9 Agosto Memoria (Festa nelle province d'Europa: Patrono d'Europa)
Brano tratto dall’omelia di San Giovanni Paolo II in occasione della canonizzazione di Edith Stein
Poiché era ebrea, Edith Stein fu deportata insieme alla sorella Rosa e a molti altri ebrei cattolici dai Paesi Bassi al campo di concentramento di Auschwitz, dove morì con loro nelle camere a gas. Oggi li ricordiamo tutti con profondo rispetto. Pochi giorni prima della sua deportazione, la religiosa aveva respinto la proposta di un possibile salvataggio: «Non farlo! Perché dovrei essere risparmiata? Non è forse giusto che io non tragga alcun vantaggio dal mio battesimo? Se non posso condividere il destino dei miei fratelli e delle mie sorelle, la mia vita, in un certo senso, è distrutta».
D’ora in poi, mentre celebriamo di anno in anno la memoria di questa nuova santa, dobbiamo anche ricordare la Shoah, quel piano crudele per sterminare un popolo — un piano di cui sono stati vittime milioni dei nostri fratelli e sorelle ebrei. Possa il Signore far risplendere il suo volto su di loro e concedere loro la pace (cfr. Nm 6,25 sgg.).
Per amore di Dio e dell’uomo, lancio ancora una volta un grido angosciato: Che tali atti criminali non si ripetano mai più contro nessun gruppo etnico, contro nessuna razza, in nessun angolo di questo mondo! È un grido rivolto a tutti: a tutte le persone di buona volontà; a tutti coloro che credono nel Dio Giusto ed Eterno; a tutti coloro che sanno di essere uniti a Cristo, il Verbo di Dio fatto uomo. Dobbiamo restare tutti uniti: è in gioco la dignità umana. C’è una sola famiglia umana. Anche la nuova santa lo ribadiva: «Il nostro amore per il prossimo è la misura del nostro amore per Dio. Per i cristiani — e non solo per loro — nessuno è uno “straniero”. L’amore di Cristo non conosce confini».
5. Cari fratelli e sorelle! L’amore di Cristo è stato il fuoco che ha infiammato la vita di santa Teresa Benedetta della Croce. Molto prima di rendersene conto, era già stata catturata da questo fuoco. All’inizio si dedicò alla libertà. Per molto tempo Edith Stein fu una ricercatrice. La sua mente non si stancava mai di cercare e il suo cuore anelava sempre alla speranza. Percorse l’arduo cammino della filosofia con appassionato entusiasmo. Alla fine fu ricompensata: afferrò la verità. O meglio: fu afferrata da essa. Poi scoprì che la verità aveva un nome: Gesù Cristo. Da quel momento in poi, il Verbo incarnato fu il suo Tutto. Ripensando, da carmelitana, a quel periodo della sua vita, scrisse a una suora benedettina: «Chi cerca la verità cerca Dio, consciamente o inconsciamente».
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