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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: Matteo 8,1-4

Lectio: 
Venerdì, 30 Giugno, 2017
Tempo ordinario
 
1) Preghiera
Dona al tuo popolo, o Padre,
di vivere sempre nella venerazione e nell’amore
per il tuo santo nome,
poiché tu non privi mai della tua guida
coloro che hai stabilito sulla roccia del tuo amore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
 
2) Lettura
Dal Vangelo secondo Matteo 8,1-4
Quando Gesù fu sceso dal monte, molta folla lo seguiva. Ed ecco venire un lebbroso e prostrarsi a lui dicendo: “Signore, se vuoi, tu puoi sanarmi”. E Gesù stese la mano e lo toccò dicendo: “Lo voglio, sii sanato”. E subito la sua lebbra scomparve. Poi Gesù gli disse: “Guardati dal dirlo a qualcuno, ma va’ a mostrarti al sacerdote e presenta l’offerta prescritta da Mosè, e ciò serva come testimonianza per loro”.
 
3) Riflessione
• Nei capitoli da 5 a 7 abbiamo ascoltato le parole della nuova Legge proclamata da Gesù sulla Montagna. Ora, nei capitoli 8 e 9, Matteo indica come Gesù metteva in pratica ciò che aveva appena insegnato. Nei vangeli di oggi (Mt 8,1-4) e di domani (Mt 8,5-17), vediamo da vicino i seguenti episodi che rivelano come Gesù praticava la legge: la guarigione di un lebbroso (Mt 8,1-4), la guarigione del servo del centurione romano (Mt 8,5-13), la guarigione della suocera di Pietro (Mt 8,14-15) e la guarigione di numerosi malati (Mt 8,14-17).
• Matteo 8,1-2: Il lebbroso chiede: “Signore, basta volerlo per essere sanati?” Un lebbroso arriva vicino a Gesù. Era un escluso. Chi lo avesse toccato sarebbe diventato impuro! Per questo, i lebbrosi dovevano essere allontanati (Lv 13,45-46). Ma quel lebbroso ebbe molto coraggio. Trasgredì le norme della religione per poter entrare in contatto con Gesù. Giunto vicino, dice: Se vuoi, tu puoi sanarmi! Ossia: “Non c’è bisogno di toccarmi! Basta che il Signore lo voglia ed io sono curato”. Questa frase rivela due cose: a) la malattia della lebbra che rendeva impuri; b) la malattia della solitudine a cui era condannata la persona dalla società e dalla religione. Rivela anche la grande fede dell’uomo nel potere di Gesù.
• Matteo 8,3: Gesù lo tocca e dice: Lo voglio! Sii purificato. Pieno di profonda compassione, Gesù guarisce due malattie. In primo luogo, per curare la solitudine, prima di dire qualsiasi parola, tocca il lebbroso. E’ come se dicesse: “Per me, tu non sei un escluso. Non ho paura di diventare impuro toccandoti. E ti accolgo come un fratello!” Poi cura la lebbra dicendo: Lo voglio! Sii sanato! Il lebbroso, per poter entrare in contatto con Gesù, aveva trasgredito le norme della legge. Così Gesù, per poter aiutare quell’escluso e rivelare il nuovo volto di Dio, trasgredisce le norme della sua religione e tocca il lebbroso.
• Matteo 8,4: Gesù ordina all’uomo di mostrarsi ai sacerdoti. In quel tempo, un lebbroso per poter essere riammesso in comunità, aveva bisogno di un certificato di guarigione confermato da un sacerdote. E’ come oggi. Il malato esce dall’ospedale solo se ha un certificato firmato dal medico del reparto. Gesù obbliga la persona ad ottenere il documento, in modo da poter vivere con normalità. Obbliga le autorità a riconoscere che l’uomo era stato sanato. Gesù non solo sana, ma vuole che la persona sanata possa vivere con gli altri. Reintegra la persona nella convivenza fraterna. Il vangelo di Marco aggiunge che l’uomo non si presentò ai sacerdoti. Anzi, “andatosene, (il lebbroso) cominciò a divulgare la notizia, tanto che Gesù non poteva entrare pubblicamente nella città. Rimaneva fuori, in luoghi segreti" (Mc 1,45). Perché Gesù non poteva più entrare pubblicamente nella città? Perché aveva toccato il lebbroso ed era diventato impuro dinanzi alle autorità religiose che incarnavano la legge dell’epoca. Per questo ora, Gesù stesso, era un impuro e doveva essere allontanato da tutti. Non poteva più entrare nelle città. Ma Marco fa vedere che alla gente importavano poco queste norme ufficiali, perché da tutte le parti venivano a Gesù! Sovvertimento totale! Il messaggio che ci dà Marco è il seguente: per portare la Buona Novella di Dio alla gente, non bisogna aver paura di trasgredire le norme religiose che sono contrarie al progetto di Dio e che impediscono la fraternità e l’amore. Anche se questo comporta difficoltà alla gente, come lo fu per Gesù.
• In Gesù, tutto è rivelazione di ciò che lo abita interiormente! Non solo annuncia la Buona Novella del Regno. Lui ne è un esempio, un testimone vivo del Regno, una rivelazione di Dio. In lui appare ciò che avviene quando un essere umano lascia regnare Dio, lascia che Dio occupi il centro della sua vita.
 
4) Per un confronto personale
• In nome della Legge di Dio, i lebbrosi erano esclusi e non potevano vivere con gli altri. Nella nostra chiesa ci sono costumi e norme non scritti che, fino ad oggi, emarginano le persone e le escludono dalla convivenza e dalla comunione. Tu conosci persone così? Qual è la tua opinione al riguardo?
• Gesù ebbe il coraggio di toccare il lebbroso. Tu avresti questo coraggio?
 
5) Preghiera finale
Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino. (Sal 33)
 

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut