Battesimo del Signore (A)
Il battesimo di Gesù nel Giordano
Matteo 3,13-17
1. Orazione iniziale
“Ti lodiamo, Padre invisibile, largitore di immortalità: tu sei
la fonte della vita, la fonte della luce, la fonte di ogni grazia e
di ogni verità, amante degli uomini e amante dei poveri, che con tutti
ti riconcili e tutti attiri a te per mezzo della venuta del tuo Figlio
diletto. Fa di noi uomini vivi, dà a noi lo Spirito di luce, perché
conosciamo te, il vero, e colui che mandasti Gesù Cristo.” (Anafora
di Serapione)
2. Lettura
a) Introduzione:
Questo frammento evangelico (Mt 3,13-17) fa parte della
sezione narrativa dell’evangelista Matteo, quella che introduce alla
vita pubblica di Gesù. Dopo la fuga in Egitto, Gesù vive a Nazaret.
Divenuto adulto, lo ritroviamo qui, sulle rive del fiume Giordano. Si
tratta della parte conclusiva del brano dedicato a Giovanni Battista,
l’incontro dei due. Chi volesse approfondire anche la personalità di
Giovanni e il suo messaggio (Mt 3,1-12 è stato già proposto nella liturgia
della seconda domenica di avvento) deve tener conto di tutto il capitolo
3 di Matteo. Il nostro brano è centrato in particolare sul riconoscimento
della divinità di Cristo nel momento del suo battesimo. Dio Padre rivela
chi è Gesù.
b) Una divisione del testo per aiutarne la lettura:
Matteo 3,13 : ambientazione
Matteo 3,14-15 : dialogo Giovanni-Gesù
Matteo 3, 16-17 : epifania/teofania
c) Il testo:
13
In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi
battezzare da lui. 14 Giovanni però voleva impedirglielo,
dicendo: «Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?».
15 Ma Gesù gli disse: «Lascia fare per ora, poiché
conviene che così adempiamo ogni giustizia». Allora Giovanni acconsentì.
16 Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco,
si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una
colomba e venire su di lui. 17 Ed ecco una voce dal
cielo che disse: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi
sono compiaciuto».
3. Un momento di silenzio
orante
perché la parola di Dio possa entrare in noi e illuminare
la nostra vita.
4. Alcune domande
per aiutarci nella meditazione e orazione.
a) Perché Gesù “esce allo scoperto” dopo la vita nascosta
a Nazaret?
b) Come matura la consapevolezza della sua identità e missione?
c) Mi è capitato, ad un certo punto, di intraprendere qualcosa di nuovo
nella mia vita?
d) Chi o quale esperienza mi ha rivelato più pienamente la mia identità,
vocazione e missione?
e) Che senso ha per me il ricordo del mio battesimo?
5. Meditazione
a) Una chiave di lettura:
Insieme ad una lettura storica-cronologica nella quale
è posto in evidenza l’episodio del battesimo di Gesù, l’incontro con
Giovanni, prima dell’inizio della sua vita pubblica, si può tener presente
una lettura simbolica, aiutati dai Padri orientali, nella quale si inquadra
maggiormente il tempo liturgico, quello natalizio, che si conclude con
la piena manifestazione di Dio come uomo. Una sintesi della manifestazione-epifania
del Figlio di Dio nella carne.
b) Commento al testo:
Mt 13, 13 Gesù adulto
Dopo la “comparsa” di Giovanni sulla scena (13,1), Gesù, da Nazaret,
dove aveva trascorso l’infanzia e la prima giovinezza (Mt 12,23), si
reca al fiume Giordano. Da buon israelita è attento ai movimenti religiosi
autentici che sorgono tra il popolo. Mostra di approvare l’opera di
Giovanni e decide di ricevere il battesimo con acqua, non certamente
per essere perdonato dai peccati, ma per unirsi e condividere pienamente
le attese e le speranze di tutti gli uomini e le donne. Non è l’umanità
che va da Lui, ma è Lui che va verso di essa, secondo la logica dell’incarnazione.
Mt 13,14-15 dialogo di Giovanni con Gesù
Il tentativo di Giovanni di impedire il battesimo di Gesù è il riconoscimento
della diversità tra i due e la consapevolezza del nuovo (la Nuova Alleanza)
che entra in scena. “Colui che viene dopo di me… vi battezzerà in Spirito
santo e fuoco… ha in mano il ventilabro… pulirà… raccoglierà… brucerà…”
(vv.11-12). L’atteggiamento di Gesù è ancora quello di sottomettersi
al piano salvifico di Dio (così adempiamo ogni giustizia), rispettando
il modo (nell’umiltà-kenosi) e i tempi (l’ora-kairos).
La diversità dei due si coglie anche dalla famiglia di provenienza (sacerdotale
quella di Giovanni), dal luogo (Gerusalemme per Giovanni, Nazaret di
Galilea per Gesù) nella modalità del loro concepimento (annuncio al
padre, Zaccaria, secondo il modello antico; annuncio alla madre, Maria),
l’età dei genitori (anziani quelli di Giovanni). Tutto sta a manifestare
il passaggio tra l’antico e il nuovo. Matteo prepara i lettori alla
novità del Cristo: “avete inteso che fu detto, ma io vi dico” (Mt 5).
Mt 13,16-17 la presentazione di Dio Padre e lo Spirito
santo
Nel Vangelo di Matteo abbiamo la solenne “adorazione dei Magi” come
riconoscimento della regalità-divinità di Gesù. Luca aggiunge anche
il riconoscimento di Elisabetta (Lc 1,42-43), degli angeli (Lc 2,13-14)
dei pastori (Lc 2,20), degli anziani Simeone e Anna (Lc 2,30; 28). In
tutti gli evangelisti poi è evocata la proclamazione dell’identità divina
di Gesù da parte di Dio Padre e dello Spirito Santo presente sotto forma
di colomba. Matteo dice proprio “Questi è” e non “tu sei”
il mio Figlio diletto. Gesù è di natura divina e allo stesso
tempo è il nuovo Adamo, inizio di un’umanità nuova riconciliata con
Dio insieme alla natura riconciliata anch’essa con Dio, attraverso l’immersione
del Cristo nelle acque. Si riaprono i cieli dopo che erano stati chiusi
per tanto tempo a causa del peccato e la terra è benedetta.
La discesa di Cristo nelle acque prefigura la sua discesa agli inferi
e si realizza la parola del salmista (Sal 74, 13-14), egli schiaccia
la testa al nemico. Il Battesimo non solo prefigura, ma inaugura e anticipa
la sconfitta di Satana e la liberazione di Adamo.
Non sarà facile comunque riconoscere il Messia nella prospettiva della
debolezza, lo stesso Giovanni ha qualche dubbio quando è in prigione
e gli manda a dire per mezzo dei suoi discepoli “sei tu colui che deve
venire o dobbiamo attenderne un altro?” (Mt 11,3).
6. Per chi vuole approfondire
in prospettiva liturgica ed ecumenica
Nella tradizione della chiesa orientale, il Battesimo
di Gesù è la festa più importante nelle liturgie natalizie. Il 6 gennaio
si festeggia insieme: battesimo, nascita, visita dei magi, nozze di
Cana come un’unica realtà. Più che dello svolgimento storico della vita
di Gesù si tiene conto della sua rilevanza teologica-salvifica. L’interesse
non è concentrato sull’aspetto sentimentale, ma sulla manifestazione
storica di Dio e il suo essere riconosciuto come Signore.
Cirillo di Gerusalemme afferma che Gesù conferisce alle acque del Battesimo
il “colore della sua divinità” (III catechesi mistagogica, 1).
Gregorio di Nissa scrive che la creazione di questo mondo e la creazione
spirituale, un tempo nemiche, si riuniscono nell’amicizia, e noi umani,
fatti un solo coro con gli angeli, partecipiamo alla loro lode (PG 46,599).
Alla discesa nelle acque corrisponde la discesa nelle viscere della
terra simbolizzata nella nascita nella grotta. Le acque distruttrici
diventano acque di salvezza per i giusti.
Le letture vetero-testamentarie nella liturgia dei Vespri evocano le
acque che salvano: lo Spirito aleggia sulle acque nella creazione (Gn
1), le acque del Nilo salvano Mosè (Es 2), le acque si aprono al passaggio
del popolo d’Israele (Es 14), le acque di Mara diventano dolci (Es 15),
le acque del Giordano si aprono davanti all’Arca (Gios 3), le acque
del Giordano guariscono Naaman il lebbroso (2Re 5) ecc. Gesù poi trasforma
l’acqua nelle nozze di Cana in vino (Gv 2) come segno che la salvezza
è giunta.
In questa festa, nella liturgia orientale, c’è la tradizione di benedire
le acque immergendo per tre volte la croce (la triplice immersione battesimale)
in un pozzo o in un fiume. Si evoca il profeta Isaia: si rallegrino
il deserto e la terra arida (Is 35,1-10), voi tutti assetati venite
all’acqua (Is 55, 1-13), attingete acqua con gioia (Is 12,3-6).
7. Preghiera - Salmo 114 (113)
1 Alleluia.
Quando Israele uscì dall'Egitto,
la casa di Giacobbe da un popolo barbaro,
2 Giuda divenne il suo santuario,
Israele il suo dominio.
3 Il mare vide e si ritrasse,
il Giordano si volse indietro,
4 i monti saltellarono come arieti,
le colline come agnelli di un gregge.
5 Che hai tu, mare, per fuggire,
e tu, Giordano, perché torni indietro?
6, Perché voi monti saltellate come arieti
e voi colline come agnelli di un gregge?
7 Trema o terra, davanti al Signore,
davanti al Dio di Giacobbe,
8 che muta la rupe in un lago,
la roccia in sorgenti d'acqua.
8. Orazione finale
Gesù, fonte della vita, che vieni a cancellare la condanna
di Adamo, nel Giordano hai ucciso l’odio, concedici la pace che supera
ogni intelligenza. Verbo splendente inviato dal Padre, dopo aver sradicato
le colpe dei mortali, vieni a dissipare le lunghe e tristi ore della
notte e, mediante il tuo battesimo, fai uscire, risplendenti, i tuoi
figli dai flutti del Giordano. Che si vesta di bianco la razza umana,
esca dalle acque come figli di Dio e trasformi il creato a immagine
del creatore. (Da “canti” liturgici orientali)
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