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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio: Luca 19,1-10

Lectio: 
Martedì, 21 Novembre, 2017
Tempo ordinario
 
1) Preghiera
Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio,
perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene,
possiamo avere felicità piena e duratura.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
 
2) Lettura
Dal Vangelo secondo Luca 19,1-10
In quel tempo, Gesù, entrato in Gerico, attraversava la città. Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura.
Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là.
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: “Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua”.
In fretta scese e lo accolse pieno di gioia.
Vedendo ciò, tutti mormoravano: “È andato ad alloggiare da un peccatore!”
Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: “Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto”.
Gesù gli rispose: “Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch’egli è figlio di Abramo; il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto”.
 
3) Riflessione
• Nel vangelo di oggi, stiamo giungendo alla fine del lungo viaggio che iniziò nel capitolo 9 (Lc 9,51). Durante il viaggio, non si sapeva bene dove andasse Gesù. Si sapeva solo che si dirigeva verso Gerusalemme! Ora, alla fine, la geografia era chiara e definita. Gesù giunse a Gerico, la città delle palme, nella valle del Giordano. Ultima fermata dei pellegrini, prima di salire verso Gerusalemme! Fu a Gerico dove terminò il lungo cammino dell’esodo di 40 anni lungo il deserto. Anche l’esodo di Gesù era terminato. All’entrata di Gerico, Gesù incontra un cieco che voleva vederlo (Lc 18,35-43). Ora, all’uscita della città, si incontra con Zaccheo, un pubblicano: anche lui vuole vederlo. Un cieco ed un pubblicano. I due erano esclusi. I due scomodavano la gente: il cieco con le sue grida, il pubblicano con le sue imposte. I due sono accolti da Gesù, ognuno a modo suo.
• Luca 19,1-2: La situazione. Gesù entra a Gerico ed attraversa la città. "Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco". Pubblicano era la persona che riscuoteva le imposte pubbliche sulla circolazione della merce. Zaccheo era il capo dei pubblicani della città. Soggetto ricco e molto legato al sistema del dominio dei romani. I giudei più religiosi argomentavano così: “Il re del nostro popolo è Dio. Per questo, il dominio romano su di noi è contro Dio. Chi collabora con i romani, pecca contro Dio!” Così, i soldati che servivano nell’esercito romano e gli esattori, come Zaccheo, erano esclusi ed evitati, perché considerati peccatori e impuri.
• Luca 19,3-4: L’atteggiamento di Zaccheo. Zaccheo vuole vedere Gesù. Essendo piccolo, corre davanti, sale su un albero e aspetta che Gesù passi. Ha proprio voglia di vedere Gesù! In precedenza, nella parabola del povero Lazzaro e del ricco senza nome (Lc 16,19-31), Gesù indicava che era veramente difficile per un ricco convertirsi ed aprire la porta che lo separa dall’accogliere il povero Lazzaro. Ecco qui il caso di un ricco che non si chiude nella sua ricchezza. Zaccheo vuole qualcosa di più. Quando un adulto, persona di spicco nella città, sale su un albero, è perché non gli importa molto dell’opinione degli altri. Qualcosa di più importante lo muove dentro. Vuole aprire la porta per il povero Lazzaro.
• Luca 19,5-7: Atteggiamento di Gesù, reazione della gente e di Zaccheo. Giungendo vicino e vedendo Zaccheo sull’albero, Gesù non chiede né esige nulla. Risponde solo al desiderio dell’uomo e dice: "Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua!" Zaccheo scese e ricevette Gesù a casa sua, con molta gioia. Tutti mormoravano: "E’ andato ad alloggiare da un peccatore!" Luca dice che tutti mormoravano! Ciò significa che Gesù stava rimanendo solo nel suo atteggiamento di accogliere gli esclusi, sopratutto i collaboratori del sistema. Ma a Gesù non importano le critiche. Va a casa di Zaccheo e lo difende dalle critiche. Invece di peccatore, lo chiama “figlio di Abramo” (Lc 19,9).
• Luca 19,8: Decisione di Zaccheo. “Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto!" Questa è la conversione, prodotta in Zaccheo per l’accoglienza che Gesù gli riserba. Restituire quattro volte era ciò che la legge ordinava di fare in alcuni casi (Es 21,37; 22,3). Dare la metà dei beni ai poveri era la novità che il contatto con Gesù produceva in lui. Avveniva, di fatto, la condivisione.
• Luca 19,9-10: Parola finale di Gesù. "Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch’egli è figlio di Abramo”. L’interpretazione della Legge per mezzo della Tradizione antica escludeva i pubblicani dalla razza di Abramo. Gesù dice che venne a cercare e salvare ciò che era perduto. Il Regno è per tutti. Nessuno ne può essere escluso. La scelta di Gesù è chiara, ed anche il suo richiamo: non è possibile essere amico di Gesù e continuare ad appoggiare un sistema che emargina ed esclude tanta gente. Denunciando le divisioni ingiuste, Gesù apre lo spazio ad una nuova convivenza, retta dai nuovi valori della verità, della giustizia e dell’amore.
• Figlio di Abramo. "Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch’egli è figlio di Abramo!" Mediante la discendenza di Abramo, tutte le nazioni della terra saranno benedette (Gen 12,3; 22,18). Per le comunità di Luca, formate dai cristiani sia di origine giudaica che di origine pagana, l’affermazione di Gesù che chiama Zaccheo “figlio di Abramo”, era molto importante. In essa troviamo la conferma del fatto che in Gesù, Dio stava compiendo le promesse fatte ad Abramo, dirette a tutte le nazioni, sia giudei e gentili. Anche loro sono figli di Abramo ed eredi delle promesse. Gesù accoglie coloro che non erano accolti. Offre uno spazio a coloro che non ne hanno. Riceve come fratello e sorella le persone che la religione ed il governo escludevano e consideravano:
- immorali: prostitute e peccatori (Mt 21,31-32; Mc 2,15; Lc 7,37-50; Gv 8,2-11),
- eretiche: pagani e samaritani (Lc 7,2-10; 17,16; Mc 7,24-30; Gv 4,7-42),
- impure: lebbrosi e posseduti (Mt 8,2-4; Lc 17,12-14; Mc 1,25-26),
- emarginate: donne, bambini e malati (Mc 1,32; Mt 8,16;19,13-15; Lc 8,2-3),
- lottatori: pubblicani e soldati (Lc 18,9-14;19,1-10);
- povere: la gente della terra e i poveri senza potere (Mt 5,3; Lc 6,20; Mt 11,25-26).
 
4) Per un confronto personale
• Come accoglie la nostra comunità le persone disprezzate ed emarginate? Siamo capaci, come Gesù, di percepire i problemi delle persone e prestare loro attenzione?
• Come percepiamo la salvezza entrando oggi nella nostra casa e nella nostra comunità? La tenerezza accogliente di Gesù produce un mutamento totale nella vita di Zaccheo. La tenerezza della nostra comunità sta producendo qualche mutamento nel quartiere? Quale?
 
5) Preghiera finale
Con tutto il cuore ti cerco, Signore:
non farmi deviare dai tuoi precetti.
Conservo nel cuore le tue parole
per non offenderti con il peccato. (Sal 118)
 

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut