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ALACAR: Congresso O.Carm. - O.C.D. Asociación Latino Americana de Carmelitas

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Sig. Abraham Maximiliano Camino

ESSERE E FARE

Mi piace cogliere questa occasione per condividere con i miei fratelli nella fede e nel Carmelo una cosa che mia madre mi ha insegnato fin da quando ero piccolino: Dio ha sempre un progetto in serbo per noi ed io devo continuamente scoprirlo nella mia vita.

Sono già trascorsi molti anni da quando queste parole sono rimaste scolpite dentro di me e ogni volta mi trovo a testimoniare con ancora maggior convinzione che davvero il Signore ha molte sorprese in serbo per i suoi figli. Ed è grazie al Carmelo che io posso continuare a scoprirle.

Desidero, qui, condividere l’esperienza meravigliosa che ho potuto vivere in occasione dell’incontro ALACAR- COLOMBIA 2009. Ho scelto come titolo per questo articolo “Essere e fare”, perché desidero giungere alla conclusione che al giorno d’oggi un cristiano ha la missione di:

ESSERE = MISTICO E PROFETA = FARE.

I carmelitani, sulla scia del loro ricco patrimonio di storia, di tradizione e di carisma, lungo i loro 800 anni di vita, ci aiutano a riconoscere quali sono i criteri che ci indicano se siamo realmente vicini a Dio, se Dio esiste e vive in noi e quindi se la nostra vita di laici realizza il PROPOSITUM, cioè l’impegno in prima persona, che renda possibile incarnare un vero

OSSEQUIO DI GESU’ CRISTO.

La spiritualità carmelitana ci permette di dare a Dio il suo proprio spazio, ovvero di lasciare che Dio possa ESSERE davvero Dio nella nostra vita, ed esserlo non come qualcosa di occasionale o momentaneo, ma piuttosto come qualcosa che mi faccia agire in libertà, mi faccia sentire invaso dalla sua presenza nella mia vita e mi conduca a vedere, agire, parlare, reagire come lo farebbe Cristo. Come dice Paolo nella lettera ai Galati: “Non vivo più io, ma Cristo vive in me” (2, 19-20).

Il laico deve assumere il suo compito di evangelizzatore; non solamente FARE le veci di Cristo, ma ESSERE Cristo. Poiché tutti noi abbiamo qualcosa da dare. Anche da ciò che sembra inutile, Dio sa trarre qualcosa di utile (ritiro della Famiglia carmelitana – Vacare Deo. Agosto 2009, Lima, Perù).

ESSERE PROFETA OGGI
Come essere Cristo?
La mistica carmelitana ci rivela che essere profeti oggi non significa solamente annunciare e denunciare con le parole, ma anche con la vita, con i fatti; questo, però, alla maniera di Cristo.

Il profetismo non è altro che l’annuncio, fatto attraverso i doni che riceviamo da Dio e cioè attraverso l’amore. E questo annuncio va fatto nella vita quotidiana, nelle nostre relazioni con gli altri.

Saremo, infatti, riconosciuti per l’amore. Qualunque sia il mio servizio, il mio compito, se lo faccio per amore e con un amore capace di donarsi, allora tutto trova significato (cfr. 1 Cor 13, 1-13).

Tutto diventa possibile quando Cristo è al centro del mio operare, come suggerisce anche lo stile di vita proprio dei primi carmelitani, che fondarono la loro esistenza attorno a Gesù Cristo, loro centro. Per questa caratteristica erano riconosciuti come fratelli. Ai loro occhi tutte le cose portavano il significato di Dio. E questa è la grande eredità che ci hanno lasciato.

I carmelitani ci trasmettono e ci donano il loro carisma e questa loro bella spiritualità di relazione con Dio attraverso l’esempio di Maria Santissima, diventa per noi un aiuto per farci ogni giorno collaboratori nella costruzione del regno di Dio.
I mezzi sono:

La contemplazione e la preghiera.

Come decodificare il linguaggio di Dio, che mi parla in ogni momento? È importante imparare a distinguere ciò che viene da Dio e ciò che non viene da Dio, ascoltando il nostro cuore. E, nello Spirito santo, va fatto un continuo discernimento, perché ogni cosa viene messa sul nostro cammino perché noi la scopriamo attraverso la preghiera contemplativa.

Qui e ora. Hic et nunc.
La fraternità.

Come condivido con i fratelli il linguaggio di Dio? Confrontandomi e facendo discernimento insieme a loro; solo così potrò avere la sicurezza che è davvero parola di Dio. E tutto quello che faremo insieme avrà il fine di portarci tutti a formare il suo Regno: qui e ora.
Servizio e profetismo.

Il comprendere la realtà con gli occhi di Dio mi porta ad annunciare il bene che ricevo da Lui e a denunciare quello che non viene da Dio. A partire dall’amore e dalla misericordia che il Signore ha per me, io posso coltivare in me stesso i sentimenti di Cristo (Fil 2, 5); in tal modo riesco a dare un’attenzione vera ai più poveri e bisognosi e in loro posso scorgere e onorare il Dio vivente.

Noi laici abbiamo un grande impegno e una missione davvero profetica: denunciare senza timore, in questi momenti difficili della storia, tutto quello che ci allontana dalla presenza di Dio.

Il mondo in cui viviamo, del resto, ci grida la falsità di tutto ciò che si è rivelato un idolo, un dio che porta alla perdizione.

Qui si vede il profetismo del nostro padre Elia, incarnato nella vita di noi carmelitani.
Nemmeno la storia del Carmelo è rimasta esente da difficoltà, in tutte le epoche che ha vissuto; ne abbiamo una chiara dimostrazione fin dall’esperienza dei primi carmelitani.

Come laici carmelitani impegnati, secondo lo spirito che guidò il nostro padre Elia, sul Monte Carmelo e la nostra Sorella maggiore, la santissima Vergine Maria, a Nazareth, illuminati dal loro esempio, possiamo vivere secondo la volontà di Dio.

Chiediamo che questo stesso Spirito possa aiutarci a inserirci attivamente e a essere sempre più protagonisti della realtà che siamo chiamati a vivere.

Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


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