Lectio Divina


Sabato - Tempo di Natale

1) Preghiera

Dio onnipotente ed eterno,
che nel Natale del Redentore
hai fatto di noi una nuova creatura,
trasformaci nel Cristo tuo Figlio,
che ha congiunto per sempre a sé la nostra umanità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

2) Lettura del Vangelo

Dal Vangelo secondo Giovanni 3,22-30
In quel tempo, Gesù andò con i suoi discepoli nella regione della Giudea; e là si trattenne con loro, e battezzava. Anche Giovanni battezzava a Ennon, vicino a Salim, perché c’era là molta acqua; e la gente andava a farsi battezzare. Giovanni, infatti, non era stato ancora imprigionato.
Nacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo la purificazione. Andarono perciò da Giovanni e gli dissero: “Rabbi, colui che era con te dall’altra parte del Giordano, e al quale hai reso testimonianza, ecco sta battezzando e tutti accorrono a lui”.
Giovanni rispose: “Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stato dato dal cielo. Voi stessi mi siete testimoni che ho detto: Non sono io il Cristo, ma io sono stato mandato innanzi a lui. Chi possiede la sposa è lo sposo; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è compiuta. Egli deve crescere e io invece diminuire”.

3) Riflessione

• Sia Giovanni Battista che Gesù indicavano alla moltitudine un cammino nuovo. Ma Gesù, dopo aver aderito al movimento di Giovanni Battista, e dopo essere stato da lui battezzato, dette un passo in più e creò il suo movimento. Battezzò le persone nel fiume Giordano, quando lo faceva anche Giovanni Battista. Tutti e due attiravano la gente povera ed abbandonata della Palestina, annunciando la Buona Notizia del Regno di Dio.
• Gesù, il nuovo predicatore, aveva un certo vantaggio su Giovanni Battista. Battezzava più gente ed attraeva più discepoli. Sorse così una tensione tra i discepoli di Giovanni e quelli di Gesù riguardo alla "purificazione", cioè riguardo al valore del battesimo. I discepoli di Giovanni Battista provavano una certa invidia ed andarono a parlare con Giovanni per informarlo del movimento di Gesù.
• La risposta di Giovanni ai suoi discepoli è una bella risposta, che rivela la grandezza d’animo. Giovanni aiuta i suoi discepoli a vedere le cose con più oggettività. E si serve di tre argomenti: a) Nessuno riceva nulla che non gli è dato da Dio. Se Gesù fa cose così belle, è perché le riceve da Dio (Gv 3,27). Invece di invidia, i discepoli dovrebbero sentire gioia. b) Giovanni riafferma di nuovo che lui, Giovanni, non è il Messia ma solamente il precursore (Gv 3,28). c) E alla fine usa un paragone, tratto dalle feste delle nozze. In quel tempo, in Palestina, il giorno delle nozze, a casa della sposa, i così detti “amici dello sposo” aspettavano l’arrivo dello sposo per poter presentarlo alla sposa. In questo caso, Gesù è lo sposo, la moltitudine è la sposa, Giovanni è l’amico dello sposo. Giovanni Battista dice che, nella voce di Gesù, riconosce la voce dello sposo e può presentarlo alla sposa, alla moltitudine. In questo momento, la sposo, la gente, lascia l’amico dello sposo e va dietro Gesù, perché riconosce in lui la voce del suo sposo! Per questo è grande l’allegria di Giovanni, "allegria completa". Giovanni non vuole niente per sé! La sua missione è presentare lo sposo alla sposa! La frase finale riassume tutto: “E’ necessario che lui cresca e che io diminuisca!" Questa frase è anche il programma di qualsiasi persona seguace di Gesù.
• In quella fine del primo secolo, sia in Palestina come in Asia Minore, dove c’era qualche comunità di giudei, c’era anche gente che era stata a contatto con Giovanni Battista o che era stata battezzata da lui (At 19,3). Visto dal di fuori, il movimento di Giovanni Battista e quello di Gesù erano molto simili tra di loro. I due annunciavano la venuta del Regno (cf. Mt 3,1-2; 4,17). Ci deve essere stata una certa confusione tra i seguaci di Giovanni e quelli di Gesù. Per questo era molto importante la testimonianza di Giovanni su Gesù. Tutti e quattro i vangeli si preoccupano di riportare le parole di Giovanni Battista dicendo che lui non è il messia. Per le comunità cristiane, la risposta cristiana, la risposta di Giovanni "Lui deve crescere e io devo diminuire" era valida non solo per i discepoli di Giovanni dell’epoca di Gesù, ma anche per i discepoli delle comunità batiste della fine del primo secolo.

4) Per un confronto personale

• “Lui deve crescere ed io diminuire”. E’ il programma di Giovanni. E’ anche il mio programma?
• Ciò che importa è che la sposa trovi lo sposo. Siamo portavoce, nulla di più. Ed io lo sono?

5) Preghiera finale

Lodino il suo nome con danze,
con timpani e cetre gli cantino inni.
Il Signore ama il suo popolo,
incorona gli umili di vittoria. (Sal 148)

 
 
 
 
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Ultima revisione: 22 dicembre 2007