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Venerdì, 17 Ottobre 2025 11:41

Un sigillo del re di Francia

Sigillo del re di Francia Sigillo del re di Francia Da ABiGOC, 22 luglio 2025

Per il quarto anno consecutivo abbiamo completato un altro blocco di restauri dei sigilli provenienti dalla nostra collezione di pergamene. Come negli anni passati, il progetto è stato sostenuto grazie ai contributi dell’8xMille della CEI ed è stato eseguito dal dottor Luca Becchetti, custode dei sigilli dell’Archivio Apostolico Vaticano.

Vi mostriamo il prima e il dopo di un grande sigillo rotondo in cera naturale del re di Francia Francesco I (1515-1547), le cui condizioni, prima del restauro, erano pessime, con frammenti reincollati senza alcuna logica. Il sigillo, oggi nuovamente leggibile nonostante le parti deperdite, mostra sul recto l’effigie del sovrano assiso sul trono, coronato e con lo scettro, entro un padiglione a fiordalisi; sotto i suoi piedi, s’intravedono le sagome di due leoni. Sul verso si scorge traccia dello scudo di Francia.

Il privilegio a cui appartiene (II Extra/1527.1) è datato Saint Denis, 7 luglio 1527: si tratta di una lettera regia con cui il re di Francia scrive al priore generale Niccolò Audet, ponendo fine alla diatriba tra costui e Stephane Jovency, priore della provincia di Narbona. Quando l’8 maggio 1524, durante il Capitolo di Venezia, Audet era stato eletto generale, Jovency ne aveva disconosciuto l’autorità, causando una frattura nell’Ordine carmelitano. Una settimana dopo l’elezione contestata, il priore di Narbona aveva indetto un anti-capitolo a Montpellier, dal quale era uscito priore generale. Probabilmente a quel capitolo parteciparono solo le province della Francia meridionale, ma lo scontro tra esse e il resto dell’Ordine fu tale da causare uno scisma a suon di scomuniche. Infatti Audet aveva portato la questione davanti a papa Clemente VII, ottenendo una bolla con cui si intimava ai francesi di tornare sotto la giurisdizione della curia carmelitana di Roma. A sua volta Jovency aveva fatto appello al re di Francia, nel tentativo di far sospendere la decisione papale, ma il Consiglio reale decise in favore di Audet, il quale governò dal 1524 al 1562, distinguendosi come straordinario riformatore. Il suo generalato fu il secondo più lungo della storia dell’Ordine, dopo quello di Giovanni Grossi (1411-1430).

[da: ABiGOC: Archivio e Biblioteca Generali dell’Ordine Carmelitano, 22 luglio 2025]

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