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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio: Giovanni 3,22-30

1) Preghiera

Dio onnipotente ed eterno,
che nel Natale del Redentore
hai fatto di noi una nuova creatura,
trasformaci nel Cristo tuo Figlio,
che ha congiunto per sempre a sé la nostra umanità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

2) Lettura del Vangelo

Dal Vangelo secondo Giovanni 3,22-30
In quel tempo, Gesù andò con i suoi discepoli nella regione della Giudea; e là si trattenne con loro, e battezzava. Anche Giovanni battezzava a Ennon, vicino a Salim, perché c’era là molta acqua; e la gente andava a farsi battezzare. Giovanni, infatti, non era stato ancora imprigionato.
Nacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo la purificazione. Andarono perciò da Giovanni e gli dissero: “Rabbi, colui che era con te dall’altra parte del Giordano, e al quale hai reso testimonianza, ecco sta battezzando e tutti accorrono a lui”.
Giovanni rispose: “Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stato dato dal cielo. Voi stessi mi siete testimoni che ho detto: Non sono io il Cristo, ma io sono stato mandato innanzi a lui. Chi possiede la sposa è lo sposo; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è compiuta. Egli deve crescere e io invece diminuire”.

3) Riflessione

• Sia Giovanni Battista che Gesù indicavano alla moltitudine un cammino nuovo. Ma Gesù, dopo aver aderito al movimento di Giovanni Battista, e dopo essere stato da lui battezzato, dette un passo in più e creò il suo movimento. Battezzò le persone nel fiume Giordano, quando lo faceva anche Giovanni Battista. Tutti e due attiravano la gente povera ed abbandonata della Palestina, annunciando la Buona Notizia del Regno di Dio.
• Gesù, il nuovo predicatore, aveva un certo vantaggio su Giovanni Battista. Battezzava più gente ed attraeva più discepoli. Sorse così una tensione tra i discepoli di Giovanni e quelli di Gesù riguardo alla "purificazione", cioè riguardo al valore del battesimo. I discepoli di Giovanni Battista provavano una certa invidia ed andarono a parlare con Giovanni per informarlo del movimento di Gesù.
• La risposta di Giovanni ai suoi discepoli è una bella risposta, che rivela la grandezza d’animo. Giovanni aiuta i suoi discepoli a vedere le cose con più oggettività. E si serve di tre argomenti: a) Nessuno riceva nulla che non gli è dato da Dio. Se Gesù fa cose così belle, è perché le riceve da Dio (Gv 3,27). Invece di invidia, i discepoli dovrebbero sentire gioia. b) Giovanni riafferma di nuovo che lui, Giovanni, non è il Messia ma solamente il precursore (Gv 3,28). c) E alla fine usa un paragone, tratto dalle feste delle nozze. In quel tempo, in Palestina, il giorno delle nozze, a casa della sposa, i così detti “amici dello sposo” aspettavano l’arrivo dello sposo per poter presentarlo alla sposa. In questo caso, Gesù è lo sposo, la moltitudine è la sposa, Giovanni è l’amico dello sposo. Giovanni Battista dice che, nella voce di Gesù, riconosce la voce dello sposo e può presentarlo alla sposa, alla moltitudine. In questo momento, la sposo, la gente, lascia l’amico dello sposo e va dietro Gesù, perché riconosce in lui la voce del suo sposo! Per questo è grande l’allegria di Giovanni, "allegria completa". Giovanni non vuole niente per sé! La sua missione è presentare lo sposo alla sposa! La frase finale riassume tutto: “E’ necessario che lui cresca e che io diminuisca!" Questa frase è anche il programma di qualsiasi persona seguace di Gesù.
• In quella fine del primo secolo, sia in Palestina come in Asia Minore, dove c’era qualche comunità di giudei, c’era anche gente che era stata a contatto con Giovanni Battista o che era stata battezzata da lui (At 19,3). Visto dal di fuori, il movimento di Giovanni Battista e quello di Gesù erano molto simili tra di loro. I due annunciavano la venuta del Regno (cf. Mt 3,1-2; 4,17). Ci deve essere stata una certa confusione tra i seguaci di Giovanni e quelli di Gesù. Per questo era molto importante la testimonianza di Giovanni su Gesù. Tutti e quattro i vangeli si preoccupano di riportare le parole di Giovanni Battista dicendo che lui non è il messia. Per le comunità cristiane, la risposta cristiana, la risposta di Giovanni "Lui deve crescere e io devo diminuire" era valida non solo per i discepoli di Giovanni dell’epoca di Gesù, ma anche per i discepoli delle comunità batiste della fine del primo secolo.

4) Per un confronto personale

• “Lui deve crescere ed io diminuire”. E’ il programma di Giovanni. E’ anche il mio programma?
• Ciò che importa è che la sposa trovi lo sposo. Siamo portavoce, nulla di più. Ed io lo sono?

5) Preghiera finale

Lodino il suo nome con danze,
con timpani e cetre gli cantino inni.
Il Signore ama il suo popolo,
incorona gli umili di vittoria. (Sal 148)

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.