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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: Marco 12,1-12

Lectio: 
Lunedì, 5 Giugno, 2017

Tempo ordinario

1) Preghiera

O Dio, che nella tua provvidenza
tutto disponi secondo il tuo disegno di salvezza,
allontana da noi ogni male
e dona ciò che giova al nostro vero bene.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

2) Lettura del Vangelo

Dal Vangelo secondo Marco 12,1-12
In quel tempo, Gesù prese a parlare ai sommi sacerdoti, agli scribi e agli anziani in parabole: “Un uomo piantò una vigna, vi pose attorno ad una siepe, scavò un torchio, costruì una torre, poi la diede in affitto a dei vignaioli e se ne andò lontano.
A suo tempo inviò un servo a ritirare da quei vignaioli i frutti della vigna. Ma essi, afferratolo, lo bastonarono e lo rimandarono a mani vuote. Inviò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo coprirono di insulti. Ne inviò ancora un altro, e questo lo uccisero; e di molti altri, che egli ancora mandò, alcuni li bastonarono, altri li uccisero.
Aveva ancora uno, il figlio prediletto: lo inviò loro per ultimo, dicendo: Avranno rispetto per mio figlio! Ma quei vignaioli dissero tra di loro: Questi è l’erede; su, uccidiamolo e l’eredità sarà nostra. E afferratolo, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna.
Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e sterminerà quei vignaioli e darà la vigna ad altri. Non avete forse letto questa Scrittura: ‘‘La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d’angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri?"
Allora cercarono di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito infatti che aveva detto quella parabola contro di loro. E, lasciatolo, se ne andarono.

 

3) Riflessione

• Gesù si trova a Gerusalemme. E’ l’ultima settimana della sua vita. E’ ritornato sulla piazza del Tempio (Mc 11,27), dove ora comincia il confronto diretto con le autorità. I capitoli 11 e 12 descrivono i diversi aspetti di questo confronto: (a) con i venditori del Tempio (Mc 12,11-26), (b) con i sacerdoti, anziani e scribi (Mc 11,27 a 12,12), (c) con i farisei e gli erodiani (Mc 12,13-17), (d) con i sadducei (Mc 12,18-27) e, (e) di nuovo con gli scribi (Mc 12,28-40). Alla fine, dopo il confronto con tutti loro, Gesù commenta l’obolo della vedova (Mc 12,41-44). Il vangelo di oggi descrive una parte del conflitto con i sacerdoti, anziani e scribi (Mc 12,1-12). Tutti questi confronti fanno capire più chiaramente ai discepoli e a tutti noi quale è il progetto di Gesù e quale è l’intenzione degli uomini di potere.
• Marco 12,1-9: La parabola della vigna: risposta indiretta di Gesù agli uomini di potere. La parabola della vigna è un riassunto della storia di Israele. Un bel riassunto, tratto dal profeta Isaia (Is 5,1-7). Per mezzo di questa storia, Gesù dà una risposta indiretta ai sacerdoti, scribi ed anziani che gli avevano chiesto: "Con quale autorità fai queste cose? Chi ti concede autorità per fare questo?" (Mc 11,28). In questa parabola Gesù: (a) rivela l’origine della sua autorità, lui è il figlio, l’erede (Mc 12,6); (b) denuncia l’abuso di autorità dei vignaioli, cioè, dei sacerdoti e degli anziani che non si occupavano del popolo di Dio (Mc 12,3-8); (c) difende l’autorità dei profeti, inviati da Dio, ma massacrati dai vignaioli (Mc 12,2-5); (d) smaschera le autorità che manipolano la religione ed uccidono il figlio, perché non vogliono perdere la fonte di reddito che sono riusciti ad accumulare per sé, lungo i secoli (Mc 12,7).
• Marco 12,10-12. La decisione degli uomini di potere conferma la denuncia fatta da Gesù. I sacerdoti, gli scribi e gli anziani capirono molto bene il significato delle parabole, ma non si convertirono. Anzi, mantennero il loro progetto di prendere Gesù (Mc 12,12). Rifiutano “la pietra fondamentale” (Mc 12,10), ma non hanno il coraggio di farlo apertamente, perché temono la gente. Così, i discepoli e le discepole di Gesù devono sapere ciò che li/le aspetta se seguono il Maestro!
Gli uomini di potere nel tempo di Gesù: Nei capitoli 11 e 12 di Marco appaiono alcuni uomini di oggi: sacerdoti, anziani e scribi (Mc 11,27); non di domani: farisei e erodiani (Mc 12,13); non di dopodomani: sadducei (Mc 12,18).
- Sacerdoti: Erano gli incaricati del culto nel Tempio, dove si raccolgono le decime. Il sommo sacerdote occupava un posto centrale nella vita della gente, soprattutto dopo l’esilio. Era scelto tra le famiglie, che detenevano più potere e ricchezza.
- Anziani o Capi del popolo: Erano i capi locali, nei villaggi e nelle città. La loro origine veniva dai capi delle antiche tribù.
- Scribi o dottori della legge: Erano gli incaricati all'insegnamento. Dedicavano la loro vita allo studio della Legge di Dio ed insegnavano alla gente come osservare in tutto la Legge di Dio. Non tutti gli scribi seguivano la stessa linea. Alcuni erano legati ai farisei, altri ai sadducei.
- Farisei: Fariseo significa: separato. Loro lottavano affinché per mezzo dell’osservanza perfetta della legge della purezza, la gente riuscisse ad essere pura, separata e santa come esigono la Legge e la Tradizione! Per mezzo della testimonianza esemplare della loro vita dentro le norme dell’epoca, loro governavano in quasi tutti i villaggi di Galilea.
- Erodiani: Era un gruppo legato al re Erode Antipa di Galilea che governò dal 4 a.C. fino al 39 d.C. Gli erodiani formavano parte di una élite che non aspettava il Regno di Dio per il futuro, ma che lo considerava già presente nel regno di Erode.
- Sadducei: Erano una élite aristocratica di ricchi commercianti o latifondisti. Erano conservatori. Non accettavano i mutamenti difesi dai farisei, come per esempio, la fede nella risurrezione e l’esistenza degli angeli.
- Sinedrio: Era il Tribunale Supremo dei giudei con 71 membri tra sommi sacerdoti, anziani, farisei e scribi. Aveva un ruolo di grande potere presso la gente e rappresentava la nazione presso le autorità romane.

 

4) Per un confronto personale

• Qualche volta, come è successo a Gesù, ti sei sentito/a controllato/a dalle autorità del tuo paese, in casa, nella tua famiglia, nel tuo lavoro o nella chiesa? Quale è stata la tua reazione?
• Cosa ci insegna questa parabola sul modo di esercitare l’autorità? E tu, come eserciti la tua autorità in famiglia, in comunità e nel lavoro?

 

5) Preghiera finale

Buono e retto è il Signore,
la via giusta addita ai peccatori;
guida gli umili secondo giustizia,
insegna ai poveri le sue vie. (Sal 24)

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut