Il Consiglio Generale si riunisce a Nocera Umbra per coltivare la preghiera, la fraternità e la riflessione
Dal 7 all’11 settembre 2026, i membri del Consiglio Generale si sono ritrovati al Centro di Spiritualità “Il Carmelo” a Nocera Umbra, una casa della Provincia italiana, per qualche giorno di preghiera, fratellanza e riflessione. Il Consiglio è grato ai frati della Provincia italiana e alla comunità locale per la loro calorosa ospitalità e per aver reso possibile staccare dal solito ritmo di lavoro.
A quasi un anno dal Capitolo Generale di Malang, in Indonesia, l’incontro è stato un’occasione per fare il punto sul primo anno di servizio del Consiglio e per guardare al futuro. Il primo anno dopo un Capitolo Generale è sempre molto intenso. I nuovi membri del Consiglio hanno bisogno di tempo per ambientarsi a Roma, e il gran numero di Capitoli Provinciali in questi primi mesi richiede numerosi viaggi, soprattutto da parte del Priore Generale. Il Consiglio ha riflettuto su come la programmazione dei Capitoli nei futuri sessenni possa consentire a un nuovo Consiglio di avere più tempo all’inizio per riunirsi, stabilire il proprio modo di lavorare e pianificare gli anni a venire.
Il Piano Globale per il sessennio 2025–2031 è pronto e ora viene tradotto. Verrà distribuito in tutto l’Ordine non appena le traduzioni saranno pronte. In questi giorni il Consiglio ha riflettuto anche sulla prospettiva che dovrebbe guidarlo mentre il Piano viene messo in pratica.
Una convinzione è emersa con particolare chiarezza durante le conversazioni: il rinnovamento spirituale dell’Ordine e la fedeltà al carisma carmelitano non possono essere semplicemente una priorità tra tante altre. Devono costituire l’orizzonte di riferimento per tutto il resto che il Consiglio fa. Più e più volte, la discussione è tornata su una semplice domanda: in che modo il lavoro del Consiglio Generale può aiutare i fratelli e le comunità dell’Ordine a vivere più profondamente la vocazione carmelitana e a trasmetterla fedelmente a chi verrà dopo di loro?
In quest’ottica, il Consiglio ha esaminato più da vicino tre aree. La prima era il rinnovamento e la trasmissione della vita carmelitana. Il discorso ha toccato la formazione iniziale, ma anche quella continua o permanente, la preparazione dei formatori, l’accompagnamento spirituale, il discernimento vocazionale e la vita liturgica. Si è poi soffermato su un aspetto che non può essere separato dalla formazione: la qualità delle comunità in cui i fratelli vivono effettivamente. La formazione non finisce quando un fratello lascia la casa di formazione. Per tutta la vita religiosa, i fratelli continuano a formarsi a vicenda in comunità.
La seconda area riguardava le strutture e le comunità. Alcune entità dell’Ordine stanno affrontando cambiamenti significativi in termini di numero dei membri, leadership, vocazioni, finanze e ministero, mentre altre parti dell’Ordine sono in crescita e affrontano sfide diverse. La riflessione non verteva principalmente sul mantenere o cambiare le strutture giuridiche. La domanda più importante è se le strutture dell’Ordine, e le sue comunità locali, permettano ai frati di vivere insieme l’autentica fraternità carmelitana, la preghiera, il discernimento e la missione.
La terza area riguardava le finanze e le risorse affidate all’Ordine. Anche qui, la conversazione è andata oltre il denaro e i beni. Le risorse dell’Ordine sono destinate a servire la sua vita e la sua missione. Ciò richiede una pianificazione responsabile e trasparenza, ma anche una maggiore solidarietà tra le diverse realtà dell’Ordine e la volontà di valutare come le risorse disponibili possano servire al meglio il Carmelo negli anni a venire.
L’incontro non aveva lo scopo di rispondere a ogni domanda né di elaborare un altro programma. Ha però aiutato il Consiglio Generale a vedere più chiaramente la prospettiva da cui desidera continuare il proprio servizio. La domanda è: le sue decisioni aiutano i frati e le comunità dell’Ordine a vivere e a trasmettere il carisma carmelitano con rinnovata vitalità?
Il Consiglio Generale continuerà a fare tesoro dei frutti di questi giorni durante le prossime riunioni plenarie e nell’accompagnamento delle diverse entità e comunità dell’Ordine.




















