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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: Matteo 6,7-15

Lectio: 
Giovedì, 22 Giugno, 2017
Tempo ordinario
 
1) Preghiera
O Dio, fortezza di chi spera in te,
ascolta benigno le nostre invocazioni,
e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo
senza il tuo aiuto,
soccorrici con la tua grazia,
perché fedeli ai tuoi comandamenti
possiamo piacerti nelle intenzioni e nelle opere.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
 
2) Lettura
Dal Vangelo secondo Matteo 6,7-15
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Pregando non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate. Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe”.
 
3) Riflessione
• Il vangelo di oggi ci presenta la preghiera del Padre Nostro, il Salmo che Gesù ci ha lasciato. Ci sono due redazioni del Padre Nostro: quella di Luca (Lc 11,1-4) e quella di Matteo (Mt 6,7-13). La redazione di Luca è più breve. Luca scrive per le comunità che venivano dal paganesimo. Cerca di aiutare le persone che stanno iniziando il cammino della preghiera. Nel Vangelo di Matteo, il Padre Nostro si trova nella parte del Discorso della Montagna, dove Gesù orienta i discepoli nella pratica delle tre opere di pietà: elemosina (Mt 6,1-4), preghiera (Mt 6,5-15) e digiuno (Mt 6,16-18). Il Padre Nostro fa parte di una catechesi per i giudei convertiti. Loro erano abituati a pregare, ma avevano certi vizi che Matteo voleva correggere. Nel Padre Nostro, Gesù riassume tutto il suo insegnamento in sette preci rivolte al Padre. In queste sette richieste, riprende le promesse dell’Antico Testamento e ordina di chiedere al Padre che ci aiuti a realizzarle. I primi tre si riferiscono al nostro rapporto con Dio. Gli altri quattro hanno a che vedere con il rapporto comunitario che abbiamo con gli altri.
• Matteo 6,7-8: L’introduzione al Padre nostro. Gesù critica le persone per le quali la preghiera era una ripetizione di formule magiche, di parole forti, rivolte a Dio per obbligarlo a rispondere alle loro richieste e necessità. Chi prega deve cercare in primo luogo il Regno, molto più degli interessi personali. L’accoglienza della preghiera da parte di Dio non dipende dalla ripetizione delle parole, bensì dalla bontà di Dio che è Amore e Misericordia. Lui vuole il nostro bene e conosce i nostri bisogni, prima ancora delle nostre preghiere.
• Matteo 6,9a: Le prime parole: “Padre Nostro, che sei nei cieli!” Abba, Padre, è il nome che Gesù usa per rivolgersi a Dio. Esprime l’intimità che lui ha con Dio e manifesta il nuovo rapporto con Dio che deve caratterizzare la vita della gente nelle comunità cristiane (Gal 4,6; Rm 8,15). Matteo aggiunge al nome del Padre l’aggettivo nostro e l’espressione che sei nei cieli La vera preghiera è un rapporto che ci unisce al Padre, ai fratelli e alle sorelle, alla natura. La familiarità con Dio non è intimista, ma esprime la consapevolezza di appartenere alla grande famiglia umana, a cui partecipano tutte le persone, di tutte le razze e di tutti i credi: Padre Nostro. Pregare il Padre ed entrare nell’intimità con Lui, è anche mettersi in sintonia con le grida di tutti i fratelli e le sorelle. E’ cercare il Regno di Dio in primo luogo. L’esperienza di Dio Padre è il fondamento di fraternità universale.
• Matteo 6,9b-10: Le tre richieste per la causa di Dio: il Nome, il Regno, la Volontà. Nella prima parte del Padre nostro, chiediamo di restaurare il nostro rapporto con Dio. Per farlo, Gesù chiede (a) la santificazione del Nome rivelato nell’Esodo in occasione della liberazione dall’Egitto; (b) chiede la venuta del Regno, atteso dalla gente dopo il fallimento della monarchia; (c) chiede il compimento della Volontà di Dio, rivelata nella Legge che stava nel centro dell’Alleanza. Il Nome, il Regno, la Legge, sono i tre assi tratti dall’Antico Testamento che esprimono come deve essere il nuovo rapporto con Dio. Le tre richieste indicano che bisogna vivere nell’intimità con il Padre, facendo conoscere il suo Nome, facendolo amare, facendo in modo che il suo Regno di amore e di comunione diventi realtà, che si faccia la sua Volontà così in terra come in cielo. Nel cielo, il sole e le stelle obbediscono alla legge di Dio e creano l’ordine dell’universo. L’osservanza della legge di Dio “così in terra come in cielo” deve essere sorgente e specchio dell’armonia e del benessere per tutta la creazione. Questo rapporto rinnovato con Dio diventa visibile solo nel rapporto rinnovato tra di noi che, da parte sua, è oggetto di altre quattro richieste: il pane quotidiano, il perdono dei debiti, il non cadere in tentazione, la liberazione dal Male.
• Matteo 6,11-13: Le quattro richieste per i fratelli: Pane, Perdono, Vittoria, Libertà. Nella seconda parte del Padre nostro chiediamo di restaurare e rinnovare il rapporto tra le persone. Le quattro richieste indicano come devono essere trasformate le strutture della comunità e della società in modo che tutti i figli e le figlie di Dio vivano con uguale dignità. "Il Pane quotidiano" (Mt 6,11): ricorda la manna di ogni giorno nel deserto (Es 16,1-36), La manna era una “prova" per vedere se la gente era capace di seguire la Legge del Signore (Es 16,4), cioè, se era capace di accumulare cibo solamente per un giorno in segno di fede che la provvidenza divina passa per l’organizzazione fraterna. Gesù invita a camminare verso un nuovo esodo, verso una nuova convivenza fraterna che possa garantire il pane per tutti. La richiesta del "perdono dei debiti" (6,12): ricorda l’anno sabbatico che obbligava i creditori a perdonare tutte i debiti ai fratelli (Dt 15,1-2). L’obiettivo dell’anno sabbatico e dell’anno giubilare (Lv 25,1-22) era disfare le disuguaglianze e ricominciare di nuovo. Come pregare oggi: “Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori”? I paesi ricchi, tutti cristiani, si arricchiscono grazie al debito esterno. Non cadere nella tentazione: la richiesta di "non cadere in tentazione" (6,13) ricorda gli errori commessi nel deserto, dove la gente è caduta nella tentazione (Es 18,1-7; Nm 20,1-13; Dt 9,7-29), per imitare Gesù che fu tentato e vinse (Mt 4,1-17). Nel deserto, la tentazione spingeva la gente a seguire altri cammini, a ritornare indietro, a non intraprendere il cammino della liberazione e a esigere da Mosè che la guidava. Liberazione dal Male: il male è il Maligno, Satana, che cerca di deviare e che, in molti modi, cerca di portare le persone a non seguire il cammino del Regno, indicato da Gesù. Tentò Gesù ad abbandonare il Progetto del Padre ed essere il Messia secondo le idee dei farisei, scribi e altri gruppi. Il Maligno allontana da Dio ed è motivo di scandalo. Entrò anche in Pietro (Mt 16,23) e tentò anche Gesù nel deserto. Gesù lo vinse (Mt 4,1-11).
 
4) Per un confronto personale
• Gesù dice "rimetti a noi i nostri debiti", ma oggi noi diciamo "perdona le nostre offese" cosa è più facile: perdonare le offese o rimettere i debiti?
• Come sei solito/a pregare il Padre Nostro: meccanicamente o ponendo tutta la tua vita ed il tuo impegno nelle parole che pronunci?
 
5) Preghiera finale
I monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra.
I cieli annunziano la sua giustizia
e tutti i popoli contemplano la sua gloria. (Sal 96)
 

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut