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Lettera del Priore Generale per la Festa di Maria Madre del Carmelo 2014

Fernando Millán Romeral O.Carm.

Cari fratelli e sorelle della Famiglia Carmelitana:

Si avvicina la festa della Madonna del Carmine e anche quest’anno desidero farvi giungere il mio augurio più cordiale. Questa data è per tutti noi un momento caro e festoso, nel quale celebriamo con gioia la nostra devozione per la Madre del Signore, sotto il titolo così popolare di Vergine del Carmelo. Anche quest’anno desidero porre sotto la sua intercessione i nostri progetti e speranze,

le nostre missioni e apostolati, le nostre gioie e anche le nostre preoccupazioni. Maria, nostra Madre e Sorella, ci illumini, ci guidi e ci accompagni perché siamo fedeli alla nostra vocazione e sappiamo rispondere con generosità alla chiamata ad essere autentici evangelizzatori, che il Papa Francesco sta rivolgendo insistentemente a tutta la Chiesa.

Forse ricorderete che l’anno scorso suggerivo una possibile interpretazione di un’immagine tipica della devozione alla Vergine del Carmelo: la Madonna che scende nel Purgatorio per salvare con lo scapolare coloro che soffrono. Vi chiedevo dunque di imitare Maria e di scendere anche noi nei purgatori dell’esistenza per aiutare con solidarietà e compassione chi è nella sofferenza ad uscire da questi purgatori di ogni genere che non mancano nel nostro mondo.

In questa occasione chiedo a tutti i carmelitani, frati, monache, religiose di vita attiva, terziari, confratelli, laici dei diversi gruppi che formano la “famiglia carmelitana”, di unirci per contemplare, condividere e accrescere la bellezza che, talvolta assai nascosta, esiste attorno a noi. Sin dalle sue origini, il Carmelo è legato alla bellezza. Il Monte Carmelo è sinonimo di essa nel Primo Testamento e ancor oggi noi chiamiamo Maria, Mater et Decor Carmeli (“Madre e bellezza del Carmelo”). Il nostro Ordine si è caratterizzato lungo i secoli per questa tendenza per la poesia, l’arte… il bello.

Perciò, vi chiedo che le nostre vite siano una lode a Dio per la bellezza che ci circonda, e anche un impegno generoso perché questa bellezza non sia oscurata e deturpata dal male, dal peccato, dalla sofferenza di tanti innocenti che patiscono le conseguenze dell’egoismo e dei tutte le sue ramificazioni: ingiustizia, violenza, diseguaglianza…

La vita di noi carmelitani, secondo la condizione specifica di ognuno, diventi un canto di lode al Creatore e, come Maria, sappiamo proclamare anche noi con umiltà le meraviglie che il Signore ha fatto e compie nella nostra vita (Lc 1, 46-55). Forse uno dei drammi maggiori che vive il mondo moderno è la sua incapacità di generare bellezza e di scoprire la bellezza. Altre volte, la bellezza viene ridotta a un mero godimento estetico, egoista, individualista, e perciò cessa di essere tale, non è autentica e produce solo un senso di abbuffata e poi di vuoto. Mentre, come dicevano gli antichi scolastici, il buono e il bello, il bonum ed il puchrum (se sono tali) coincidono sempre.

Quando vogliamo scoprire il bello, Maria, mistagoga e maestra di spiritualità, orienta il nostro sguardo in un’altra direzione: verso il piccolo, verso l’umile, verso ciò che non conta… Maria ci invita a scoprire la bellezza nei meandri della vita, nell’eroico e nobile che talvolta non siamo capaci di scoprire nell’esistenza quotidiana.

Il giorno del Carmine, le nostre novene e devozioni, le nostre liturgie e celebrazioni siano anche un canto umile e sereno alla bellezza. Non cadete nell’abitudine, né in celebrazioni stanche e svogliate, tributo ad un passato tanto glorioso quanto lontano. Non cadiamo neppure in una mera bellezza esteriore, ridotta a rubriche e sfarzo, in questo giorno invece il nostro cuore sia capace di elevarsi, attraverso la serena bellezza della liturgia, sopra le miserie umane e di guardare la “stella del mare” perché Ella ci guidi verso Gesù Cristo, nostro Signore…

Buona festa del Carmine! Maria, nostra Madre e Sorella ci accompagni sempre. Con affetto fraterno

Fernando Millán Romeral O.Carm.
Priore Generale

Novena alla Madonna del Carmine

Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.