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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: Mercoledì delle Ceneri

Lectio: 
Mercoledì, 1 Marzo, 2017

Il significato della preghiera, dell'elemosina e del digiuno
Come trascorrere bene il tempo della Quaresima
Matteo 6,1-6.16-18

1. Orazione iniziale

Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo con il quale l'hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.

Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen.

2. Lettura

a) Chiave di lettura

Il vangelo di questo mercoledì delle Ceneri è tratto dal Discorso della Montagna e vuole offrirci un aiuto per farci capire come praticare le tre opere di pietà: preghiera, elemosina e digiuno e come passare bene il tempo della Quaresima. Il modo di svolgere queste tre opere è cambiato lungo i secoli, secondo la cultura e i costumi dei popoli e la salute delle persone. Oggi le persone più anziane ricordano il digiuno severo ed obbligatorio di quaranta giorni durante tutta la Quaresima. Malgrado i cambiamenti nel modo di praticare le opere di pietà, rimane l'obbligo umano e cristiano (i) di condividere i nostri beni con i poveri (elemosina), (ii) di vivere in contatto con il Creatore (preghiera) e (iii) di sapere controllare il nostro impeto e i nostri desideri (digiuno). Le parole di Gesù che meditiamo possono far sorgere in noi la creatività necessaria per trovare nuove forme per vivere queste tre pratiche così importanti della vita cristiana.

b) Una divisione del testo per aiutarne la lettura

Mt 6,1: La chiave generale per capire l'insegnamento che segue
Mt 6,2: Come non fare elemosina
Mt 6,3-4: Come fare elemosina
Mt 6,5: Come non pregare
Mt 6,6: Come pregare
Mt 6,16: Come non fare digiuno
Mt 6,17-18: Come fare digiuno

c) Il testo: Matteo 6,1-6.16-18

Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli. Quando dunque fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Quando invece tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

E quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

3. Momento di silenzio orante

perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.

4. Alcune domande

per aiutarci nella meditazione e nella orazione.

a) Qual è il punto del testo che più ti ha colpito o che ti è più piaciuto?

b) Come capire l'avvertenza iniziale fatta da Gesù?

c) Cosa critica e cosa insegna Gesù sull'elemosina? Fai un riassunto per te.

d) Cosa critica e cosa insegna Gesù sulla preghiera? Fai un riassunto per te.

e) Cosa critica e cosa insegna Gesù sul digiuno? Fai un riassunto per te.

5. Per coloro che vogliono approfondire il tema

a) Contesto

Gesù parla di tre cose: l'elemosina (Mt 6,1-6), la preghiera (Mt 6,5-15) ed il digiuno (Mt 6,16-18). Erano le tre opere di pietà dei giudei. Gesù critica il fatto che pratichino la pietà per essere visti dagli uomini (Mt 6,1). Non permette che la pratica della giustizia e della pietà venga usata come un mezzo per la promozione sociale nella comunità (Mt 6,2.5.16). Nelle parole di Gesù appare un nuovo tipo di relazione con Dio che si dischiude per noi. Lui dice: “Tuo Padre che vede nel segreto ti ricompenserà" (Mt 6,4). “Vostro Padre conosce le vostre necessità prima ancora che gli chiediate qualcosa” (Mt 6,8). “Se perdonate agli uomini i loro delitti, anche il vostro Padre celeste vi perdonerà” (Mt 6,14). Gesù ci offre un nuovo cammino di accesso al cuore di Dio. La meditazione delle sue parole riguardo alle opere di pietà potrà aiutarci a scoprire questo nuovo cammino.

b) Commento del testo

Mt 6,1: La chiave generale per capire l'insegnamento che segue.

Gesù dice: Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini, per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli. La giustizia di cui parla Gesù consiste nel raggiungere il luogo dove Dio ci vuole. Il cammino per giungervi è espresso nella legge di Dio. Gesù avvisa del fatto che non si deve osservare la legge per essere elogiati dagli uomini. Prima aveva detto: “Se la vostra giustizia non supera la giustizia dei dottori della legge e dei farisei, voi non entrerete nel regno dei Cieli" (Mt 5,26). Nel leggere questa frase non dobbiamo pensare solo ai farisei del tempo di Gesù, ma soprattutto al fariseo che dorme in ciascuno di noi. Se Giuseppe, sposo di Maria, avesse seguito la giustizia della legge dei farisei, avrebbe dovuto denunciare Maria. Ma lui era “giusto” (Mt 1,19), possedeva già la nuova giustizia annunciata da Gesù. Per questo, trasgredì l'antica legge e salvò la vita di Maria e di Gesù. La nuova giustizia annunciata da Gesù riposa su un'altra base, scaturisce da un'altra sorgente. Dobbiamo costruire la nostra sicurezza dal di dentro, non in ciò che noi facciamo per Dio, ma in quello che Dio fa per noi. È questa la chiave generale per capire l'insegnamento di Gesù sulle opere di pietà. In ciò che segue, Matteo applica questo principio generale alla pratica dell'elemosina, della preghiera e del digiuno. Dal punto di vista didattico, prima dice come non deve essere, e poi subito insegna come deve essere.

Mt 6,2: Come non fare l'elemosina.

Il modo sbagliato, sia allora che oggi, di fare l'elemosina è quello di usare un modo vistoso, per essere riconosciuti ed acclamati dagli altri. Spesso sui banchi delle chiese si vedono scritte queste parole: “Dono della famiglia tale”. In televisione, ai politici piace mostrarsi come grandi benefattori dell'umanità nelle inaugurazioni di opere pubbliche al servizio della comunità. Gesù dice: Coloro che agiscono così hanno già ricevuto la loro ricompensa.

Mt 6,3-4: Come fare l'elemosina.

Il modo corretto di fare elemosina è questo: “Che la mano sinistra non sappia ciò che sta facendo la destra!” Ossia devo fare l'elemosina in modo tale che nemmeno io devo avere la sensazione di star facendo una cosa buona, che merita una ricompensa da parte di Dio ed elogio da parte degli altri. L'elemosina è un obbligo. È una forma di condividere qualcosa che possiedo, con coloro che non hanno nulla. In una famiglia, ciò che è di uno è di tutti. Gesù elogia l'esempio della vedova che dava persino ciò che gli era necessario (Mc 12,44).

Mt 6,5: Come non pregare.

Parlando del modo sbagliato di pregare, Gesù menziona alcuni usi e costumi strani di quell'epoca. Quando veniva suonata la trombetta per la preghiera del mattino, di mezzogiorno e del pomeriggio, c'era gente che cercava di trovarsi in mezzo alla strada per pregare solennemente con le braccia aperte facendosi così vedere da tutti ed essere considerata, così, gente pia. Altri nella sinagoga, assumevano atteggiamenti stravaganti, per attirare l'attenzione delle comunità.

Mt 6,6: Come pregare.

Per non lasciare dubbi, Gesù esagera su come pregare. Dice che bisogna pregare, in segreto, solo davanti a Dio Padre. Nessuno ti vedrà. Anzi, forse, per gli altri, tu sarai una persona che non prega. Non importa! Anche di Gesù lo dissero: “Non è da Dio!” E questo perché Gesù pregava molto di notte e non gli importava dell'opinione degli altri. Ciò che importa è avere la coscienza in pace ed avere la certezza che Dio è il Padre che mi accoglie, e non a partire da ciò che io faccio per Dio o a partire dalla soddisfazione che cerco nell’essere apprezzato come una persona pia e che prega.

Mt 6,16: Come non fare digiuno.

Gesù critica le pratiche sbagliate del digiuno. C'era gente che si rattristava nel volto, non si lavava, usava vestiti stracciati, non si pettinava, in modo che tutti potessero vedere che stava digiunando, ed in modo perfetto.

Mt 6,17-18: Come fare il digiuno.

Gesù raccomanda il contrario: Quando tu digiuni, spargi profumo sulla tua testa, lavati il viso, in modo che nessuno capisca che tu stai facendo digiuno, ma solo tuo Padre che è nei cieli.

Come dicevamo prima, si tratta di un cammino nuovo di accesso al cuore di Dio che si apre davanti a noi. Gesù, per assicurarci interiormente, non chiede ciò che noi facciamo per Dio, bensì ciò che Dio fa per noi. L'elemosina, la preghiera ed il digiuno non sono soldi per comprare il favore di Dio, ma sono la risposta di gratitudine all'amore ricevuto e sperimentato.

c) Ampliando l'informazione

Il contesto più ampio del vangelo di Matteo

Il vangelo di Matteo è stato scritto per una comunità di giudei convertiti che stavano attraversando una crisi profonda di identità in rapporto al loro passato. Dopo essersi convertiti a Gesù, avevano continuato a vivere secondo le loro antiche tradizioni e frequentavano le sinagoghe, insieme a parenti ed amici, come prima. Ma soffrivano a causa di una forte pressione da parte degli amici giudei che non accettavano Gesù come il Messia. Questa tensione aumentò dopo l’anno 70 dC. Quando, nel 66 dC, scoppiò la rivolta dei giudei contro Roma, due gruppi non vollero partecipare, il gruppo dei farisei ed il gruppo dei giudei cristiani. Ambedue i gruppi sostenevano che andare contro Roma non aveva nulla a che fare con la venuta del Messia, come altri sostenevano. Dopo la distruzione di Gerusalemme da parte dei romani nel 70, gli altri gruppi giudei scomparvero tutti. E rimasero solo i farisei e i giudei cristiani. Ambedue i gruppi pretendevano di essere gli eredi delle promesse dei profeti e, per questo, aumentava la tensione tra i fratelli, a causa dell'eredità. I farisei riorganizzarono il resto del popolo e presero posizione sempre di più contro i cristiani, che finirono per essere scomunicati dalle sinagoghe. Questa scomunica riaccese tutto il problema dell'identità. Ora i cristiani erano in modo ufficiale e formale separati dal popolo delle promesse. Non potevano frequentare più le loro sinagoghe, i loro rabbini. E loro si chiedevano: Chi è il vero popolo di Dio: loro o noi? Con chi sta Dio? Gesù è veramente il Messia?

Matteo, quindi, scrive il suo vangelo (i) per questo gruppo di cristiani, come un vangelo di consolazione per coloro che erano stati scomunicati e perseguitati dai giudei; aiutandoli a superare il trauma della rottura; (ii) come un vangelo di rivelazione, mostrando che Gesù è il vero Messia, il nuovo Mosè, che compie le promesse; (iii) come vangelo della nuova pratica, mostrando come devono fare per arrivare alla vera giustizia, maggiore della giustizia dei farisei.

Una chiave per il Discorso della Montagna

Il Discorso della Montagna è il primo dei cinque discorsi del vangelo di Matteo. Descrive le condizioni che permettono a una persona di poter entrare nel regno di Dio: la porta di entrata, la nuova lettura della legge, il modo nuovo di vedere e praticare le opere di pietà; il modo nuovo di vivere in comunità. In una parola, nel Discorso della Montagna, Gesù comunica il modo nuovo di guardare le cose della Vita e del regno. Si tratta di una divisione che serve da chiave di lettura:

Mt 5,1-16: La Porta di entrata.

Mt 5,1-10: Le otto Beatitudini aiutano a percepire dove il regno è già presente (Mt tra i poveri ed i perseguitati) e dove starà tra breve (Mt tra gli altri sei gruppi).

Mt 5,11-16: Gesù dirige parole di consolazione ai discepoli ed avvisa: colui che vive le beatitudini sarà perseguitato (Mt 5,11-12), ma la sua vita avrà un senso, un significato, perché sarà sale della terra (Mt 5,13) e luce del mondo (Mt 5,14-16)

Mt 5,17-48;6,1-18: La nuova relazione con Dio: Una nuova Giustizia.

Mt 5,17-48: La nuova giustizia deve superare la giustizia dei farisei.

Gesù radicalizza la legge, cioè, la conduce alla sua radice, al suo obiettivo principale ed ultimo che è servire la vita, la giustizia, l'amore e la verità. I comandamenti della legge indicano un nuovo cammino di vita, evitato dai farisei (Mt 5,17-20).

Subito Gesù presenta vari esempi di come devono essere capiti i comandamenti della legge di Dio data da Mosè: anticamente vi è stato detto, ma io vi dico (Mt 5,21-48)

Mt 6,1-18: La nuova giustizia non deve cercare ricompensa o merito.

(È il vangelo di questo Mercoledì della Ceneri)

Mt 6,19-34: Il nuovo rapporto con i beni della terra: una nuova visione della creazione.

Affronta i bisogni primari della vita: alimenti, vestiti, casa, salute. È la parte della vita che produce più angoscia nelle persone. Gesù insegna come rapportarsi ai beni materiali ed alle ricchezze della terra: non accumulare beni (Mt 6,19-21), non guardare il mondo con sguardo afflitto (Mt 6,22-23), non servire Dio e il denaro nello stesso tempo (Mt 6,24), non preoccuparsi di ciò che mangiamo e beviamo (Mt 6,23-34).

Mt 7,1-29: Il nuovo rapporto con le persone: una nuova vita in comunità.

Non cercare la pagliuzza nell'occhio di tuo fratello (Mt 7,1-5); non gettare le perle ai porci (Mt 7,6); non aver paura di chiedere le cose a Dio (Mt 7,7-11); la regola d'oro (Mt 7,12); scegliere il cammino stretto e difficile (Mt 7,13-14); fare attenzione ai falsi profeti (Mt 7,15-20); non solo parlare ma agire (Mt 7,21-23); la comunità costruita su questa base resterà in piedi malgrado la tempesta (Mt 7,24-27). Il risultato di queste parole è una nuova coscienza dinanzi agli scribi e ai dottori (Mt 7,28-29).

6. Orazione - Salmo 40 (39)

Annunciare la grande giustizia di Dio

Ho sperato: ho sperato nel Signore
ed egli su di me si è chinato,
ha dato ascolto al mio grido.
Mi ha tratto dalla fossa della morte,
dal fango della palude;
i miei piedi ha stabilito sulla roccia,
ha reso sicuri i miei passi.
Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
lode al nostro Dio.

Molti vedranno e avranno timore
e confideranno nel Signore.
Beato l'uomo che spera nel Signore
e non si mette dalla parte dei superbi,
né si volge a chi segue la menzogna.
Quanti prodigi tu hai fatto, Signore Dio mio,
quali disegni in nostro favore:
nessuno a te si può paragonare.
Se li voglio annunziare e proclamare
sono troppi per essere contati.

Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto.
Non hai chiesto olocausto e vittima per la colpa.
Allora ho detto: "Ecco, io vengo.
Sul rotolo del libro di me è scritto,
che io faccia il tuo volere.
Mio Dio, questo io desidero,
la tua legge è nel profondo del mio cuore".

Ho annunziato la tua giustizia nella grande assemblea;
vedi, non tengo chiuse le labbra, Signore, tu lo sai.
Non ho nascosto la tua giustizia in fondo al cuore,
la tua fedeltà e la tua salvezza ho proclamato.
Non ho nascosto la tua grazia
e la tua fedeltà alla grande assemblea.

Non rifiutarmi, Signore, la tua misericordia,
la tua fedeltà e la tua grazia
mi proteggano sempre,
poiché mi circondano mali senza numero,
le mie colpe mi opprimono
e non posso più vedere.
Sono più dei capelli del mio capo,
il mio cuore viene meno.

Degnati, Signore, di liberarmi;
accorri, Signore, in mio aiuto.
Vergogna e confusione
per quanti cercano di togliermi la vita.
Retrocedano coperti d'infamia
quelli che godono della mia sventura.
Siano presi da tremore e da vergogna
quelli che mi scherniscono.
Esultino e gioiscano in te quanti ti cercano,
dicano sempre: "Il Signore è grande"
quelli che bramano la tua salvezza.
Io sono povero e infelice;
di me ha cura il Signore.
Tu, mio aiuto e mia liberazione,
mio Dio, non tardare.

7. Orazione finale

Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua Parola che ci ha fatto vedere meglio la volontà del Padre. Fa’ che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa’ che noi, come Maria, tua Madre, possiamo non solo ascoltare ma anche praticare la Parola. Tu che vivi e regni con il Padre nell'unità dello Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut