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Gesù ci dona se stesso con l'Eucarestia

<p><em>di Sr Maria Elvira</em></p>

 

Con gli occhi della fede, vediamo i Discepoli impegnati a preparare la Pasqua secondo il rituale ebraico, come richiesto dal Maestro. Ma durante questa Pasqua avverrà qualcosa di particolare: nel bel mezzo della festa, infatti, Gesù compirà qualcosa che lascerà gli apostoli alquanto sconcertati: il Maestro si cinge con un asciugatoio e lava i piedi. Una scena che resterà impressa nei loro occhi e nel loro cuore.
 
Ultima Cena di Gesù con i suoi discepoli
[Caterina Livi Monastryski]
Pietro, l’ardito, pone resistenza. Ma Gesù gli fa capire che se non si fa lavare i piedi non avrà parte con Lui. Allora Pietro esagera, vuole farsi lavare tutto! Questo è il "mandato" che d’ora in poi si compirà il Giovedì Santo nella Chiesa. L’insegnamento di Gesù è chiaro: "Voi dovete fare ciò che io, il Maestro, ho fatto".
Cosa leggiamo nel rito - di alta valenza spirituale - che Gesù compie? Niente altro che il suo annientamento sulla croce e il servizio di amore verso tutta l’umanità. Servizio di amore, di perdono, servizio umile ai fratelli per condurli a salvezza, anche a costo della vita. Sì, come Gesù dobbiamo esser pronti a dare la vita per i fratelli.
Noi però, carissimi, quando ci troviamo davanti a Gesù nel rito del Giovedì Santo non solo non vorremmo farci lavare i piedi ma nemmeno vorremmo lavarli. Quanto ci costa essere umili! Quanta ripugnanza sentiamo!
Il perdono ci è molto facile a parole, ma quanto difficile concederlo dal profondo del cuore come fa Gesù ogni volta con noi, quando riconosciamo le nostre colpe, vogliamo riconciliarci con Lui. Come ci costa amare senza misura, incondizionatamente! Ma che cristiani siamo? Se non scende su di noi lo Spirito, tutto passa senza lasciare dentro di noi una vera traccia, un desiderio di dono di noi stessi ai fratelli.
Nel Giovedì Santo si commemora l’istituzione del sacerdozio e dell’Eucaristia. Guardiamoci dentro cercando di scoprire quali sono i sentimenti che animano, che fanno palpitare il nostro cuore.
Papa Benedetto XVI ci fa riflettere sull’amore-carità attraverso la sua prima enciclica, questo perché prendiamo coscienza che dobbiamo aiutare disinteressatamente i sacerdoti, per il Sacrificio della Messa e perché esercitino bene la potestà di rimettere i peccati. Preghiamo Gesù perché doni alla Sua Chiesa sacerdoti secondo il Suo cuore, per essere sempre più per il popolo santo di Dio. La loro fedeltà e testimonianza siano sincere e forti. A tutti i sacerdoti la nostra profonda e orante gratitudine.
Dedichiamo spesso una parte del nostro tempo al silenzio, alla preghiera, nella riflessione del grande Mistero dell’amore di Dio per noi. Una solitudine che produce in noi l'esperienza forte, travolgente, trasformante di Dio, e ci permette di vivere quella vita nuova in Cristo di cui parla l'apostolo Paolo, in armonia con noi stessi, con i fratelli. La nostra vita proclamai la gioia, la pace, l’amore: doni che riceviamo da Gesù Risorto.

Con gli occhi della fede, vediamo i Discepoli impegnati a preparare la Pasqua secondo il rituale ebraico, come richiesto dal Maestro. Ma durante questa Pasqua avverrà qualcosa di particolare: nel bel mezzo della festa, infatti, Gesù compirà qualcosa che lascerà gli apostoli alquanto sconcertati: il Maestro si cinge con un asciugatoio e lava i piedi. Una scena che resterà impressa nei loro occhi e nel loro cuore.

Pietro, l’ardito, pone resistenza. Ma Gesù gli fa capire che se non si fa lavare i piedi non avrà parte con Lui. Allora Pietro esagera, vuole farsi lavare tutto! Questo è il "mandato" che d’ora in poi si compirà il Giovedì Santo nella Chiesa. L’insegnamento di Gesù è chiaro: "Voi dovete fare ciò che io, il Maestro, ho fatto".

Cosa leggiamo nel rito - di alta valenza spirituale - che Gesù compie? Niente altro che il suo annientamento sulla croce e il servizio di amore verso tutta l’umanità. Servizio di amore, di perdono, servizio umile ai fratelli per condurli a salvezza, anche a costo della vita. Sì, come Gesù dobbiamo esser pronti a dare la vita per i fratelli.

Noi però, carissimi, quando ci troviamo davanti a Gesù nel rito del Giovedì Santo non solo non vorremmo farci lavare i piedi ma nemmeno vorremmo lavarli. Quanto ci costa essere umili! Quanta ripugnanza sentiamo!

Il perdono ci è molto facile a parole, ma quanto difficile concederlo dal profondo del cuore come fa Gesù ogni volta con noi, quando riconosciamo le nostre colpe, vogliamo riconciliarci con Lui. Come ci costa amare senza misura, incondizionatamente! Ma che cristiani siamo? Se non scende su di noi lo Spirito, tutto passa senza lasciare dentro di noi una vera traccia, un desiderio di dono di noi stessi ai fratelli.

Nel Giovedì Santo si commemora l’istituzione del sacerdozio e dell’Eucaristia. Guardiamoci dentro cercando di scoprire quali sono i sentimenti che animano, che fanno palpitare il nostro cuore.
Papa Benedetto XVI ci fa riflettere sull’amore-carità attraverso la sua prima enciclica, questo perché prendiamo coscienza che dobbiamo aiutare disinteressatamente i sacerdoti, per il Sacrificio della Messa e perché esercitino bene la potestà di rimettere i peccati. Preghiamo Gesù perché doni alla Sua Chiesa sacerdoti secondo il Suo cuore, per essere sempre più per il popolo santo di Dio. La loro fedeltà e testimonianza siano sincere e forti. A tutti i sacerdoti la nostra profonda e orante gratitudine.

Dedichiamo spesso una parte del nostro tempo al silenzio, alla preghiera, nella riflessione del grande Mistero dell’amore di Dio per noi. Una solitudine che produce in noi l'esperienza forte, travolgente, trasformante di Dio, e ci permette di vivere quella vita nuova in Cristo di cui parla l'apostolo Paolo, in armonia con noi stessi, con i fratelli. La nostra vita proclamai la gioia, la pace, l’amore: doni che riceviamo da Gesù Risorto.

Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.