Mercoledì - Tempo ordinario
1) Preghiera
Dio onnipotente ed eterno,
guida i nostri atti secondo la tua volontà,
perché nel nome del tuo diletto Figlio
portiamo frutti generosi di opere buone.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
2) Lettura del Vangelo
Dal Vangelo secondo Marco 4,1-20
In quel tempo, Gesù si mise di nuovo a insegnare lungo il mare. E si riunì
attorno a lui una folla enorme, tanto che egli salì su una barca e là restò
seduto, stando in mare, mentre la folla era a terra lungo la riva. Insegnava
loro molte cose in parabole e diceva loro nel suo insegnamento: “Ascoltate.
Ecco, uscì il seminatore a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la
strada e vennero gli uccelli e la divorarono. Un’altra cadde fra i sassi, dove
non c’era molta terra, e subito spuntò perché non c’era un terreno profondo; ma
quando si levò il sole, restò bruciata e, non avendo radice, si seccò. Un’altra
cadde tra le spine; le spine crebbero, la soffocarono e non diede frutto. E
un’altra cadde sulla terra buona, diede frutto che spuntò e crebbe, e rese ora
il trenta, ora il sessanta e ora il cento per uno”. E diceva: “Chi ha orecchi
per intendere, intenda!”.
Quando poi fu solo, quelli che erano intorno a lui insieme ai dodici lo
interrogavano sulle parabole. Ed egli disse loro: “A voi è stato confidato il
mistero del regno di Dio; a quelli di fuori invece tutto viene esposto in
parabole, perché “guardino, ma non vedano, ascoltino, ma non intendano, perché
non si convertano e venga loro perdonato”.
Continuò dicendo loro: “Se non comprendete questa parabola, come potrete capire
tutte le altre parabole? Il seminatore semina la parola. Quelli lungo la strada
sono coloro nei quali viene seminata la parola; ma quando la ascoltano, subito
viene satana, e porta via la parola seminata in loro.
Similmente quelli che ricevono il seme sulle pietre sono coloro che, quando
ascoltano la parola, subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in se
stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o
persecuzione a causa della parola, subito si abbattono.
Altri sono quelli che ricevono il seme tra le spine: sono coloro che hanno
ascoltato la parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e l’inganno
della ricchezza e tutte le altre bramosie, soffocano la parola e questa rimane
senza frutto.
Quelli che ricevono il seme su terreno buono, sono coloro che ascoltano la
parola, l’accolgono e portano frutto nella misura chi del trenta, chi del
sessanta, chi del cento per uno”.
3) Riflessione
• Seduto su una barca, Gesù insegna alla folla. In
questi versi, Marco descrive il modo in cui Gesù insegna alla folla: sulla
spiaggia, seduto in una barca, molta gente attorno per ascoltarlo. Gesù non era
una persona colta (Gv 7,15). Non aveva frequentato la scuola superiore di
Gerusalemme. Veniva dall’interno, dalla campagna, da Nazaret. Era uno
sconosciuto, artigiano in parte, in parte contadino. Senza chiedere permesso
alle autorità, cominciò ad insegnare alla gente. Parlava in modo molto diverso.
Alla gente piaceva ascoltarlo.
• Per mezzo delle parabole, Gesù aiutava la gente a
percepire la presenza misteriosa del Regno nelle cose della vita. Una
parabola è un paragone. Lui usa le cose conosciute e visive della vita per
spiegare le cose invisibili e sconosciute del Regno di Dio. Per esempio, la
gente della Galilea capiva quando si parlava di semi, di terreno, di pioggia,
di sole, di sale, di fiori, di pesci, di raccolto, etc. E Gesù usa proprio
queste cose conosciute dalla gente, nelle sue parabole, per spiegare il mistero
del Regno.
• La parabola del seminatore è un ritratto della vita dei
contadini. In quel tempo, non era facile vivere dell’agricoltura. I terreni
erano pieni di pietre. Molti arbusti. Poca pioggia, molto sole. Inoltre, molte
volte, la gente per abbreviare le distanze passava attraverso i campi e
calpestava le piante (Mc 2,23). Ma malgrado ciò, ogni anno, l’agricoltore
seminava e piantava, fiducioso nella forza del seme, nella generosità della
natura.
• Chi ha orecchi per intendere, intenda! Gesù
comincia la parabola dicendo: “Ascoltate! (Mc 4,3). Ora, alla fine, termina
dicendo: “Chi ha orecchi per intendere, intenda!” Il cammino per giungere
all’intendimento della parabola è la ricerca: “Cercate di capire!” La parabola
non dà tutto fatto, ma induce a pensare e fa scoprire a partire dalla propria
esperienza che gli udenti hanno del seme. Induce alla creatività ed alla
partecipazione. Non è una dottrina che arriva pronta per essere insegnata e
decorata. La Parabola non dà acqua imbottigliata, bensì conduce alla fonte.
L’agricoltore che ascolta, dice: “Seme nella terra, io so cos’è! Ma Gesù dice
che questo ha a che fare con il Regno di Dio. Che sarà?" E già è possibile
immaginare le lunghe conversazioni della folla. La parabola si muove con la
gente e la spinge ad ascoltare la natura ed a pensare alla vita.
• Gesù spiega la parabola ai suoi discepoli. In casa,
soli con Gesù, i discepoli vogliono sapere il significato della parabola. Loro
non lo capiscono. Gesù rimane attonito dinanzi alla loro ignoranza (Mc 4,13) e
risponde con una frase difficile e misteriosa. Dice ai suoi discepoli: “A voi è
stato confidato il mistero del regno di Dio; a quelli di fuori invece tutto
viene esposto in parabole, perché guardino, ma non vedano, ascoltino, ma non
intendano, perché non si convertano e venga loro perdonato!” Questa frase
spinge la gente a chiedersi: Ma allora a cosa serve la parabola? Per chiarire o
per nascondere? Forse Gesù si serve di parabole affinché la gente continui a
vivere nell’ignoranza e non arrivi a convertirsi? Certamente no! Poiché in un
altro punto Marco dice che Gesù usava parabole “secondo quello che potevano
intendere” (Mc 4,33)
• La parabola rivela e nasconde allo stesso tempo! Rivela a coloro
che sono dentro, che accettano Gesù, Messia Servo. Nasconde a coloro che
insistono nel considerarlo il Messia, il Re grandioso. Costoro capiscono le immagini
della parabola, ma non riescono a coglierne il significato.
• La spiegazione della parabola, nelle sue diverse parti. Una ad una, Gesù spiega le parti della parabola, il seme, il terreno, fino
al raccolto. Alcuni studiosi ritengono che questa spiegazione fu aggiunta dopo,
e sarebbe stata fatta da qualche comunità. E’ ben possibile! Poiché nel
bocciolo della parabola c’è già il fiore della spiegazione. Bocciolo e fiore,
ambedue hanno la stessa origine che è Gesù. Per questo, anche noi possiamo
continuare a riflettere e scoprire altre cose belle nella parabola. Una volta,
una persona ha chiesto in comunità: “Gesù ha detto che dobbiamo essere sale. A
cosa serve il sale?” Si è discusso ed alla fine sono state scoperti più di
dieci diversi scopi che il sale può avere! Poi questi significati vennero
applicati alla vita della comunità e si scoprì che essere sale è difficile ed
esigente. La parabola funzionò! Lo stesso per quanto riguarda il seme. Tutti
hanno qualche esperienza dei semi.
4) Per un confronto personale
• Che esperienza hai tu del seme? Come ti aiuta a capire
meglio la Buona Novella?
• Che tipo di terreno sei tu?
5) Preghiera finale
Guardate al Signore e sarete raggianti,
e il vostro volto non sarà confuso. (Sal 34,6)
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