Skip to Content

"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: Sacro Cuore di Gesù (A)

Lectio: 
Venerdì, 23 Giugno, 2017

1) Preghiera

O Dio, che per la tua grazia
da peccatori ci fai giusti
e da infelici ci rendi beati,
custodisci in noi il tuo dono,
perché, giustificati mediante la fede,
perseveriamo nel tuo servizio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

 

2) Lettura del Vangelo

Dal Vangelo secondo Matteo 11,25-30
In quel tempo, Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare.
Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero».

 

3) Riflessione

Il contesto del Capitolo 11 di Matteo, in cui appare il vangelo di oggi. Nel Vangelo di oggi, Gesù accoglie i piccoli e manifesta il desiderio che i poveri incontrino riposo e pace. Per questa opzione per i poveri e gli esclusi, Gesù fu criticato e perseguitato. Molte persone non furono capaci di capirlo. Giovanni Battista stesso, che guardava Gesù con lo sguardo del passato, rimase nel dubbio (Mt 11,1-15). La gente, che guardava Gesù con scopo interessato, non seppe come accoglierlo (Mt 11,16-19). Le grandi città attorno al lago, che udirono la predicazione di Gesù e videro i suoi miracoli, non vollero accettare il suo messaggio (Mt 11,20-24). I saggi ed i dottori, che giudicavano tutti a partire dalla propria scienza, non furono capaci di capirlo (Mt 11,25). Solo i piccoli capirono ed accettarono la Buona Novella del regno (Mt 11,25-30).

• Matteo 11,25-26: Il Vangelo rivelato ai piccoli. Dinanzi a questa contraddizione che marcava la sua vita, Gesù rivolse questa preghiera: "Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli”. I saggi, i dottori, spinti da un’idea sbagliata di Dio, avevano creato una serie di leggi che imponevano alla gente in nome di Dio. Ma la legge dell’amore, portata da Gesù, diceva il contrario. Ciò che importa non è quello che facciamo per Dio, bensì quello che Dio, nel suo grande amore, fa per noi! La gente povera, i piccoli, capivano questo messaggio di Gesù e sentivano gioia. I saggi pensavano che Gesù sbagliava. Non potevano capire questo insegnamento. E Gesù termina: Sì, Padre, perché così è piaciuto a te! Piace al Padre che i saggi e gli intelligenti non capiscano il messaggio. Se vogliono capirlo, devono farsi discepoli dei piccoli, dei poveri e degli esclusi.

• Matteo 11,27: Il Figlio conosce il Padre e lo rivela a chi vuole. Gesù, Figlio, conosce il Padre. Sa ciò che il Padre voleva quando, secoli addietro, consegnò la Legge a Mosè. Ciò che il Padre vuol dirci, lo rivela a Gesù, e Gesù lo rivela ai piccoli, poiché questi si aprono al suo messaggio.

• Matteo 11,28-30: Venite a me voi tutti. Gesù invita tutti coloro che sono stanchi a causa del peso della legge, delle osservanze e delle imposte, e promette riposo. Dice: “Imparate da me che sono mite ed umile di cuore”. Molte volte, questa frase è stata manipolata per chiedere alla gente sottomissione, mansuetudine e passività. Gesù vuol dire esattamente il contrario. Lui chiede che la gente lasci da parte i professori di religione dell’epoca e cominci a imparare da lui, da Gesù che è “mite ed umile di cuore”. Gesù non è come gli scribi che si vanagloriano della loro scienza, bensì è come la gente che vive umiliata e sfruttata. Gesù, il nuovo maestro, sa per esperienza ciò che succede nella gente e ciò che la gente soffre. Gesù è il rifugio che il Padre offre al popolo stanco!

• Le comunità del tempo di Matteo si trovavano in un momento difficile e pericoloso, uscivano dal mondo chiuso dell’osservanza e dei sacrifici e camminavano verso il mondo aperto dell’amore e della misericordia. Anche noi ci troviamo in un momento difficile, in un momento nuovo, in un nuovo modo di essere cristiani. Il vangelo di oggi è uno specchio di ciò che succede nelle nostre comunità. Anche noi vogliamo che le nostre comunità siano un rifugio che il Padre offre al popolo stanco e povero. Per questo è importante lasciare che il padre prenda le nostre vite e che noi possiamo dire con Gesù: “Noi, figlie e figlie, conosciamo il Padre, e il Padre ci conosce!” Solo così possiamo essere una presenza contemplativa e profetica in mezzo al popolo povero.

 

4) Per un confronto personale

• La scienza può aiutare e può impedire di riconoscere ed accogliere il messaggio di Gesù. Cosa domina maggiormente nella mia vita?

• I piccoli ascoltano ed accettano il messaggio. Ho imparato da loro qualcosa che non sapevo?

 

5) Preghiera finale

Lodate il Signore dai cieli,
lodatelo nell’alto dei cieli.
Lodatelo voi tutti, suoi angeli,
lodatelo, voi tutte, sue schiere. (Sal 148)

Ebook per Lectio Divina

Vorreste ricevere mensile Lectio Divina sul vostro Ipad / Iphone / Kindle

  Email:



Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut