Skip to Content

Lettera del Priore Generale In occasione della solennità della Vergine del Carmelo 2018

P. Fernando Millán Romeral, O.Carm

Carissimi fratelli e sorelle della Famiglia Carmelitana,

    nell’avvicinarsi della solennità della Vergine del Carmelo desidero, come ogni anno, inviare a ognuno di voi i miei più cari auguri fraterni per la nostra festa patronale, nella quale ricordiamo Maria, col titolo, per noi tanto familiare, di Madre del Carmelo. Insieme ci apprestiamo a fare memoria della nostra Madre e Sorella, la Domina loci, che occupa il posto centrale nella nostra vita e che ci ispira e ci incoraggia a vivere il nostro carisma carmelitano a servizio del Vangelo, del popolo di Dio e di tutta l’umanità.

*****

   In questo tempo la Chiesa si sta preparando, attraverso una serie di diverse iniziative, a celebrare la XV Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi, che avrà per tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale” e che si terrà a Roma nell’ottobre prossimo. In diversi modi si sta cercando di far sì che la voce dei giovani possa giungere fino al Sinodo, affinché non avvenga che esso sia solo un’assemblea sui giovani, ma che sia davvero occasione perché le opinioni, le impressioni, i dubbi, le speranze dei giovani vengano ascoltate dall’assemblea sinodale.

   Nel gennaio del 2019, poi, si terrà a Panama la Giornata Mondiale della Gioventù (GMG), che, come già in altre occasioni, sarà un momento di incontro per migliaia di giovani dei diversi continenti, all’interno di un contesto di festa, di preghiera e celebrazione. Anche il nostro Ordine sarà presente a questo appuntamento ecclesiale, come già stiamo facendo dal 2008, quando partecipammo alla GMG di Sidney (e poi nel 2011 a Madrid, nel 2013 a Rio e nel 2016 a Cracovia), attraverso una “giornata carmelitana”, che celebriamo insieme ai nostri fratelli Carmelitani Scalzi.

    Certamente la presenza più significativa sarà quella dei giovani dei paesi più vicini, come sempre avviene, ad ogni GMG. Perciò i nostri fratelli di El Salvador, insieme alla Provincia del Centro America dei Carmelitani Scalzi, stanno preparando questo incontro, al quale spero di poter accompagnare, a Dio piacendo, i nostri giovani carmelitani, come ho avuto il dono di fare anche durante le precedenti GMG.

     E’ fuori di dubbio che entrambi questi due eventi, il Sinodo sui giovani e la GMG di Panama, ci ricordano quanto siano importanti i giovani per il presente e il futuro della Chiesa. Perciò desidero chiedere a ognuno di voi, prima di tutto che teniate molto presente questa intenzione davanti alla nostra Madre del Carmelo, durante le diverse celebrazioni e novene alle quali parteciperete durante i giorni di preparazione alla sua festa. Maria, la giovane donna di Nazareth, ha saputo accogliere la missione che Dio le affidava con la generosità e il coraggio propri dei giovani. A lei rivolgiamo ora la nostra preghiera per i nostri giovani, perché possano sperimentare la bellezza della fede e della vita cristiana, sappiano accogliere la sfida e il rischio che porta con sé la sequela di Gesù Cristo in un mondo, quale è il nostro, che cambia tanto velocemente, che è tanto complesso e affascinante.

   In secondo luogo desidero esprimere il mio più vivo ringraziamento a tutti i carmelitani (religiosi, religiose e laici) che lavorano non solo “per” i giovani, ma piuttosto “con” i giovani. La pastorale giovanile non è sempre facile; esige una particolare capacità di “stare”, di “accompagnare”, “ascoltare” e “condividere”. E’ perciò comprensibile che si preferisca impegnarsi in altri tipi di pastorale, appartenente più gratificanti; però nessuna Provincia o realtà dell’Ordine dovrebbe mai chiudersi a questo ministero, per evitare quello che potremmo chiamare davvero un “suicidio pastorale”. Che Maria nostra Madre, la Vergine del Monte Carmelo, simbolo della bellezza, sia fonte di ispirazione per quei Carmelitani che accompagnano i giovani, affinché siano capaci di trasmettere loro la ricchezza del nostro carisma e della nostra spiritualità e doni loro la fedeltà necessaria per continuare a camminare insieme ai giovani con creatività e generosità.

   Infine vorrei sottolineare quanto il nostro carisma sia adatto ai giovani, non solo perché valori come la relazione personale con Dio, la profondità spirituale, la sensibilità, la bellezza e la poesia, che sempre hanno caratterizzato il Carmelo, possono entusiasmare i nostri giovani, ma anche perché il nostro carisma offre una proposta “controculture” per il mondo d’oggi. In una società caratterizzata dall’immediato e che promuove l’immediato, il superficiale, il bombardamento di informazioni inutili, le relazioni virtuali, il provvisorio… davvero una chiamata alla vita interiore, alla profondità, all’incontro personale col Signore, al recupero del tempo come kairòs, alla preghiera e alla contemplazione, può risultare rivoluzionaria. Proponiamo una tale chiamata ai giovani che incontriamo sul nostro cammino, e facciamolo senza complessi, o senza crederci superiori, non come una imposizione arrogante o un indottrinamento, ma come un dono, offerto con semplicità e affetto.

   Il tema scelto da Papa Francesco per il Sinodo include anche l’aspetto vocazionale. In molte parti del mondo il Carmelo continua a ricevere molte vocazioni alla vita consacrata; in altre, invece, per motivi complessi, che non è possibile qui analizzare, ci troviamo dentro una seria e preoccupante crisi vocazionale. Con la saggezza del discernimento, l’umiltà di riconoscere possibili errori, senza però abbandonarsi a un pessimismo esasperato, con la responsabilità di chi è consapevole che il Signore chiama anche attraverso di noi e tenendo Maria come modello di ascolto e di risposta generosa alla chiamata di Dio…, compromettiamoci nella pastorale vocazionale, che ha il compito di aiutare i giovani a discernere la loro vocazione, qualsiasi essa sia, e a viverla poi con generosità e gusto.

   Infine mi auguro che questi eventi ecclesiali facciano ringiovanire anche noi! Ma non nel senso di quella giovinezza cosmetica, superficiale e tante volte ridicola, che invece il mondo insegue. La nostra società disprezza l’anzianità e per questo succede che ci si ritrovi a volersi camuffare da giovani, quando non lo si è più, e si neghi la propria età, non accettando la realtà. Non sto parlando di un ringiovanimento come questo! Ma intendo una giovinezza diversa, che ci renda capaci di guardare al futuro con speranza, senza rimanere ingolfati in discorsi pessimisti e disfattisti e capaci di sfuggire alla sclerosi della routine e dei nostri pregiudizi. Se sappiamo guardare al futuro con speranza, entusiasmo e fiducia nel Signore, anche se i nostri dati anagrafici continuano a crescere, noi ci manterremo giovani!                              .

*****

   Infine desidero condividere due avvenimenti particolari che, pur nella loro semplicità, sono significativi e occasione di gioia per tutta la famiglia del Carmelo. Innanzi tutto bisogna ricordare che quest’anno si è celebrato, a Manila, il 400° anniversario dell’arrivo nelle Filippine della prima immagine della Vergine del Carmine. Si tratta di un’immagine ivi giunta dal Messico, in quanto anche le Filippine appartenevano a quello che allora si chiamava Vicereame della Nuova Spagna, e portata per mano degli Agostiniani Recolletti, i quali, a loro volta, l’avevano ricevuta dai Carmelitani Scalzi di Acapulco. L’immagine venne installata nel convento di Bagumbayan e poco dopo trasferita nella chiesa di San Sebastiano di Quiapo, dove è rimasta fino ai nostri giorni, sempre oggetto di affetto, devozione e preghiere da parte del popolo filippino, come ho avuto modo di constatare personalmente in diverse occasioni.

    Nel corso di questo quarto centenario sono stati organizzati a Manila diversi eventi. Il 4 maggio, dopo la processione in barca con l’immagine nella baia, è stata celebrata una solenne Eucaristia a Luneta, nel centro di Manila, come rendimento di grazie. Il cardinale Tagle ha concesso, in quell’occasione, l’indulgenzia plenaria a tutti coloro che hanno partecipato all’evento con le dovute disposizioni.

    Sebbene già esistesse un permesso antecedente, dato dal P. Diego del Castillo, vicario di Andalusia, il 19 agosto 1691 il Priore Generale dei Carmelitani, P. Pablo di sant’Ignazio, concesse con gioia il permesso affinché venisse eretta la Confraternita del Santo Scapolare, data la devozione esistente verso la Vergine del Carmine.

    Ora, molto tempo dopo, anch’io ho voluto unirmi alla gioia del mio predecessore e al rendimento di grazie per queste devozione tanto radicata nel popolo filippino. Perciò mi sono congratulato personalmente con il Priore Generale degli Agostiniani Recolletti, P. Miguel Miró Miró, ringranziadolo per il servizio pastorale svolto dal suo Ordine nel corso di quattro di secoli, grazie al quale si è diffusa la devozione alla Vergine del Carmine nella amata nazione filippina.  

    Che la Vergine del Carmine voglia concedere a entrambi i nostri Ordini di rinnovare lo spirito missionario che ha guidato allora i Padri agostiniani e che Lei, da noi invocata col titolo di “Stella del mare”, ci apra nuovi cammini di missione ed evangelizzazione.

    Il secondo evento che desidero ricordare è l’incoronazione ufficiale dell’immagine della Vergine del Carmine che si trova nella località di Rute, a Cordova, in Spagna, che avverrà il prossimo 28 luglio. Proprio la Vergine del Carmine è la patrona della cittadina. Questa bella immagine, risalente alla fine del XVII secolo, ha goduto durante i secoli della venerazione e devozione di tanti fedeli. L’incoronazione di una immagine della Vergine non la allontana da noi e nemmeno è qualcosa di anacronistico che deformi la sua ricchezza evangelica, ma è piuttosto un segno di speranza per tutta l’umanità, poiché in Maria, la donna umile di Nazaret, la nostra sorella, è Dio stesso che incorona l’umanità redenta. Maria diventa, così, come afferma il prefazio della Messa nella festa dell’Assunzione, “immagine e primizia della Chiesa, pegno di consolazione e speranza per tutto il popolo, ancora pellegrino sulla terra”. Inoltre, poiché la dignità regale di Maria si esprime nel servizio verso i più deboli, la commissione incaricata della incoronazione dell’immagine della Vergine di Rute, ha organizzato tutta una serie di attività caritative e di solidarietà, che vogliono richiamarci al senso più profondo del gesto dell’incoronazione.

   Mi auguro che tutti noi, membri della Famiglia Carmelitana in tutto il mondo continuiamo a incoronare la Vergine del Carmine nella nostra vita quotidiana, vivendo come Lei, aperti all’ascolto della Parola di Dio e nel servizio verso i più bisognosi e verso gli ultimi del nostro tempo.

*****

   A tutti esprimo tantissimi auguri! Che la festa della Vergine del Carmine possa essere davvero un tempo di grazia, di devozione, di fede e conversione.

          Con il mio affetto di fratello,

Fernando Millán Romeral, O.Carm.

Priore Generale

See video
Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


ocarmpage | by Dr. Radut