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Vivere Alla Presenza Di Dio

Maria Teresa Cristofori

Per trovare un aiuto a condurre una vita autenticamente cristiana, è importante porci in ascolto della Parola di Dio, sempre viva, efficace ed in grado di guidarci a realizzare in pienezza le finalità del nostro essere. Papa Francesco, ha dato inizio alla sua esortazione apostolica “EVANGELII GAUDIUM"

con queste consolanti parole: "LA GIOIA DEL VANGELO riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù" (n° 1). Per questo invita ogni cristiano, "in qualsiasi luogo e situazione si trovi, a rinnovare il suo incontro personale con Gesù Cristo o, almeno, a prendere la decisione di lasciarsi incontrare da Lui, di cercarlo ogni giorno senza sosta" (n° 3).

Dobbiamo partire dalla consapevolezza che Gesù è verità e credere, senza esitazioni, a quanto Egli ci ha detto: "Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui" (Gv 14, 23). Queste parole ci danno la confortante certezza che l'amore a Cristo e la sequela dei suoi insegnamenti, trasformano la nostra anima in un meraviglioso tempio, in cui trovano la loro costante abitazione il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. La considerazione di tale ineffabile realtà, deve portarci a camminare sempre alla presenza di Dio, senza distogliere il nostro sguardo da Lui, che ci è vicino, è in noi e non ci abbandona mai. La scelta di restare alla presenza di Dio, nell'esercizio della sua volontà, esige un comportamento caratterizzato da libertà, maturità, consapevolezza, vigile prudenza, per non incorrere nel rischio di praticare una fede semplicistica, immatura, superficiale e priva di fondamentali basi di verità. Non è raro, infatti, incontrare fedeli che dichiarano con facilità di vivere alla presenza di Dio, mentre invece, spesso c'è solo illusione generata da pericolosi sentimentalismi, legati a situazioni e carenze frustranti ed alienanti. L'apostolo Giovanni pone come condizione indispensabile per avvertire la presenza del Signore, la capacità di comprendere in pienezza la persona del Cristo: “Chiunque riconosce che Gesù è il Figlio di Dio, Dio dimora in lui ed egli in Dio"(1 Gv 4, 15). Una fede vera, matura, autentica, totale, diviene supporto necessario e indispensabile per vivere pienamente alla presenza del Signore e sperimentare, così, in profondità la realtà di quest'asserzione conciliare e cioè che “L'aspetto più sublime della dignità dell'uomo consiste nella sua vocazione alla comunione con Dio" (GS 19). Nel Carmelo tale importante affermazione del Vaticano II, più che una novità, ha rappresentato una conferma alla perenne validità del suo specifico carisma, poiché, sin dalle sue origini, ha sempre sentito l'urgenza di favorire la chiamata alla santità dell'uomo, proponendogli la via dell'orazione per aprirsi ad un vero rapporto di amicizia con il Signore. I numerosi Santi Carmelitani, sono vissuti avvertendo la presenza di Dio nella loro vita e, con il loro esempio e la loro dottrina, hanno dato prova dell'intramontabile efficacia prodotta dalla preghiera, testimoniando che, veramente “fin dal suo nascere l'uomo è invitato al dialogo con Dio" (GS 19). Perché l'orazione possa divenire realmente comunione, occorre seguire, con impegno costante, un itinerario spirituale che coinvolga integralmente il nostro essere, attraverso un processo di rinnovamento continuo e di totale rinascita. Sono ben noti i gradi di orazione proposti da S. Teresa di Gesù ed i suggerimenti ascetici indicati da San Giovanni della Croce per giungere ad una vera e propria unione trasformante: se vogliamo divenire dei veri amici di Dio, dobbiamo accogliere i consigli di questi Santi Dottori che, per mandato ecclesiale, sono divenuti nostri Maestri. E' importante comprendere che l'orazione, motivata dall'amore e dal desiderio di crescere nella conoscenza del Signore, giammai può essere considerata come una meta da conquistare in una sola volta e per sempre, ma piuttosto come un itinerario in divenire, costituito da una successione di tappe, ciascuna delle quali, una volta raggiunta, rimanda a quella posta ad un livello più elevato. In proposito Papa Francesco, al n° 11 della sua Evangelii gaudium, cita il seguente pensiero di San Giovanni della Croce: “Questo spessore di sapienza e scienza di Dio è tanto profondo e immenso, che, benché l'anima sappia di esso, sempre può entrare più addentro" (Cantico spirituale, 36, 10). Il Pontefice poi, sempre nello stesso paragrafo, ci ricorda che “la proposta cristiana non invecchia mai" e che "Gesù Cristo ci sorprende con la sua costante creatività". Vivere alla presenza di Dio, non significa ricevere visioni o messaggi particolari, ma condurre un'esistenza normale nell'assolvimento dei propri doveri quotidiani, con un atteggiamento, però, sempre rivolto a dare il primato alla vita interiore. S. Teresa di Gesù, grande mistica, ma sempre reale e concreta, così si rivolgeva alle sue monache: “L'anima per parlare con il suo Padre celeste e godere della sua compagnia non ha bisogno di salire al cielo, né di alzare la voce. Per molto basso che parli, Egli che le è vicino, l'ascolta sempre. E per cercarlo non ha bisogno di ali, perché basta che si ritiri in solitudine e lo contempli in se stessa. Gli parli umilmente come a Padre, gli racconti le pene che soffre, gliene chieda il rimedio, riconoscendosi indegna di essere chiamata sua figlia" (Cammino di Perfezione 28, 2). Con i nostri soli sforzi umani, non saremmo riusciti ad accostarci a Dio, se Egli stesso, onnipotente bontà, non ci fosse venuto incontro, colmando, con affetto gratuito, l'infinita distanza che ci separa dal suo Essere. La prova dell'immenso amore di Dio per l'uomo, è costituita dal fatto che "Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi" (Gv 1, 14). La salvezza che Gesù è venuto a portare al mondo, consiste proprio nel dono di se stesso che Egli ha fatto a coloro che lo hanno accolto, rendendoli partecipi della sua intimità e dando loro “il potere di diventare figli di Dio" (Gv 1, 12). Alla luce di questa grande verità, l'uomo si riconosce come persona voluta per amore da Qualcuno che attende il suo “sì", per dialogare, comunicare e stabilire una mutua relazione di amicizia con lui. La presenza di Dio in noi, va alimentata dalla meditazione giornaliera della divina Parola e dalla costante partecipazione alla vita liturgica della Chiesa, da praticare e considerare come mezzi efficaci della Grazia, attraverso i quali il Signore ci parla, ci dona le sue risposte e ci fa conoscere la sua volontà. Papa Francesco nella sua "Misericordiae Vultus" ci ricorda che “Gesù Cristo è il volto della misericordia del Padre", ed è infatti Gesù, attraverso l'apostolo Giovanni, a svelarci che “Dio è amore; chi rimane nell'amore rimane in Dio e Dio rimane in lui" (1 Gv 4, 16). L'esempio di Maria, Vergine fatta Chiesa, dimora dell'Altissimo, tabernacolo del Cristo fatto uomo, ci guidi e ci conforti anche nei momenti più oscuri della vita. Quando ci sentiamo soli e abbandonati da tutti, guardiamo a Lei, presente ai piedi della Croce e troveremo il coraggio per affrontare ogni difficoltà, perché animati anche noi dalla certezza che il Signore ci è sempre accanto, è vivo, è con noi ed in noi e non ci farà mai mancare la sua "Presenza" per tutta l'eternità.

Caprarola, 09 / 01 / 2016

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.