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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: Matteo 9,35 - 10,1.5-8

Lectio: 
Sabato, 9 Dicembre, 2017
1ª Settimana d'Avvento
 
1) Preghiera
O Dio, che hai mandato in questo mondo il tuo unico Figlio
a liberare l'uomo della schiavitù del peccato,
concedi a noi, che attendiamo con fede il dono del tuo amore,
di raggiungere il premio della vera libertà.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te...
 
2) Lettura
Dal Vangelo secondo Matteo 9,35-10,1.5-8
In quel tempo, Gesù percorreva tutte le città e i villaggi insegnando nelle sinagoghe, predicando il vangelo del Regno e curando ogni malattia e infermità.
Vedendo le folle ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore. Allora disse ai suoi discepoli: “La messe è molta, ma gli operai sono pochi! Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai nella sua messe!”.
Chiamati a sé i dodici discepoli, diede loro il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni sorta di malattie e d’infermità. E li mandò con questa ingiunzione: “Rivolgetevi alle pecore perdute della casa d’Israele. E strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino.
Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demoni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”.
 
3) Riflessione
• Il vangelo di oggi è formato da due parti: (a) Un breve riassunto dell’attività apostolica di Gesù (Mt 9,35-38) e (b) l’inizio del “Sermone della Missione” (Mt 10,1.5-8). Il vangelo della liturgia di oggi omette i nomi degli apostoli che sono presenti nel vangelo di Matteo (Mt 10,2-4).
• Matteo 9,35: Riassunto dell’attività missionaria di Gesù. “Gesù percorreva tutte le città e i villaggi insegnando nelle sinagoghe, predicando il vangelo del Regno e curando ogni malattia e infermità”. Con poche parole Matteo descrive i punti centrali dell’attività missionaria di Gesù: (a) Percorrere tutte le città e i villaggi. Gesù non aspetta che la gente vada da lui, ma va in cerca della gente percorrendo lui stesso tutte le città e i villaggi. (b) Insegnare nelle sinagoghe, cioè, nelle comunità. Gesù va lì dove la gente è riunita attorno alla sua fede in Dio. E’ lì che lui annuncia la Buona Novella del Regno, cioè, la Buona Notizia di Dio. Gesù non insegna dottrine come se la Buona Novella fosse un nuovo catechismo, ma in tutto ciò che dice e fa lascia emergere qualcosa della grande Buona Novella che lo abita, cioè, Dio, il Regno di Dio. (c) Cura ogni malattia e infermità. Ciò che più segnava la vita della gente povera era la malattia, qualsiasi tipo di malattia, e ciò che più distingue l’attività di Gesù è la consolazione della gente, che lui solleva dal dolore.
• Matteo 9,36: La compassione di Gesù dinanzi alla situazione della gente. “Vedendo le folle ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore”. Gesù accoglie le persone come sono davanti a lui: malate, sfinite, stanche. Lui si comporta come il Servo di Isaia, il cui messaggio centrale consiste in “consolare la gente” (cf. Is 40,1). L’atteggiamento di Gesù verso la gente era come l’atteggiamento del Servo, la cui missione era così definita: “Non griderà, né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, non spezzerà la canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta” (Is 42,2-3). Come il Servo, anche Gesù si commuove vedendo la situazione della gente “stanca, sfinita e abbattuta, come pecore senza pastore”. Lui comincia ad essere Pastore identificandosi con il Servo che diceva: “Il Signore mi ha dato una lingua da iniziati, perché io sappia indirizzare lo sfiduciato” (Is 49,4ª). Come il Servo, Gesù diventa discepolo del Padre e del popolo e dice: “Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come gli iniziati (Is 49,4b). E dal contatto con il Padre Gesù riceve la parola di consolazione da comunicare ai poveri.
• Matteo 9,37-38: Gesù coinvolge i discepoli nella missione. Dinanzi all’immensità dell’azione missionaria, la prima cosa che Gesù chiede ai discepoli è di pregare: “La messe è molta, ma gli operai sono pochi! Pregate, dunque, il padrone della messe che mandi operai nella sua messe". La preghiera è la prima forma di impegno dei discepoli con la missione. Perché se si crede nell’importanza della missione che si ha, si fa il possibile perché non muoia con noi, bensì che continui negli altri mediante noi e dopo di noi.
• Matteo 10,1: Gesù conferisce ai discepoli il potere di curare e di scacciare i demoni. “Chiamati a sé i dodici discepoli, diede loro il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni sorta di malattie e d’infermità". La seconda cosa che Gesù chiede ai discepoli non è che comincino a insegnare dottrine e leggi, bensì che aiutino la gente a vincere la paura degli spiriti immondi e che aiutino nella lotta contro le infermità. Oggi, coloro che fanno più paura ai poveri sono certi missionari che li minacciano con il castigo di Dio e con il pericolo del demonio. Gesù fa il contrario: “Se invece scaccio i demoni con il dito di Dio, è dunque giunto a voi il regno di Dio” (Lc 11,20). E’ triste dirlo, ma oggi ci sono persone che hanno bisogno del demonio per poterlo scacciare e così guadagnano soldi. Per loro vale la pena leggere ciò che disse Gesù contro i farisei e i dottori della legge (Mt 23).
• Matteo 10,5-6: Rivolgetevi prima alle pecore perdute di Israele. Gesù manda i dodici con queste raccomandazioni: "Non prendete il cammino dei pagani, e non entrate nelle città dei samaritani. Andate prima alle pecore perdute della casa di Israele”. Inizialmente la missione di Gesù era diretta alle “pecore perdute di Israele”. Chi erano queste pecore perdute di Israele? Erano forse le persone escluse, come per esempio le prostitute, i pubblicani, gli impuri, considerati persi e condannati dalle autorità religiose dell’epoca? Erano i dirigenti, cioè i farisei, i sadducei, gli anziani e i sacerdoti che si consideravano il popolo fedele di Israele? O erano le moltitudini stanche e sfinite, come pecore senza pastore? Probabilmente, qui nel contesto del vangelo di Matteo, si tratta di questa gente povera e abbandonata che è accolta da Gesù (Mt 9,36-37). Gesù voleva che i discepoli partecipassero con lui alla missione insieme a queste persone. Pero nella misura in cui lui si occupa di queste persone, Gesù stesso espande l’orizzonte. Nel contatto con la donna Cananea, pecora perduta di altra razza e di altra religione, che vuole essere ascoltata, Gesù ripete ai suoi discepoli: "Sono stato mandato solo per le pecore perdute di Israele" (Mt 15,24). E dinanzi all’insistenza della madre che non cessa di intercedere per la figlia, Gesù si difende dicendo: "Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini" (Mt 15,26). Ma la reazione della madre fa cadere la difesa di Gesù: "E’ vero, Signore, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni" (Mt 15,27). E di fatto, c’erano molte briciole! Dodici cesti pieni di pezzi che avanzavano dalla moltiplicazione dei pani per le pecore perdute di Israele (Mt14,20). La risposta della donna smonta gli argomenti di Gesù. Lui si occupa della donna: Gesù ascolta la donna: "Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri." E da quell’istante sua figlia fu guarita”. (Mt 15,28). Attraverso l’attenzione continua data alle pecore perdute di Israele, Gesù scopre che in tutto il mondo ci sono pecore perdute che vogliono mangiare le briciole.
• Matteo 10,7-8: Riassunto dell’attività di Gesù. “Rivolgetevi alle pecore perdute della casa d’Israele. E strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demoni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”. Come rivelare la vicinanza del Regno? La risposta è semplice e concreta: curando malati, risuscitando morti, purificando i lebbrosi, scacciando i demoni e servendo gratuitamente, senza arricchirsi del servizio alla gente. Dove questo avviene il Regno si rivela.
 
4) Per un confronto personale
• Noi tutti riceviamo la stessa missione data da Gesù ai discepoli e alle discepole. Sei cosciente di questa missione? Come vivi la tua missione?
• Nella tua vita, hai avuto qualche contatto con le pecore perdute, con gente stanca e sfinita? Quale lezione ne hai tratto?
 
5) Preghiera finale
Il Signore risana i cuori affranti
e fascia le loro ferite;
egli conta il numero delle stelle
e chiama ciascuna per nome. (Sal 146)

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut