Mercoledì - Tempo di Quaresima
1) Preghiera
O Padre, che dai la ricompensa ai giusti
e non rifiuti il perdono ai peccatori pentiti,
ascolta la nostra supplica:
l’umile confessione delle nostre colpe
ci ottenga la tua misericordia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
2) Lettura del Vangelo
Dal Vangelo secondo Giovanni 5,17-30
In quel tempo, Gesù rispose ai Giudei: “Il Padre mio opera sempre e anch’io
opero”. Proprio per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo: perché
non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a
Dio.
Gesù riprese a parlare e disse: “In verità, in verità vi dico, il Figlio da sé
non può fare nulla se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa,
anche il Figlio lo fa. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto
quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, e voi ne
resterete meravigliati.
Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a
chi vuole; il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha rimesso ogni giudizio al
Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il
Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.
In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi
ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla
morte alla vita.
In verità, in verità vi dico: è venuto il momento, ed è questo, in cui i morti
udranno la voce del Figlio di Dio, e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno.
Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso al Figlio di
avere la vita in se stesso; e gli ha dato il potere di giudicare, perché è
Figlio dell’uomo.
Non vi meravigliate di questo, poiché verrà l’ora in cui tutti coloro che sono
nei sepolcri udranno la sua voce e ne usciranno: quanti fecero il bene, per una
risurrezione di vita e quanti fecero il male, per una risurrezione di condanna.
Io non posso far nulla da me stesso; giudico secondo quello che ascolto e il mio
giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che
mi ha mandato”.
3) Riflessione
• Il vangelo di Giovanni è diverso dagli altri tre. Rivela
una dimensione più profonda che solo la fede riesce a percepire nelle parole e
nei gesti di Gesù. I Padri della Chiesa dicevano che il vangelo di Giovanni è “spirituale”,
rivela ciò che lo Spirito fa scoprire nelle parole di Gesù (cf. Gv
16,12-13). Un esempio bello di questa dimensione spirituale del vangelo di
Giovanni è il passaggio che meditiamo oggi.
• Giovanni 5,17-18: Gesù spiega il significato profondo
della guarigione del paralitico. Criticato dai giudei per aver curato nel
giornato di sabato, Gesù risponde: “Il Padre mio opera sempre e anch’io
opero!” I giudei insegnavano che il sabato non si poteva lavorare, poiché
perfino Dio si è riposato e non ha lavorato il settimo giorno della creazione
(Es 20,8-11). Gesù afferma il contrario. Lui dice che il Padre ha sempre
lavorato fino ad ora. Per questo, anche Gesù lavora, e perfino il
sabato. Imita suo Padre! Per Gesù, l’opera creatrice non è terminata. Dio
continua a lavorare, incessantemente, giorno e notte, sostenendo l’universo e
tutti noi. Gesù collabora con il Padre continuando l’opera della creazione in
modo che un giorno tutti possano entrare nel riposo promesso. La reazione dei
giudei fu violenta. Volevano ucciderlo per due motivi; per negare il senso del
sabato e per dirsi uguali a Dio.
• Giovanni 5,19-21: E’ l’amore che lascia trasparire
l’azione creatrice di Dio. Questi versi rivelano qualcosa della relazione tra
Gesù ed il Padre. Gesù, il figlio, vive in attenzione permanente dinanzi al
Padre. Quello che vede fare al Padre, anche lui lo fa. Gesù è il riflesso del
Padre. E’ il volto del Padre! Questa attenzione totale del Figlio al Padre, fa
sì che l’amore del Padre possa entrare totalmente nel Figlio ed attraverso il Figlio
possa svolgere la sua azione nel mondo. La grande preoccupazione del Padre è
quella di vincere la morte e di far vivere. La guarigione del paralitico fu un
modo per tirar fuori le persone dalla morte e per farle vivere. E’ un modo per
dare continuità all’opera creatrice del Padre.
• Giovanni 5,22-23: Il Padre non giudica, ma affida il
giudizio al figlio. Determinante, nella vita, è il modo in cui ci collochiamo
dinanzi al Creatore, poiché dipende radicalmente da lui. Ora, il Creatore si
rende presente per noi in Gesù. In Gesù abita la pienezza della divinità (cf
Col 1,19). Per questo, nel modo in cui ci definiamo dinanzi a Gesù, esprimiamo
la nostra posizione dinanzi a Dio Creatore. Ciò che il Padre vuole è che lo
conosciamo e gli rendiamo onore nella rivelazione che lui fa di se stesso in
Gesù.
• Giovanni 5,24: La vita di Dio in noi mediante Gesù.
Dio è vita, è forza creatrice. Lì dove lui si fa presente, la vita rinasce. Lui
si fa presente nella Parola di Gesù. Chi ascolta la parola di Gesù come parola
che viene da Dio è già risorto. Ha già ricevuto il tocco vivificante che lo
conduce oltre la morte. Gesù passò dalla morte alla vita. Ne è la prova la
guarigione del paralitico.
• Giovanni 5,25-29: La risurrezione sta avvenendo già. I morti siamo tutti noi che ancora non ci apriamo alla voce di Gesù che viene
dal Padre. Però “viene l’ora” ed è adesso, "in cui i morti udiranno la voce del Figlio di Dio e coloro che ascoltano vivranno”. Con la parola di
Gesù, venuta dal Padre, si inizia una nuova creazione, già in cammino. La
parola creatrice di Gesù raggiungerà tutti, anche coloro che sono già morti.
Loro udiranno e vivranno.
• Giovanni 5,30: Gesù è il riflesso del Padre. “Io non
posso far nulla da me stesso; giudico secondo quello che ascolto e il mio
giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che
mi ha mandato”. Questa frase finale è il riassunto di tutto ciò che è stato
detto precedentemente. Era questa l’idea che le comunità del tempo di Giovanni
avevano ed irradiavano riguardo a Gesù.
4) Per un confronto personale
• Come ti immagini il rapporto tra Gesù ed il Padre?
• Come vivi la fede nella risurrezione?
5) Preghiera finale
Paziente e misericordioso è il Signore,
lento all’ira e ricco di grazia.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature. (Sal 144)
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