!’. Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?’. Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che erano malfattori.

Lettore 3 Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: ‘Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno’. Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte.

Lettore 1 Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: ‘Ha salvato altri! Salvi sé stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto’. Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: ‘Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: ‘Costui è il re dei Giudei’.

Lettore 2 Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: ‘Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!’. L’altro invece lo rimproverava dicendo: ‘Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male’. E disse: ‘Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno’. Gli rispose: ‘In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso.’

Lettore 3 Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: ‘Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito’. Detto questo, spirò.

[Qui si fa una breve pausa]

Lettore 1 Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo,

‘Veramente quest’uomo era giusto’. Così pure tutta la folla che era venuta a vedere

questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto.

Tutti i suoi conoscenti, e le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, stavano da lontano a guardare tutto questo.

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Venerdì, 01 Aprile 2022 07:30

Celebrando in Casa - V Domenica di Quaresima

Libertà e perdono
(Giovanni 8,1-11)

Conosciamo la storia della donna colta in flagrante adulterio così bene che di solito ci sfugge il fatto che non è solo la donna che sperimenta il perdono di Dio attraverso Gesù in questa storia.

Gli scribi e i farisei, per incastrare Gesù, fanno sfilare una donna impotente davanti alla folla riunita per ascoltare l'insegnamento di Gesù. Possiamo solo immaginare il suo imbarazzo quando la accusano pubblicamente di adulterio. Notando che la legge di Mosè dice che dovrebbero lapidare la donna a morte, chiedono cosa ne pensi Gesù.

Gesù, già seduto, si china e scrive per terra. Cosa scrive non lo sappiamo, ma dalla sua "bassa" posizione Gesù riesce tranquillamente a ribaltare l'intera situazione.

All'inizio non dice nulla. Quando gli scribi e i farisei insistono con la loro domanda, Gesù dice semplicemente: "Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei", e torna a scrivere.

Percepiamo che segue un silenzio imbarazzante prima che gli scribi e i farisei, prima minacciosi, sembrano semplicemente defilarsi. Le parole di Gesù sembrano toccarli profondamente e sciolgono sia il loro atteggiamento duro verso la donna che il loro desiderio di incastrarlo.

Come la donna, non sono condannati da Gesù, ma restaurati nella giusta relazione con lui e con la donna - non vogliono più incastrare Gesù o fare del male alla donna. Se ne vanno pacificamente. Gesù pronuncia il perdono per la donna e le dice di non peccare più.

I Vangeli delle ultime due domeniche contenevano delle parabole sul perdono di Dio e sulla sua cura tenera nel restituirci alla vita. Nel Vangelo di oggi vediamo il generoso perdono di Dio in azione mentre Gesù affronta una situazione umana concreta di giudizio e condanna che minaccia la vita.

Siamo chiamati a non essere giudici degli altri, ma operatori della sontuosa compassione e misericordia di Dio.

Momento di silenzio per la riflessione personale

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Venerdì, 25 Marzo 2022 07:38

Celebrando in Casa - IV Domenica di Quaresima

Il padre che perdona
(Luca 15:1-3, 11-32)

Il Vangelo di questa domenica è una parabola di perdono e riconciliazione generosa e inaspettata. È una delle tre parabole in cui la misericordia di Dio supera tutti i vincoli umani e religiosi riguardo a come Dio dovrebbe agire verso i peccatori.

Un padre ricco aveva due figli. Molto sfacciatamente, il figlio minore chiede la sua parte del patrimonio che gli spetterebbe alla morte del padre. Si tratta di un giovane che ha dei posti dove andare e delle cose da vedere!

Il padre, sorprendentemente, gli dà la metà del suo patrimonio, non il terzo a cui il figlio aveva diritto. Non c'è da stupirsi che il figlio maggiore si sia sentito offeso. Il figlio minore parte e si gode la vita fino a quando non finiscono i soldi. Rovinato finanziariamente, deve guadagnarsi da vivere dando da mangiare ai maiali. Decide di tornare a casa, implora perdono e chiede di essere solo un servo nella casa del padre.

Il padre aspetta con ansia il figlio al suo ritorno. Corre ad abbracciarlo. Il figlio inizia la sua confessione, ma il padre non ci fa caso. Non castiga e non fa la predica. Rifiuta di trattare suo figlio come un servo e si mette subito a restituirgli il posto che gli spetta in casa - con l'anello, la tunica e i sandali.

Ordina una festa per celebrare il ritorno del figlio che è vivo e che è tornato. Non c'è da stupirsi che il figlio maggiore si arrabbi e provi risentimento. Ma il padre con premura lo rassicura che il suo posto in casa e il suo affetto sono sicuri e lo esorta a riconciliarsi con suo fratello.

Rimane però l'interrogativo su quanto sia accaduto in seguito.

Il Vangelo offre non solo la speranza del perdono di Dio, ma la certezza dello stesso.

Il messaggio di oggi è: Rallegratevi della perdurante misericordia di Dio!

Momento di silenzio per la riflessione personale

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Giovedì, 17 Marzo 2022 14:37

Celebrando in Casa - III Domenica di Quaresima

Il giardiniere paziente
(Luca 13:1-9)

Se i Vangeli delle prime due domeniche di Quaresima (tentazione e trasfigurazione) sono una parabola sulla vita cristiana (un viaggio fuori attraverso la tentazione e l’esperienza dell’essere trasfigurati dalla grazia di Dio), il Vangelo di questa domenica e quello della prossima ci danno la ‘cartina stradale’.

Come si passa dalla tentazione alla trasfigurazione? Solo con il pentimento e il perdono di Dio. Questa è la tabella di marcia del nostro viaggio cristiano.

Oh, come ci piace un’avvincente storia di un disastro che colpisce qualcun altro! La forza della risposta di Gesù a coloro che gli raccontarono dei Galilei crocifissi sembra indicare che essi avessero accolto questa notizia con un certo apprezzamento.

La risposta di Gesù ci dice di non dare per scontato che le cose cattive accadano solo alle persone cattive e di non pensare che i disastri siano una sorta di punizione per il peccato; è come dicesse, smettila di pensare alla colpa degli altri e concentrati più sul tuo cammino di pentimento - tornando verso Dio.

La parabola del fico che segue risponde alla domanda: ‘Se ci pentiamo, che tipo di accoglienza riceveremo da Dio?’ Dio sarà con noi come il giardiniere della parabola. Ci tratterà con gentilezza e tenerezza e ci porterà di nuovo alla vita in modo che possiamo produrre buoni frutti.

Momento di silenzio per la riflessione personale

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Venerdì, 11 Marzo 2022 08:59

Celebrando in Casa - II Domenica di Quaresima

Transfigurazione
(Luca 9:28-36)

Il Vangelo della Trasfigurazione di questa domenica completa la ‘parabola’ formata dai Vangeli delle prime due domeniche di Quaresima.

Questi brani del Vangelo ci dicono cosa sono la Quaresima e la vita cristiana: si tratta di un costante viaggio dalla tentazione e dal dubbio alla trasfigurazione e alla fede. Trasfigurazione significa essere ‘attraversati’ dalla presenza di Dio.

Essere trasfigurati significa permettere alla presenza di Dio di trasformarci completamente. È una rivoluzione della mente e del cuore guidata dallo Spirito di Dio e resa possibile dalla nostra apertura di cuore.

La nostra vita di cristiani consiste nell'essere trasfigurati dallo Spirito di Dio in modo che Dio si manifesti e venga sperimentato attraverso di noi. Questo è ciò che hanno visto Pietro, Giacomo e Giovanni in Gesù trasfigurato.

Il cammino verso la trasfigurazione richiede fede e perseveranza. La storia di Abramo nella prima lettura è una storia di grande fede e fiducia.

Abramo deve fare i conti con la perdita del suo amato figlio, la fonte di tutta la sua speranza per il futuro. Si è fidato e suo figlio è stato risparmiato.

Questo è stato per Abramo un chiaro segno che Dio stava per dare vita, e non morte, al suo popolo.

Ci vogliono fede e perseveranza per osare e lasciarsi guidare dalla passione, dalla speranza e dalla volontà di Dio piuttosto che dai nostri desideri e dalla nostra volontà. L'ascolto della parola vivente del ‘Figlio diletto’ forma in noi il cuore di Dio.

Momento di silenzio per la riflessione personale

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Venerdì, 04 Marzo 2022 21:24

Celebrando in Casa - I Domenica di Quaresima

Dalla tentazione alla trasfigurazione (Luca 4:1-13)

Il nostro lungo viaggio quaresimale è iniziato! È un viaggio che inizia nelle ceneri e finisce con l’acqua. Conosciamo il potere del fuoco, la sua capacità di distruggere, annerire e ridurre in cenere.

Sappiamo che il male può fare lo stesso: distruggere l’integrità del nostro spirito, annerire le nostre vite e ridurre la bellezza della vita umana in cenere e polvere.

Iniziamo la Quaresima riconoscendo che la cenere è quella parte di noi che accoglie, crea e compie il male, quei posti nel nostro cuore dove il fuoco della rabbia, dell'amarezza, dell'egoismo o della chiusura della mente e del cuore non ha lasciato altro che fredda cenere.

La cenere ci ricorda che la nostra vera vita non si trova nelle cose mortali che alla fine si trasformano in polvere, ma nelle cose eterne. Sappiamo anche che dalla cenere può germogliare una nuova vita, che può crescere forte e fiorire in pienezza: questo è il miracolo pasquale.

Come sempre, i Vangeli delle prime due domeniche di Quaresima forniscono una tabella di marcia per il nostro viaggio quaresimale dalla tentazione (questa domenica) alla trasfigurazione (domenica prossima).

Ci lasciamo tentare dalla cenere dell'egoismo e della chiusura del cuore ad una vita di bontà. Celebriamo la grazia di Dio nei nostri confronti condividendo ciò che abbiamo con coloro che ne hanno bisogno, che si tratti di cibo, denaro, tempo, amore, amicizia o compassione. Questo è ciò che significa ‘convertirsi e credere al Vangelo’.

In questi giorni in cui siamo così consapevoli dell’importanza della vita umana nella creazione divina, forse potremmo pensare a un digiuno permanente dovuto al nostro consumo eccessivo di energia, di cibo e di benzina, per permettere alla nostra terra di guarire, respirare e continuare essere fonte di nutrimento e di vita per l'intera famiglia umana.

Tempo di silenzio personale per la riflessione

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Albero sano, frutti buoni
(Luca 6:39-45)

Viviamo in un mondo pieno di parole a causa dei moderni mass media e, in particolare, dei social media. Abbiamo visto come le parole possano essere usate in modo estremamente dannoso per formulare giudizi severi contro le altre persone, e i semplici commenti al vitriolo di alcuni sui social media ci fa riflettere. Ci invita a porre la domanda, implicita nella prima lettura di oggi (Sir 27,5-8): ‘Cosa rivelano le mie parole su di me?’

Il Vangelo di oggi è la nostra lettura finale dal Sermone della Pianura di Luca. Questa settimana, l'insegnamento fondamentale di Gesù continua a concentrarsi sulla generosità abbondante nei nostri comportamenti verso il prossimo.

Il Vangelo si apre con una parabola su un cieco che ne guida un altro ed entrambi cadono in un pozzo. I discepoli, come noi, sono in cammino per la durata della loro vita con Gesù, il nostro maestro. In questo viaggio c'è sempre di più da scoprire, maggiori profondità da scandagliare, nuove intuizioni da acquisire man mano che cresciamo per essere più simili a Gesù; quando passiamo dall'essere ‘ciechi’ a ‘vedere’ con gli occhi di Gesù.

Impariamo gradualmente a lasciare andare la nostra inclinazione moralista che giudica i piccoli difetti degli altri senza mai notare i propri punti ciechi più grandi e distruttivi (la famosa pagliuzza e la trave).

Quando impariamo la via della misericordia e della generosità di Dio, ci asteniamo dal tipo di giudizi che altrimenti limiterebbero la carità, la misericordia e la bontà di Dio che operano in noi. I nostri cuori vengono edificati nel bene.

Come gli alberi che si conoscono dai loro frutti, così i discepoli si conosceranno dalle loro parole e dalle loro azioni, dai loro valori e dai loro atteggiamenti, da chi sono veramente, da ciò che hanno nel cuore.

Il nostro cammino di formazione con Gesù costruisce gradualmente il cuore di Dio nel nostro, così che viviamo, parliamo e agiamo, sempre di più, a partire da quella grande riserva di misericordia e generosità.

 

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Relazioni generose
(Luca 6:27-38)

Domenica scorsa abbiamo iniziato a leggere il Discorso della Pianura di Luca. Luca ha usato il Discorso della Montagna di Matteo, ma lo ha cambiato e accorciato significativamente. Oggi e domenica prossima leggeremo il resto del sermone.

Questa settimana, l’insegnamento radicale di Gesù si concentra sulla generosità nelle relazioni umane. Le parole di apertura, ‘Amate i vostri nemici’, stabiliscono il tono del resto del testo.

Di nuovo, a prima vista le parole di Gesù sembrano assurde e quasi impossibili da seguire. Dovremmo davvero offrire l’altra guancia a qualcuno che ci colpisce? Dobbiamo davvero dare il resto dei nostri vestiti a qualcuno che ci ruba il cappotto? Dobbiamo davvero non lottare per riavere la nostra proprietà da chi ci ruba? È davvero questo che Gesù ci chiede di fare?

La chiave di questo discorso profetico di Gesù è quello di stimolare i suoi discepoli (e anche noi) a riflettere sull’intero modello di comportamento nelle relazioni umane. Gesù non sta realmente suggerendo regole da seguire alla lettera in determinate circostanze. Piuttosto, siamo invitati a riflettere su come possiamo rispondere alle richieste irragionevoli e alle ferite personali con nient’altro che la generosità, abbandonando ogni pretesa di retribuzione.

Gesù suggerisce, fondamentalmente, di rispondere agli insulti e alle ferite in maniera tale da rompere eventuali cicli di violenta ritorsione e fornire percorsi di pace e riconciliazione. Facendo questo, dice Gesù, possiamo permettere alla totale generosità di Dio di risplendere attraverso di noi. Fare del bene solo a coloro che fanno del bene a noi non è sufficiente per trasmettere la generosità e l’accoglienza di Dio. Solo agendo con generosità e compassione travolgenti, la misericordia, la generosità e la compassione con cui Dio incontra ciascuno di noi può essere vista chiaramente nelle azioni concrete.

C’è una regola d’oro: tratta gli altri come vorresti che gli altri trattassero te.

Quando agiamo con generosità, misericordia e attingiamo dalla compassione di Dio, astenendoci dal giudizio e dalla condanna e concedendo il perdono, veniamo travolti noi stessi dalla appassionata e abbondante generosità di Dio per noi.

 

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