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1ª Domenica d'Avvento (A)Essere preparati sempre 1. Orazione iniziale 2. Lettura a) Chiave di lettura: Nella
liturgia della prima domenica di Avvento, la Chiesa ci pone dinanzi
uno stralcio del discorso di Gesù sulla fine del mondo. Avvento significa
Venuta. E’ il tempo della preparazione per la venuta del Figlio
dell’Uomo nella nostra vita. Gesù ci esorta ad essere vigilanti. Ci
chiede di essere attenti agli avvenimenti per scoprire in essi l’ora
della venuta del Figlio dell’Uomo. b) Una divisione del testo per aiutarne la lettura: Matteo
24, 37-39: La venuta del Figlio dell’Uomo avverrà come nei giorni di
Noè c) Il testo:
3. Un momento di silenzio orante perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita. 4. Alcune domande per aiutarci nella meditazione e nella orazione. i)
Quale è la parte del testo che più ti ha colpito? Perché? 5. Per coloro che desiderano approfondire il tema a) Contesto del discorso di Gesù: Il Vangelo di Matteo - Nel Vangelo di Matteo ci sono cinque grandi discorsi, come se fosse una nuova edizione dei cinque libri della Legge di Mosè. Il testo che meditiamo in questa domenica forma parte del quinto Discorso di questa Nuova Legge. Ognuno dei quattro discorsi precedenti illumina un determinato aspetto del Regno di Dio annunciato da Gesù. Il primo: la giustizia del Regno e le condizioni per entrare nel Regno (Mt da 5 a 7). Il secondo: la missione dei cittadini del Regno (Mt 10). Il terzo: la presenza misteriosa del Regno nella vita della gente (Mt 13). Il quarto: vivere il Regno in comunità (Mt 18). Il quinto Sermone parla della vigilanza in vista della venuta definitiva del Regno. In questo ultimo discorso, Matteo continua lo schema di Marco (cf. Mc 13,5-37), ma aggiunge alcune parabole che parlano della necessità della vigilanza e del servizio, della solidarietà e della fraternità. L’attesa della venuta del Figlio dell’Uomo - Alla fine del primo secolo, le comunità vivevano nell’attesa della venuta immediata di Gesù (1 Tes 5,1-11). Basandosi su alcune frasi di Paolo (1 Tes 4,15-18), c’erano delle persone che avevano cessato di lavorare pensando che Gesù stesse per arrivare (2 Tes 2,1-2; 3,11-12). Loro si chiedevano: Quando venga Gesù, sarà che saremo innalzati in cielo come lui? (cfr. 1 Tes 4,17). Saremo presi o lasciati? (cfr. Mt 24,40-41). C’era un clima simile a quello di oggi, in cui molti si chiedono: “Questo terrorismo è segno che si avvicina la fine del mondo! Cosa fare per non essere sorpresi?” Una risposta a queste domande e preoccupazioni ci viene dalle parole di Gesù che Matteo ci trasmette nel vangelo di questa domenica. b) Commento del testo Matteo
24,37-39: Gesù paragona la venuta del Figlio dell’Uomo ai giorni
del diluvio Matteo
24,40-41: Gesù applica il paragone a coloro che lo ascoltano Matteo
24,42: Gesù trae la conclusione: “Vigilate!” Matteo
24,43-44: Paragone: Il Figlio dell’Uomo viene quando meno si aspetta.
c) Ampliando le informazioni per poter capire meglio il testo: Come vigilare per prepararsi? - Il nostro testo è preceduto dalla parabola del fico (Mt 24,32-33). Il fico era un simbolo del popolo di Israele (Os 9,10; Mt 21,18). Nel chiedere di guardare il fico, Gesù chiede di guardare ed analizzare i fatti che stanno occorrendo. E’ come se Gesù dicesse anche a noi: “Voi dovete imparare dal fico a leggere i segni dei tempi, e così scoprirete dove e quando Dio irrompe nella vostra storia!” La certezza che ci viene comunicata da Gesù - Gesù ci lascia una duplice certezza per orientare il nostro cammino nella vita: (1) sicuramente giungerà la fine; (2) nessuno certamente sa nulla circa il giorno o l’ora della fine del mondo. “Quanto a quella ora e a quel giorno, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo e neppure il Figlio, ma solo il Padre!” (Mt 24,36). Malgrado tutti i calcoli che gli uomini possano fare sulla data della fine del mondo, nessun calcolo dà certezza. Ciò che dà sicurezza non è la conoscenza dell’ora della fine, ma la Parola di Gesù presente nella vita. Il mondo passerà ma la sua parola non passerà mai (cfr. Is 40,7-8). Quando avverrà la fine del mondo? - Quando la Bibbia parla della “fine del Mondo”, si riferisce non alla fine del mondo, ma alla fine di un mondo. Si riferisce alla fine di questo mondo, dove regnano l’ingiustizia ed il potere del male che amareggiano la vita. Questo mondo di ingiustizia avrà fine ed al suo posto ci saranno “un cielo nuovo ed una terra nuova”, annunciati da Isaia (Is 65, 15-17) e previsti dall’Apocalisse (Ap 21,1). Nessuno sa quando né come sarà la fine di questo mondo (Mt 24,36), poiché nessuno può immaginare ciò che Dio ha preparato per coloro che lo amano (1 Cor 2,9). Il mondo nuovo della vita senza morte supera tutto, come l’albero supera il suo seme (1 Cor 15,35-38). I primi cristiani erano ansiosi di assistere a questa fine (2 Tes 2,2). Continuavano a guardare il cielo, sperando nella venuta di Cristo (Atti 1,11). Alcuni non lavoravano più (2 Tes 3,11). Ma “non spetta a noi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta” (Atti 1,7). L’unico modo per contribuire all’avvento della fine “così che possano giungere i tempi della consolazione” (Atti 3,20), è rendere testimonianza del vangelo in ogni luogo, fino agli estremi confini della terra (Atti 1,8). 6. Preghiera: Salmo 46 (45) “Dio è con noi! Non temiamo!” Dio
è per noi rifugio e forza, 7. Orazione Finale Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua Parola che ci ha fatto vedere meglio la volontà del Padre. Fa che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa che noi, come Maria, tua Madre, possiamo non solo ascoltare ma anche praticare la Parola. Tu che vivi e regni con il Padre nell’unità dello Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen. |
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