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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina:12ª Domenica del tempo ordinario (A)

Lectio: 
Domenica, 25 Giugno, 2017

Dare testimonianza del vangelo senza paura
Matteo 10,26-33

1. PREGHIERA INIZIALE

Nel buio di una notte senza stelle,
la notte del non senso,
tu,Verbo della vita,
come lampo nella tempesta della dimenticanza
sei entrato nei limiti del dubbio
a riparo dei confini della precarietà
per nascondere la luce.
Parole fatte di silenzio e di quotidianità
le tue parole umane, foriere dei segreti dell’Altissimo:
come ami lanciati nelle acque della morte
per ritrovare l’uomo, inabissato nelle sue ansiose follie,
e riaverlo, predato, per l’attraente fulgore del perdono.
A te, Oceano di Pace e ombra dell’eterna Gloria,io rendo grazie:
mare calmo alla mia riva che aspetta l’onda, che io ti cerchi!
E l’amicizia dei fratelli mi protegga
quando la sera scenderà sul mio desiderio di te. Amen.

2. LETTURA

Matteo 10,26-33a) Il testo:

Non li temete dunque, poiché non v'è nulla di nascosto che non debba essere svelato, e di segreto che non debba essere manifestato. 26 Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio predicatelo sui tetti. 27 E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l'anima e il corpo nella Geenna. 28 Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di essi cadrà a terra senza che il Padre vostro lo voglia. 29 Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati; 30 non abbiate dunque timore: voi valete più di molti passeri! 31Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; 32 chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli. 33

b) Momento di silenzio:

Lasciamo che la voce del Verbo risuoni in noi.

3. MEDITAZIONE

a) Domande per la riflessione:

Non v'è nulla di nascosto che non debba essere svelato: la verità sotto i veli del silenzio si espande più che se esposta alle mani avide di uomini sordi al soffio dello Spirito. La parola di Dio che ascolti dove la poni? In balia dei tuoi pensieri avventurieri o nel sacrario della tua accoglienza profonda?

Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce: Cristo parla nelle tenebre, nel segreto del cuore. Per offrire le sue parole alla luce queste devono passare per il tuo pensiero, dentro il tuo sentire, nelle tue viscere prima di risalire alle labbra. Le parole che abitualmente rivolgi agli altri sono le parole dette nel segreto da Lui oppure sillabe di pensieri che transitano per caso?

E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo: niente e nessuno potrà farti del male se Dio è con te. Potranno farti prigioniero, ma non potranno toglierti la libertà e la dignità tua perché sono inafferrabili da chiunque. Paure, timori, sospetti, ansie… potranno diventare un ricordo lontano. Quando le lascerai nella fiducia che Dio non ti abbandona mai e ha cura di te?

Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di essi cadrà a terra senza che il Padre vostro lo voglia. La provvidenza di Dio può somigliare al destino, ma è tutt’altro. Passeri che cadono a terra. Non è Dio che li butta a terra, ma quando cadono il Padre è lì. Non è Dio che manda la malattia, ma quando l’uomo si ammala, il Padre è lì con lui. Le nostre cose gli appartengono. La solitudine che spesso ci stringe non è abbandono. Volgeremo intorno lo sguardo per incontrare gli occhi di Cristo che vive con noi quel momento di desolazione?

Chi mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio: Dare a Cristo il coraggio della nostra fede in lui… questa esigenza di vita in cui Dio non è un accessorio, ma pane quotidiano e carta identificativa di sé ti interpella già oppure resta un desiderio nascosto? Anche tra i capi, dice Giovanni, molti credettero in lui, ma non lo riconoscevano apertamente a causa dei farisei, per non essere espulsi dalla sinagoga. Rischierai il tuo nome per Lui?

b) Chiave di lettura:

Non temete! È la parola chiave che, ripetuta tre volta, conferisce unità al brano. Probabilmente è una unità letteraria che raccoglie quattro detti isolati. La fede esige come disposizione di fondo di non temere. Le tematiche che emergono: proclamazione pubblica del vangelo, (vv. 26-27), la disponibilità ad affrontare il martirio sacrificando la vita fisica per giungere alla vita eterna (v. 28), immagini di fiducia nella provvidenza (vv. 29-31), la professione coraggiosa della fede in Cristo (vv.32-33).
Di efficacia notevole le contrapposizioni: velato / svelato, nascosto / conosciuto, tenebre / luce, corpo / anima, riconoscere / rinnegare... che evidenziano le sponde della vita evangelicamente vissuta. I veli della conoscenza si aprono alla luce e sui tetti dell’universo la parola udita nel segreto corre. Tutto dell’uomo è presente al cuore di Dio, e se le creature della terra destano tenerezza quanto più la vita di una creatura-figlio. L’appartenenza fa la differenza nella testimonianza. Non può rinnegare le proprie radici paterne chi vive la figliolanza divina!

v. 26. Non li temete dunque, poiché non v'è nulla di nascosto che non debba essere svelato, e di segreto che non debba essere manifestato. Ciò che è nascosto non è riservato a pochi ma semplicemente custodito in attesa di essere manifestato. C’è un tempo per tenere nascosto e un tempo per manifestare, direbbe Qohèlet… saper custodire la verità nel segreto dei giorni che passano: questo è ciò che forgia la credibilità della manifestazione. Non si può gettare un seme all’aria, va custodito nel solco del cuore, va lasciato a se stesso mentre si trasforma morendo, va attentamente seguito nel suo germogliare e venire alla luce, finché la spiga non sarà matura e pronta al raccolto. Ogni parola di Dio richiede di passare attraverso il solco della propria storia per portare a suo tempo frutto abbondante.

v. 27. Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio predicatelo sui tetti. Gesù parla nel segreto, noi parliamo nella luce. Dio parla, noi ascoltiamo e diventiamo la sua bocca per altri. Le tenebre dell’ascolto, del mettere dentro, dell’assimilare precedono l’aurora di ogni annuncio. E quando dai tetti si udrà la buona notizia gli uomini saranno costretti a guardare in alto. Un tesoro di gloria racchiude ogni momento di ascolto, è un momento di attesa che prepara alla nascita della luce.

v. 28. E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l’anima e il corpo nella Geenna. Si può aver paura di coloro che possono colpire ciò che non è l’uomo in pienezza: arrestare la vita terrena non equivale a morire. L’unico davvero temibile è Dio. Ma Dio anche dopo la morte conserva la vita all’uomo, perciò non c’è da temere. Qualsiasi cosa accada, Dio è con l’uomo. È questa una certezza che permette di navigare tra le burrasche più devastanti perché i tesori dell’uomo sono custoditi in Dio, e dalle mani di Dio nessuno può rapire gli eletti.

29. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di essi cadrà a terra senza che il Padre vostro lo voglia. Due passeri, un soldo. Un valore minimo che pure è nel pensiero del Padre. Dove la vita palpita, lì è Dio, interamente. Questa cura attenta incanta e consola… e invita a porre ascolto a tutto ciò che vibra e porta l’immagine santa dell’Eterno splendore. Due passeri: due piccolissime creature, di vita breve. Il valore alle cose non è dato dalla grandezza e dalla potenza, ma da ciò che anima ciò che è “corpo”. Quindi ogni spazio abitato che accoglie l’impronta del Creatore è luogo di incontro con lui, testimonianza della sua premura.

30. Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. La premura di Dio arriva a contare i capelli del nostro capo. È assurdo il Signore nel suo modo di amare! Quando la desolazione e l’abbandono diventano le parole del nostro oggi, basterà contare qualche capello dei nostri per fare memoria della presenza di Dio per noi. La protezione del padre celeste non mancherà mai ai discepoli di Gesù. Il Mistero che tutto abbraccia non può venire meno verso coloro che hanno scelto di seguire il suo Figlio, lasciando la terra delle loro sicurezze umane.

31. Non abbiate dunque timore: voi valete più di molti passeri! Se Dio spreca i suoi pensieri per due passeri quanto più ne avrà per noi! Scompare il timore di fronte a questa immagine viva della sensibilità umana e religiosa di Cristo. Dio è a favore dell’uomo, non contro di lui. E se fa silenzio non è per noncuranza, ma perché i suoi pensieri su di noi hanno prospettive più ampie che varcano gli orizzonti della temporalità terrena.

32. Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli. Riconoscersi. Quando in una piazza gremita ti trovi tra volti sconosciuti, fai esperienza di estraneità. Ma appena intravedi un volto familiare, ti si allarga il cuore e ti fai strada fino a farti vicino. Questo riconoscersi permette di manifestarsi davanti agli altri e di esporsi. Cristo tra la folla è il volto familiare da riconoscere come Maestro e Signore della nostra vita. E quale timore può trattenere se si pensa che Lui ci riconoscerà davanti al Padre nei cieli?

33. Chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli. Possiamo pensare a un Gesù vendicativo? Non è un discorso di “rendere pane per focaccia”, ma un discorso che nasce da un incontro esistenziale. Cristo non potrà riconoscere come proprio chi avrà scelto tutto all’infuori di lui, è un discorso di fedeltà e di rispetto della libertà umana. Dio rispetta la creatura al punto tale da non interferire nello spazio del suo errare. Il vangelo esige appartenenza, non parole o azioni. Il cuore abita il cielo, quando Cristo è il suo battito di vita!

4. PREGHIERA (Salmo 21,23-32)

Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli,
ti loderò in mezzo all’assemblea.
Lodate il Signore, voi che lo temete,
gli dia gloria la stirpe di Giacobbe,
lo tema tutta la stirpe di Israele;

perché egli non ha disprezzato
né sdegnato l’afflizione del misero,
non gli ha nascosto il suo volto,
ma, al suo grido d'aiuto, lo ha esaudito.

Sei tu la mia lode nella grande assemblea,
scioglierò i miei voti davanti ai suoi fedeli.
I poveri mangeranno e saranno saziati,
loderanno il Signore quanti lo cercano:
«Viva il loro cuore per sempre».

Ricorderanno e torneranno al Signore tutti i confini della terra,
si prostreranno davanti a lui tutte le famiglie dei popoli.
Poiché il regno è del Signore, egli domina su tutte le nazioni.
A lui solo si prostreranno quanti dormono sotto terra,
davanti a lui si curveranno quanti discendono nella polvere.

E io vivrò per lui,
lo servirà la mia discendenza.
Si parlerà del Signore alla generazione che viene;
annunzieranno la sua giustizia;
al popolo che nascerà diranno:
«Ecco l'opera del Signore!»

5. CONTEMPLAZIONE

Signore, tra i veli del ricevuto e non dato che io possa meditare e accogliere tutto di te. Non un ripetitore inconsapevole sia il mio annunciarti, ma una parola posseduta in quanto abitata e lungamente masticata. Si sveli ai miei sensi la bellezza della tua presenza, e nel mistero del tuo donarti incessante scenda il velo dell’incontro ravvicinato con te. Il tesoro nascosto da secoli è ora conosciuto, e dalle tenebre una luce si è levata per i secoli, l’aurora di un giorno senza tramonto che, rilucendo su ciò che l’amore ha creato e il peccato infranto, faccia nuove tutte le cose. Ti riconoscerò, mio Dio, davanti ai miei fratelli perché sarà impossibile per me tenere nascosta la lampada che tu hai acceso nella mia vita. Chi mi darà parole che mi creano e fanno del mio limite una definizione meravigliosa di ciò che sono, io, in particolare, come nessun altro? Solo tu, Signore, hai parole di vita eterna. E io le mangerò e le offrirò, a costo di essere divorato con loro. Mi basterà sentirmi un passerotto per ritrovare speranza quando la bufera mi bagnerà, perché i soldi che tu dai per i passeri non si contano nella tua bisaccia. Amen.

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut