Lectio Divina December 2019
Universal – The Very Young
That every country resolutely commits to taking the necessary measures to make the future of the very young, especially those who suffer, a priority.
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Lectio Divina: 1st Sunday of Advent (A)
Sunday, December 1, 2019
Lectio Divina: Matthew 8:5-11
Monday, December 2, 2019
Lectio Divna: Luke 10:21-24
Tuesday, December 3, 2019
Lectio Divina: Matthew 15:29-37
Wednesday, December 4, 2019
Lectio Divina: Matthew 7:21,24-27
Thursday, December 5, 2019
Lectio Divina: Matthew 9:27-31
Friday, December 6, 2019
Lectio Divina: Matthew 9:35 - 10:1,5-8
Saturday, December 7, 2019
Lectio Divina: 2nd Sunday of Advent (A)
Sunday, December 8, 2019
Lectio Divina: Immaculate Conception of the B.V.Mary
Monday, December 9, 2019
Lectio Divina: Matthew 18:12-14
Tuesday, December 10, 2019
Lectio Divina: Matthew 11:28-30
Wednesday, December 11, 2019
Lectio Divina: Our Lady of Guadalupe (Lk1:26-38)
Thursday, December 12, 2019
Lectio Divina: Matthew 11:16-19
Friday, December 13, 2019
Lectio Divina: Matthew 17:10-13
Saturday, December 14, 2019
Lectio Divina: Third Sunday of Advent (A)
Sunday, December 15, 2019
Lectio Divina: Matthew 21:23-27
Monday, December 16, 2019
Lectio Divina: Matthew 1:1-17
Tuesday, December 17, 2019
Lectio Divina: Matthew 1:18-24
Wednesday, December 18, 2019
Lectio Divina: Luke 1:5-25
Thursday, December 19, 2019
Lectio Divina: Luke 1:26-38
Friday, December 20, 2019
Lectio Divina: Luke 1:39-45
Saturday, December 21, 2019
Lectio Divina: 4th Sunday of Advent (A)
Sunday, December 22, 2019
Lectio Divina: Luke 1:57-66
Monday, December 23, 2019
Lectio Divina: Luke 1:67-79
Tuesday, December 24, 2019
The Birth of the Lord (A)
Wednesday, December 25, 2019
Lectio Divina: St. Stephen the First Martyr
Thursday, December 26, 2019
Lectio Divina: St. John the Apostle
Friday, December 27, 2019
Lectio Divina: The Holy Innocents
Saturday, December 28, 2019
Lectio Divina: THE HOLY FAMILY (A)
Sunday, December 29, 2019
Lectio Divina: Luke 2:36-40
Monday, December 30, 2019
Lectio Divina: John 1:1-18
Tuesday, December 31, 2019
Lectio Divina November 2019
Universal – Communication and Reconciliation
That a spirit of dialogue, encounter and reconciliation emerges in the Near East, where diverse religious communities share their lives together.
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Lectio Divina: All Saints - Matthew 5:1-12a
Friday, November 1, 2019
Lectio Divina: All souls - John 6:37-40
Saturday, November 2, 2019
Lectio Divina: 31st Sunday of Ordinary Time (C)
Sunday, November 3, 2019
Lectio Divina: Luke 14:12-14
Monday, November 4, 2019
Lectio Divina: Luke 14:15-24
Tuesday, November 5, 2019
Lectio Divina: Luke 14:25-33
Wednesday, November 6, 2019
Lectio Divina: Luke 15:1-10
Thursday, November 7, 2019
Lectio Divina: Luke 16:1-8
Friday, November 8, 2019
Lectio Divina: Dedication of the Basilica of St. John Lateran
Saturday, November 9, 2019
Lectio Divina: 32nd Sunday of ordinary time (C)
Sunday, November 10, 2019
Lectio Divina: Luke 17:1-6
Monday, November 11, 2019
Lectio Divina: Luke 17:7-10
Tuesday, November 12, 2019
Lectio Divina: Luke 17:11-19
Wednesday, November 13, 2019
Lectio Divina: Luke 17:20-25
Thursday, November 14, 2019
Lectio Divina: Luke 17:26-37
Friday, November 15, 2019
Lectio Divina: Luke 18:1-8
Saturday, November 16, 2019
Lectio Divina: 33rd Sunday of Ordinary Time (C)
Sunday, November 17, 2019
Lectio Divina: Luke 18:35-43
Monday, November 18, 2019
Lectio Divina: Luke 19:1-10
Tuesday, November 19, 2019
Lectio Divina: Luke 19:11-28
Wednesday, November 20, 2019
Lectio Divina: Luke 19:41-44
Thursday, November 21, 2019
Lectio Divina: Luke 19:45-48
Friday, November 22, 2019
Lectio Divina: Luke 20:27-40
Saturday, November 23, 2019
Lectio Divina: Christ the King (C)
Sunday, November 24, 2019
Lectio Divina: Luke 21:1-4
Monday, November 25, 2019
Lectio Divina: Luke 21:5-11
Tuesday, November 26, 2019
Lectio Divina: Luke 21:12-19
Wednesday, November 27, 2019
Lectio Divina: Luke 21:20-28
Thursday, November 28, 2019
Lectio Divina: Luke 21:29-33
Friday, November 29, 2019
Lectio Divina: St. Andrew, the Apostle
Saturday, November 30, 2019

First Assembly of the Federation “Nuestra Señora del Carmen” of Latin America
The first Assembly of the Federation “Nuestra Señora del Carmen”, was held 22-24 October 2019 at La Vega, Dominican Republic. The following were elected:
- President: Sr. María Consuelo Rivera, O.Carm. (Monción)
- 1st Councilor: Sr. Ana María Arroyo, O. Carm. (La Vega)
- 2nd Councilor: Sr. Lourdes María Aviles, O. Carm. (Mayagüez)
- 3rd Councilor: Sr. María Josefina Luna, O.Carm. (Monción)
- 4th Councilor: Sr. Norma del Carmen Sánchez, O.Carm. (Porlamar)
- Treasurer: Sr. María Rosanna Serrata, O.Carm. (Monción)
Priore Generale
Ogni sei anni uno dei frati è eletto per essere il Priore Generale dell’Ordine. Questa elezione avviene durante un incontro interanzionale dell’Ordine chiamato Capitolo Generale. Si tratta di un convegno fraterno che raduna dei frati provenienti dalle diverse zone geografiche dell’Ordine per riflettere insieme come comunità sulla nostra fedeltà al Vangelo e al carisma carmelitano.
Una volta eletto, il Priore Generale ha la responsabilità di guidare e dirigere l’Ordine per il sessennio che segue. È suo compito assicurarsi che lo spirito del Carmelo sia vissuto con autenticità e sostenuto in tutto l’Ordine, specialmente nella vita di preghiera, nella testimonianza e nel servizio dei suoi membri.
Durante l’ultimo Capitolo Generale, il 19 settembre 2025, è stato eletto Priore Generale Padre Desiderio García Martínez per un mandato di sei anni, dal 2025 al 2031.
Messaggio Finale Del Capitolo Generale Dei Fratelli Della Beata Vergine Maria Del Monte Carmelo 2019
“Voi siete miei testimoni” (Is 43,10)
Da una generazione all’altra: chiamati ad essere fedeli al nostro carisma carmelitano
Noi, Frati Carmelitani, riuniti nel Capitolo Generale presso Il Carmelo, a Sassone, Italia (10-27 settembre 2019), da tutto il mondo, salutiamo i nostri fratelli e le nostre sorelle della Famiglia Carmelitana: “grazia e pace a voi da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo” (cf. Rm 1,7).
Un Ordine globale
Gioiamo dell’esserci riuniti come fratelli nel Carmelo. Il Capitolo generale è il segno principale dell'unità del nostro Ordine, in tutta la sua diversità. È l'incontro fraterno in cui ascoltiamo lo Spirito Santo e il nostro Signore Gesù Cristo, in modo da conoscere la volontà di Dio per questa generazione così da servire al meglio la Chiesa (cfr. Cost. 255). Ogni Capitolo, come ci ha ricordato il nostro confratello l’Arcivescovo Filippo Iannone, è un evento ecclesiale.
Nel suo discorso, l'Arcivescovo carmelitano Antonio Muniz, ci ha posto una sfida a partire da una domanda della nostra stessa tradizione. Ci ha aiutato ad ascoltare la domanda del Signore ad Elia: “Che fai qui, Elia?” (1Re 19,9), come se fosse rivolta ai membri del Capitolo: “Che fate qui, carmelitani?”. Nei giorni seguenti abbiamo tentato, con l'aiuto dello Spirito Santo, di fornire una risposta a tale domanda. In quanto incontro veramente universale, l'unità nella diversità è stata molto evidente in questo Capitolo. Mentre varie parti dell'Ordine subiscono un declino dei membri, altre stanno vivendo una crescita costante. A conti fatti, gli studi demografici mostrano un forte futuro per l'Ordine.
Ci siamo rallegrati della presenza di molti fratelli delle aree emergenti dell'Ordine, grati alla creatività perenne dello Spirito Santo, ai nostri missionari, passati e presenti, e alle Province fondatrici per la loro lungimiranza e generosità. La diversità nel nostro Capitolo ha arricchito le nostre discussioni e le nostre deliberazioni, la nostra fraternità e la nostra preghiera.
Trasmettere la tradizione
Attraverso le conferenze, le riflessioni personali e le condivisioni di gruppo durante le nostre giornate trascorse insieme, abbiamo riflettuto sul tema del Capitolo: trasmettere la tradizione da una generazione all'altra. Ringraziamo Dio per il carisma e la ricca tradizione che ci sono stati tramandati nel corso della nostra storia. Riconosciamo, tuttavia, che “la tradizione è viva nel momento in cui viene trasmessa da una generazione all’altra” (dal discorso di Michael Casey, OCSO al Capitolo). Questa responsabilità ci invita a conoscere più profondamente e a vivere più entusiasticamente la nostra tradizione. Non possiamo trasmetterla alle nuove generazioni se non la facciamo nostra, se non la interiorizziamo e se non facciamo di essa uno stile di vita. Come attesta la sintesi delle risposte all'Instrumentum Laboris presentata dalla Commissione Preparatoria del Capitolo, noi stessi siamo consapevoli che esiste “un divario tra ciò che dovrebbe essere la nostra vita nell'ideale carmelitano e la concretezza della vita stessa”.
Inoltre, le relazioni dei membri del Consiglio Generale uscente hanno richiamato la nostra attenzione sull'urgenza di dare priorità alla formazione, sia iniziale che permanente. Questa tematica, della quale siamo consapevoli, è stata ripresa durante le nostre discussioni. È stato sottolineato che la formazione carmelitana non può essere limitata al noviziato, ma deve continuare costantemente durante l’intero processo di formazione iniziale e per tutta la nostra vita. Parliamo spesso della formazione come una nostra priorità, ma affinché sia così, occorre prendere decisioni chiare e concrete.
Il tema della trasmissione della tradizione è stato ampiamente e profondamente sviluppato da P. Saverio Cannistrà, Preposito Generale dei Carmelitani Scalzi, in un discorso che ha tenuto durante la giornata dedicata alla Famiglia Carmelitana. P. Saverio ha insistito in particolare sulla necessità, per la formazione, di non limitarsi a trasmettere concetti e informazioni. Dovrebbe mirare soprattutto a trasmettere uno stile di vita. Dovrebbe trasformare i cuori, non solo le menti. Questo può essere fatto solo da religiosi e comunità che hanno veramente fatto di Cristo il centro della loro vita, irradiando così, spesso inconsapevolmente, la loro esperienza di Lui. La formazione si svolge in un sincero dialogo personale tra il formatore e il formando, nell'incontro del cuore che si interroga della persona in formazione con l'esperienza di un discepolo che ha iniziato a seguire Cristo già da qualche tempo. Nell’incontro tra queste due esperienze spirituali, entrambi si arricchiscono in modo tale da continuare a crescere nel discepolato.
Il Capitolo ha affermato che la comunità è essenziale per il nostro stile di vita carmelitano. Le nostre comunità sono chiamate ad essere un segno contro-culturale di speranza in un mondo frammentato e altamente individualista. Nonostante la nostra diversità su molti fronti, testimoniamo la possibilità di formare comunità. Ciò è particolarmente vero nel caso delle comunità internazionali. Il Capitolo incoraggia la formazione di più comunità internazionali all'interno dell'Ordine. Abbiamo discusso sul numero di carmelitani necessari a costituire una comunità sana, una comunità in grado di sostenere una struttura regolare di liturgia, riunioni comunitarie e pasti comuni. I numeri pensati per la formazione delle comunità erano vari, ma la preoccupazione per la comunità è stata condivisa da tutti. Il Capitolo incoraggia tutte le comunità a prendere sul serio il rinnovamento della loro qualità di vita, lavorando alla costruzione di relazioni realmente fraterne.
Una tradizione sempre nuova
Nella sua conferenza al Capitolo, P. Michael Casey, OCSO ha parlato della dinamicità della tradizione. Siamo consapevoli che
La tradizione rimane essa stessa in costante cambiamento. È sempre nuova, eppure non perde nulla di ciò che era. La tradizione è un processo di continua riformazione di tutto ciò che viene ricevuto in accordo con la situazione emergente. Ri-formare non è una necessità occasionale; è parte integrante del processo. La sagoma di questa ri-formazione non è determinata esclusivamente da ciò che è esistito in precedenza; è una risposta a nuove sfide.
Le varie riforme che hanno arricchito la nostra tradizione testimoniano questo sviluppo della tradizione stessa, così come la pubblicazione di nuove Costituzioni e la loro revisione nel corso della nostra storia. In questo Capitolo, dopo molte riflessioni e discussioni, abbiamo approvato la revisione delle Costituzioni del 1995 al fine di aggiornarle in conformità con i documenti più recenti della Chiesa e dell'Ordine. Tra l’altro, erano necessarie delle revisioni per affrontare nuove situazioni e sfide che l'Ordine sta incontrando nel mondo di oggi.
Ringraziamo la Commissione che negli ultimi sei anni ha lavorato alla preparazione delle proposte di revisione delle Costituzioni. Speriamo che tutti noi possiamo acquisire familiarità con le revisioni che sono state approvate nel Capitolo, in modo che diventino veramente linee guida per l'Ordine.
Le nuove condizioni del nostro mondo
Il dialogo tra la nostra tradizione e il contesto in cui viviamo è particolarmente urgente nelle nuove culture in cui l'Ordine è ora presente, ma non si limita ad esse. Mentre entriamo in un nuovo periodo storico, ispirato dallo Spirito che opera in ogni epoca e nella Chiesa, cerchiamo di adattare il nostro modo di vivere a nuove condizioni.
Il nostro mondo, ricco di possibilità e opportunità, è in stato di costante crescita ed evoluzione ma è anche pieno di contraddizioni; nonostante ciò ci rallegriamo delle realizzazioni che si sono compiute nel mondo. Ci sforziamo di capire i segni dei tempi, per esaminarli alla luce del Vangelo, del nostro carisma e del nostro patrimonio spirituale, per incarnarlo nelle diverse culture (Cost. 13).
Di fronte all’ingiustizia che prevale, alla violenza, all'abuso, al rifiuto di coloro che sono diversi, al degrado dell’ambiente, dobbiamo tutti tornare a credere nella solidarietà, rimanendo fermi nella verità e mettendo a repentaglio la nostra comodità. Siamo addolorati dalla sofferenza della popolazione del Venezuela e della Repubblica Democratica del Congo e ci siamo mossi per rispondere con degli atti concreti di solidarietà. Allo stesso modo, rivedendo le Costituzioni ed emanando un decreto, l'Ordine ha rafforzato il suo impegno nel garantire degli ambienti sicuri per i minori e gli adulti vulnerabili. Nel suo discorso ispiratore, la professoressa Bruna Costacurta ci ha ricordato che dobbiamo dare una testimonianza profetica, ad imitazione di Elia (1Re 19, 5), che si ponga come un baluardo contro la tentazione di dormire o di ammettere la sconfitta.
Come ci ha esortati P. Casey, per essere profetici dobbiamo scrollarci di dosso i vincoli del capitalismo, del consumismo e dello sfruttamento. “Ma c'è di più. Dobbiamo permettere alla grazia del nostro carisma di prosperare e dare frutti nella nostra vita individuale e comunitaria. Essere ciò che dovremmo essere nel mezzo delle banali realtà quotidiane”.
Dimensione mistica
Nel corso del nostro Capitolo abbiamo sottolineato la necessità di raggiungere un equilibrio nel nostro carisma. Durante il giorno di ritiro, prima di eleggere il nostro nuovo governo, la nostra sorella della Provincia olandese, Anne-Marie Bos, ci ha ricordato che il Beato Tito Brandsma ricevette la tradizione carmelitana, la studiò, la amò e la interiorizzò. L’ha vissuta in un modo molto personale e creativo, rimanendo un vero contemplativo in una vita molto attiva.
Il Beato Tito intendeva la mistica come una chiamata diretta a tutti e parlava di una mistica quotidiana, convinto che Dio è il fondamento del nostro essere e può essere incontrato sempre e ovunque e specialmente nel prossimo. Egli è un modello della nuova sintesi degli elementi del nostro carisma che ogni generazione è chiamata a fare per mantenere viva e rilevante la nostra tradizione. L'esempio del Beato Tito, inoltre, ci spinge a condividere la nostra tradizione con tutti.
Nel suo messaggio ai membri del Capitolo e ai rappresentanti della Famiglia carmelitana, il neoeletto Priore Generale, P. Míceál O’Neill, ha parlato della bellezza del Carmelo:
Il nome Carmelo evoca una montagna attraente e affascinante, un incontro amorevole, fraternità e giustizia. Esso ispira bellezza e dimora su ciò che è essenziale nella vita della persona umana. Il Carmelo ha un modo di parlare di Dio che aiuta le persone a capire sempre di più che il Signore è il nostro Dio, non ce n’è un altro, e che dobbiamo amare Dio con tutto il nostro cuore, con tutta la nostra mente e con tutta la nostra forza, e il nostro prossimo come se stessi. C’è una bellezza nel Carmelo che ci può ispirare. Abbiamo come la sensazione che il Carmelo può essere ciò che la gente ovunque sta cercando oggi.
Messaggio di Papa Francesco
Nel corso dell’udienza con Papa Francesco, i carmelitani sono stati incoraggiati a cercare il volto del Dio vivente tramite la preghiera, la fraternità e il servizio. Il Papa ha identificato ciò che lui stesso ha chiamato “tre linee di cammino” per l’Ordine:
- Fedeltà e contemplazione:
Il Papa ci ha ricordato che quando la Chiesa pensa al Carmelo pensa ad una scuola di contemplazione. I carmelitani hanno bisogno di una relazione personale con il Signore, coltivata attraverso la solitudine, la contemplazione e il distacco dal mondo. Un tale stile carmelitano ci permette di servire il popolo di Dio in ogni ministero o apostolato e ci invita ad avere a cuore il cammino spirituale delle persone.
- Accompagnamento e preghiera:
Il Papa ha citato Santa Maria Maddalena de’ Pazzi che metteva in guardia sul pericolo della routine e della “tiepidezza”. Dobbiamo vivere più “dentro” noi stessi per essere in grado di andare “fuori” e accompagnare le persone nel loro cammino verso Dio. La serenità e la gioia devono essere i tratti distintivi del nostro lavoro con la gente.
- Tenerezza e compassione:
In particolare, abbiamo bisogno di cuori teneri e compassionevoli per rimanere sensibili alle sofferenze delle persone che ci circondano. Quando non siamo fedeli alla nostra vita interiore, potremmo non vedere più questa sofferenza. Il Papa ha citato il Beato Angelo Paoli che diceva: “Chi ama Dio deve cercarlo nei poveri”. Papa Francesco ha detto che la tenerezza “secondo lo stile di Gesù” (cf. Lc. 10,25-37) ci mette al riparo dalla “pseudomistica”, dalla “solidarietà del fine settimana” e dalla tentazione di stare lontani dalle piaghe del corpo di Cristo. “Le piaghe di Gesù sono anche oggi visibili nel corpo dei fratelli che sono spogliati, umiliati e schiavizzati”.
Famiglia Carmelitana
In uno degli ultimi giorni del Capitolo abbiamo avuto la gioia di accogliere tra di noi vari membri della Famiglia Carmelitana, sia religiosi che laici, così come di ascoltare alcuni di loro mentre condividevano la loro esperienza su come essere testimoni del carisma carmelitano.
Il Priore Generale ci ha chiesto di pensare a cosa ci unisce come famiglia:
Le persone in tutti i diversi settori della Famiglia Carmelitana riconoscono in sé i valori della Famiglia Carmelitana e si identificano come carmelitani nella loro vita di oggi. Il carmelitano in me parla al carmelitano in te, risuona con il carmelitano in te e a causa di questa risonanza del dono dello Spirito Santo, le persone si avvicinano l'una all'altra, vogliono essere nutrite l'una dall'altra e vogliono modellare le loro vite insieme secondo questo dono.
Camminare nella speranza
Vorremmo concludere il nostro messaggio condividendo con voi, fratelli e sorelle, la sfida che ci ha posto l'Arcivescovo José Rodriguez Carballo, OFM, Segretario della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica. Nella sua omelia al Capitolo, attingendo dalla storia del profeta Elia in 1Re 19, ci ha invitato a seguire i tre comandi divini indirizzati al profeta: alzati, mangia e cammina. Non possiamo arrenderci allo scoraggiamento, ma dobbiamo alzarci nella speranza, convinti che Dio stia ancora operando nel Carmelo, nella Chiesa e nel mondo anche in questi tempi difficili. Nutriti dalla Parola di Dio, dall'Eucaristia e dai sacramenti, continuiamo il nostro cammino, fedeli alla nostra identità carmelitana e alla Chiesa, sempre pronti a dare la nostra testimonianza.Maria, nostra madre e sorella, Stella del Mare, possa mostrarci la via e camminare con noi, mentre continuiamo a vivere in ossequio di Gesù Cristo, suo Figlio, e a trasmettere da una generazione all'altra la gioia di vivere il Vangelo nello stile di vita carmelitano.
Dato a Sassone, Italia, presso Il Carmelo, il 27 settembre 2019.
Economo Generale
Al Capitolo Generale, che si svolge ogni sei anni, uno dei frati è eletto come Economo Generale dell’Ordine. L’Economo Generale amministra i beni dell’Ordine, si occupa delle questioni finanziarie del Consiglio Generale anche agendo da tramite tra le varie aree geografiche dell’Ordine. Convoca la Commissione economica che lo assiste nel delineare una strategia finanziaria dell’Ordine che sia coerente con la nostra opzione preferenziale per i poveri e gli emarginati.
Al Capitolo Generale di settembre 2025 è stato rieletto Economo Generale Padre Christian Körner.
Lectio Divina October 2019
Evangelization – Holy Spirit
That the breath of the Holy Spirit engender a new missionary “spring” in the church.
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Lectio Divina: Luke 9:51-56
Tuesday, October 1, 2019
Lectio Divina: The Holy Guardian Angel - Matthew 18:1-5,10
Wednesday, October 2, 2019
Lectio: Luke 10:1-12
Thursday, October 3, 2019
Lectio: Luke 10:13-16
Friday, October 4, 2019
Lectio Divina: Luke 10:17-24
Saturday, October 5, 2019
Lectio Divina: 27th Sunday of Ordinary Time (C)
Sunday, October 6, 2019
Lectio Divina: Luke 10:25-37
Monday, October 7, 2019
Lectio Divina: Luke 10:38-42
Tuesday, October 8, 2019
Lectio Divina: Luke 11:1-4
Wednesday, October 9, 2019
Lectio Divina: Luke 11:5-13
Thursday, October 10, 2019
Lectio Divina: Luke 11:15-26
Friday, October 11, 2019
Lectio Divina: Luke 11:27-28
Saturday, October 12, 2019
Lectio Divina: 28th Sunday of Ordinary Time (C)
Sunday, October 13, 2019
Lectio Divina: Luke 11:29-32
Monday, October 14, 2019
Lectio Divina: Luke 11:37-41
Tuesday, October 15, 2019
Lectio Divina: Luke 11:42-46
Wednesday, October 16, 2019
Lectio Divina: Luke 11:47-54
Thursday, October 17, 2019
Lectio Divina: St. Luke, Evangelist - Luke 10:1-9
Friday, October 18, 2019
Lectio: Luke 12:8-12
Saturday, October 19, 2019
Lectio Divina: 29th Sunday of ordinary time (C)
Sunday, October 20, 2019
Lectio Divina: Luke 12:13-21
Monday, October 21, 2019
Lectio Divina: Luke 12:35-38
Tuesday, October 22, 2019
Lectio Divina: Luke 12:39-48
Wednesday, October 23, 2019
Lectio Divina: Luke 12:49-53
Thursday, October 24, 2019
Lectio Divina: Luke 12:54-59
Friday, October 25, 2019
Lectio Divina: Luke 13:1-9
Saturday, October 26, 2019
Lectio Divina: 30th Sunday of ordinary time (C)
Sunday, October 27, 2019
Lectio Divina: Saints Simon and Jude, apostles - Luke 6:12-19
Monday, October 28, 2019
Lectio: Luke 13:18-21
Tuesday, October 29, 2019
Lectio Divina: Luke 13:22-30
Wednesday, October 30, 2019
Lectio Divina: Luke 13:31-35
Thursday, October 31, 2019

Fifteenth Day of the General Chapter 2019
The 24th of September was the Carmelite Family Day. The day started with the Eucharist presided by Fr. Saverio Cannistrà O.C.D., who also shared with the assembly some reflections on the transmission of the Carmelite charism, underlining the challenges, the contents and the various methods in the transmission of charism and formation today.
Subsequently, some representatives of the various sectors of the Carmelite Family (Sr. Elena Maria Lopez Font O.Carm., Sr. Zélia Da Conceição Dias, CMSTGB, Francisco Javier Bernabeu Almela and Sabrina Rubio Pérez) gave their input in reply to the question of how we can be witnesses to this generation, starting from their own experiences as a nun, missionary sister and young lay Carmelites respectively.
In the afternoon, Fr. Mario Alfarano, Delegate for the nuns, presented his report, outlining the response of the Order to recent pontifical statements on cloistered life, the various foundations in recent times, together with other changes taken place in various of our monasteries.
The Prior General shared a reflection on “the Carmelite Family, good new for the Church and the World”, highlighting six keywords: Carmel, charism, contemplation, community, collaboration, celebration.
Following a shared reflection in linguistic groups and in plenary session, the day came to a conclusion with a fraternal family celebration .
Thirteenth and Fourteenth Day of the General Chapter 2019
Sunday, 22 September, day of rest, the participants visited Castel Gandolfo and the gardens of the pontifical palace, an excellent place where the popes can rest and antique residence of the emperor Domitian.
On the 23 September, the 14th day of the General Chapter the work of the chapter continued with the process of revising the last proposals of the Constitutions and started to study and vote those proposals related to issues of government, international commissions, Europe, co-ordination of new foundations, formation, culture, Carmelite identity, justice and peace and care of creation, Carmelite liturgy and economy. Throughout the day members of the Carmelite family started to arrive.
The Eucharist was presided by the Secretary of the Congregation for the Institutes of Consecrated Life and Societies of Apostolic Life, Mgr. José Rodríguez Carballo, OFM. He greeted the Prior General, the participants of the Chapter and the members of the Carmelite Family. He appreciated the close collaboration developed during these last years between the Congregation and the Carmelite Order.
During his homily he focused of the figure of the prophet Elijah, an inspirational figure of our charism and spirituality, pointing out three verbs: Stand up, eat and walk. Wake up as an antidote to resignation, described as the venom of religious life. Eat, to be sustained by the tradition, returning to the sources, living in faithfulness to our tradition, as Pope Francis reminded us in his message. Walk, to be open to the future, with an undivided heart, together, avoiding the snares that create division of the essential.
Afterwards Mgr Carballo greeted the Carmelite contemplative nuns and said a few words of appreciation to them. The Congregation had worked closely with them in these years.
Twelfth Day of the General Chapter (21st of September)
On the 21st of September Pope Francis met all the members of the General Chapter the Clementine Hall. Afterwards the participants went to eat at CISA. The community and the employees of St Albert College made all welcome and were attentive to all the details.
The cordiality and closeness of Pope Francis was greatly appreciated. In his message, taking into account the theme of the Chapter, “You are my witnesses (Is.43, 10) from one generation to the other, called to remain faithful to our Carmelite charism” (cfr. Const 21), the Pope developed three ideas.
1. Faithfullness and contempaton.Pope Francis noted that the Church is proud of you and when it thinks of Carmel it thinks of a school that teaches contemplation. The Blessed Titus Brandsma, martyr and one of the great mystics of the 20thcentury had said, It is a characteristic of the Carmelite Order is an Order of mendicants of active life and who live in the midst of the people, conserving a great esteem for solidarity of … the world, considering solidarity and contemplation as the best of his spiritual life …” The Carmelite way of living contemplation prepares us to serve the people of God through different ministries and apostolates. Doing whatever you do, remain faithful to your past and open to the future with experiences living in obedience to Jesus Christ, paying special attention to the spiritual journey of people.
2. Accompaniment and prayer. The Holy Father said that Carmel is synonymous with the inner life. Carmelite mystics and writers have understood that “being in God” and “being in His things” do not always coincide. If we become anxious about a thousand things related to God without being rooted in Him, sooner or later he presents us with the bill: we realize that we have lost Him along the way. Saint Mary Magdalene de’ Pazzi, advised that “lukewarmness” can creep into the consecrated life when the evangelical counsels become only a routine and love of Jesus is no longer the centre of life. The Pope also warned against worldliness. Pope Francis encouraged the Carmelites to accompany people to “make friends” with God. Saint Teresa said: “I hardly ever tired of speaking or hearing about God”. Our world thirsts for God and you Carmelites, teachers of prayer, can help many to leave behind the noise, haste and spiritual aridity. As good artisans of fraternity, place your trust in the Lord by overcoming the inertia of immobility and avoiding the temptation of reducing the religious community to “working groups” that would eventually dilute the fundamental elements of religious life.
3. Tenderness and compassion.At the end Pope Francis underlined the fact that the contemplative has a compassionate heart. When love is weakened, everything loses its flavour. Caring and creative love is a balm for those who are tired and exhausted for those who suffer abandonment. If one day, around us, there are no longer sick and hungry people, abandoned and despised – the minores of which your mendicant tradition speaks – it will not be because they are not there, but simply because we do not see them. The little ones and the discarded will always be there to offer us an opportunity to enable contemplation to be a window open to beauty, truth and goodness. “Pope Francis cited Blessed Angelo Paoli, whose third centenary of death we will soon celebrate “Whoever loves God must seek him in the poor, in the “brothers of Jesus”. The Pope recalled Blessed Angelo’s absolute trust in divine providence he had exclaimed with joy: “I have a pantry in which nothing is missing!” May your pantry overflow with compassion in the face of all forms of human suffering! The Pope continued: “Contemplation would merely be momentary if it were to be reduced to raptures and ecstasies that distance us from the joys and worries of the people. We must be wary of the contemplative who is not compassionate. Tenderness, in the style of Jesus shelters us from “pseudomystics”, “weekend solidarity” and the temptation to keep our distance from the wounds of Christ’s body. Three dangers: “pseudo-mystics”, “weekend solidarity” and the temptation to keep our distance from the wounds of Christ’s body. Jesus’ wounds are still visible today in the bodies of our brothers and sisters who are despoiled, humiliated and enslaved. By touching these wounds, caressing them, it is possible to worship the living God in our midst. Today there is a need for a revolution of tenderness which will make us more sensitive to the dark nights and dramas of humanity.




















