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Lunedì, 22 Dicembre 2025 08:53

Auguri di Natale dal Priore Generale

Cari fratelli e sorelle della Famiglia Carmelitana: vi auguro un Santo Natale e un felice anno nuovo 2026! Che il Bambino Gesù vi ricopra di benedizioni e vi doni la pace.

1. Il Papa emerito Benedetto XVI, qualche anno fa, ha spiegato il significato di questa Notte Santa, che stiamo per celebrare, ricordandoci che chiunque tenti di entrare nella Chiesa della Natività di Gesù a Betlemme scoprirà che il cancello d'ingresso è stato in gran parte murato. Rimane solo una piccola apertura di circa un metro e mezzo. A questo proposito il Santo Padre evidenziò come "l'intenzione era probabilmente quella di proteggere meglio la chiesa da possibili attacchi, ma soprattutto di impedire a chiunque di entrare nella casa di Dio a cavallo". Tutto questo è provvidenziale, perché «chiunque voglia entrare nel luogo della nascita di Gesù deve inchinarsi… se vogliamo trovare il Dio che si è manifestato come Bambino, dobbiamo scendere dal cavallo della nostra ragione “illuminata”. Dobbiamo deporre le nostre false certezze, il nostro orgoglio intellettuale, che a volte ci impedisce di percepire la vicinanza di Dio». Cos'è l'umiltà se non abbassarsi per varcare la porta della fede e incontrare Dio? Il Bambino Gesù ci insegni a inchinarci davanti al mistero di Dio. Preghiamo anche questo Natale per tutti coloro che vivono nella povertà, nel dolore, nella malattia e nell'abbandono, affinché il bene che Dio, con la nascita del suo Figlio, ha voluto portare nel mondo, giunga anche a loro attraverso le nostre mani.

2. "The Music of Silence: Entering the Sacred Space" (“La musica del silenzio: entrare nello spazio sacro”) di David Steindl-Rast e Sharon Lebell è un libro che mi ha regalato un’amica. Gli autori ci ricordano come le storie bibliche di Natale siano piene di angeli. Se ci pensiamo bene, però, essi sono onnipresenti anche nelle nostre vite. Voltaire, piuttosto scettico, arrivò a scrivere in tono beffardo che "nessuno sapeva esattamente dove vivessero gli angeli". La nostra epoca, fortunatamente liberata da interpretazioni letterali della realtà, non si preoccupa più dell'apertura alare degli angeli, del loro sesso o di quanti ce ne possano stare sulla capocchia di uno spillo. Vogliamo concentrarci, invece, sul significato del loro nome: angelo, che, come sappiamo, in origine significava "messaggero, araldo". "Esseri di luce", dedicati "totalmente al servizio di Dio" e definiti, soprattutto, dalla missione che svolgono. Maria e Giuseppe, tramite un angelo, hanno potuto incontrare il Signore. Anche nelle nostre comunità possiamo constatare la presenza di molti "angeli". Per scoprirli dobbiamo fermarci, connetterci con Dio e guardarci intorno. Coloro che accompagnano i nostri fratelli e sorelle malati dal medico; coloro che aprono o chiudono silenziosamente le porte ogni giorno; coloro che portano fuori la spazzatura; coloro che consegnano la posta; coloro che sorridono gentilmente ogni mattina... Tutti loro sono ispirati da un angelo. Forse ciò che Voltaire non sapeva è che la casa degli angeli è nella comunità. È lì che vivono!

Il Bambino Gesù ci benedica, sostenga le nostre famiglie e tutti coloro che sono costretti a stare lontani dai loro cari, dai loro amici e dalla loro patria; rafforzi i nostri governanti nel loro impegno a difendere la vita e i più vulnerabili. Che le nostre comunità diventino la nuova dimora degli angeli!

Desiderio García Martínez, O. Carm.
Priore Generale

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