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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: Matteo 21,33-43.45-46

Lectio: 
Venerdì, 17 Marzo, 2017

Tempo di Quaresima

1) Preghiera

Dio onnipotente e misericordioso,
concedi ai tuoi fedeli
di essere intimamente purificati
dall’impegno penitenziale della Quaresima,
per giungere con spirito nuovo
alle prossime feste di Pasqua.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

2) Lettura

Dal Vangelo secondo Matteo 21,33-43.45-46

In quel tempo, Gesù disse ai principi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: “Ascoltate un’altra parabola: C’era un padrone che piantò una vigna e la circondò con una siepe, vi scavò un frantoio, vi costruì una torre, poi l’affidò a dei vignaioli e se ne andò.

Quando fu il tempo dei frutti, mandò i suoi servi da quei vignaioli a ritirare il raccolto. Ma quei vignaioli presero i servi e uno lo bastonarono, l’altro lo uccisero, l’altro lo lapidarono.

Di nuovo mandò altri servi più numerosi dei primi, ma quelli si comportarono nello stesso modo.

Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto di mio figlio! Ma quei vignaioli, visto il figlio, dissero tra sé: Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e avremo noi l’eredità. E, presolo, lo cacciarono fuori della vigna e l’uccisero.

Quando dunque verrà il padrone della vigna che farà a quei vignaioli?”. Gli rispondono: “Farà morire miseramente quei malvagi e darà la vigna ad altri vignaioli che gli consegneranno i frutti a suo tempo”.

E Gesù disse loro: “Non avete mai letto nelle Scritture: ‘‘La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d’angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri’’? Perciò io vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare”.

Udite queste parabole, i sommi sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro e cercavano di catturarlo; ma avevano paura della folla che lo considerava un profeta.

3) Riflessione

• Il testo del vangelo di oggi forma parte di un insieme più vasto che include Matteo 21,23-46. I capi dei sacerdoti e gli anziani avevano chiesto a Gesù con quale autorità lui facesse le cose (Mt 21,23). Loro si consideravano i padroni di tutto e volevano che nessuno facesse nulla senza il loro permesso. La risposta di Gesù si divide in tre parti: 1) Lui, a sua volta, rivolge una domanda perché vuole sapere da loro se Giovanni Battista era del cielo o della terra (Mt 21,24-27). 2) Racconta la parabola dei due figli (Mt 21,28-32). 3) Racconta la parabola della vigna (Mt 21,33-46) che è il vangelo di oggi.

• Matteo 21,33-40: La parabola della vigna. Gesù comincia così: “Ascoltate un’altra parabola: C’era un padrone che piantò una vigna e la circondò con una siepe, vi scavò un frantoio, vi costruì una torre”. La parabola è un bel riassunto della storia di Israele, tratto dal profeta Isaia (Is 5,1-7). Gesù si dirige ai capi dei sacerdoti, agli anziani (Mt 21,23) e ai farisei (Mt 21,45) e dà una risposta alla domanda che gli hanno rivolto sull’origine della sua autorità (Mt 21,23). Per mezzo di questa parabola, Gesù chiarisce varie cose: (a) Rivela l’origine della sua autorità: lui è il figlio, l’erede. (b) Denuncia l’abuso dell’autorità dei vignaiuoli, cioè, dei sacerdoti e degli anziani che non si occupavano del popolo di Dio. (c) Difende l’autorità dei profeti, mandati da Dio, ma massacrati dai sacerdoti e dagli anziani. (4) Smaschera le autorità che manipolano la religione e uccidono il figlio, perché non vogliono perdere la fonte di reddito che riuscirono ad accumulare per loro, lungo i secoli.

• Matteo 21,41: La sentenza che loro stessi si danno. Al termine della parabola, Gesù chiede: “Quando dunque verrà il padrone della vigna che farà a quei vignaioli?” Loro non si rendono conto che la parabola stava parlando proprio di loro. Per questo, con la risposta che loro danno, decretano la loro condanna: “I capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo risposero: “Farà morire miseramente quei malvagi e darà la vigna ad altri vignaioli che gli consegneranno i frutti a suo tempo”. Diverse volte Gesù usa questo stesso metodo. Lui porta la persona a dire la verità su se stessa, senza rendersi conto che essa stessa si condanna. Per esempio, nel caso del fariseo che condanna la giovane considerandola una peccatrice (Luca 7,42-43) e nel caso della parabola dei due figli (Mt 21,28-32).

• Matteo 21,42-46: La sentenza data da loro stessi viene confermata dal loro comportamento. Dal chiarimento di Gesù, i sacerdoti, gli anziani e i farisei capiscono che la parabola parla di loro, ma loro non si convertono. Anzi! Mantengono in piedi il loro progetto di uccidere Gesù. Rifiuteranno “la pietra angolare”. Ma non hanno il coraggio di farlo apertamente perché temono la reazione della gente.

• I diversi gruppi al potere nel tempo di Gesù. Nel vangelo di oggi spuntano due gruppi che, in quel tempo, governavano: sacerdoti, anziani e farisei. Segue a continuazione una breve informazione sul potere che aveva ognuno di questi gruppi ed altri:

a) Sacerdoti: Erano gli incaricati del culto nel Tempio. La gente portava al Tempio la decima e le altre tasse e offerte per pagare le promesse fatte. Il sommo sacerdote occupava un ruolo importante nella vita della nazione, sopratutto dopo l’esilio. Era scelto o nominato tra le tre o quattro famiglie aristocratiche, che ostentavano più potere e ricchezza.

b) Anziani o Capi del popolo: Erano i leaders locali nei diversi villaggi e città. La loro origine veniva dai capi delle antiche tribù.

c) Sadducei: Erano l’elite laica aristocratica della società. Molti di essi erano ricchi commercianti o latifondisti. Dal punto di vista religioso erano conservatori. Non accettavano i cambiamenti proposti dai farisei come, per esempio, la fede nella risurrezione e l’esistenza degli angeli.

d) Farisei: Fariseo significa: separato. Essi lottavano affinché mediante l’osservanza perfetta della legge della purezza, la gente arrivasse ad essere pura, separata e santa come esigevano Legge e la Tradizione! A causa della testimonianza esemplare della loro vita secondo le norme dell’epoca, la loro autorità morale era molto sentita nei villaggi della Galilea.

e) Scribi o dottori della legge: Erano gli incaricati di insegnare. Dedicavano la loro vita allo studio della Legge di Dio ed insegnavano alla gente come fare per osservare in tutto la Legge di Dio. Non tutti gli scribi erano della stessa linea. Alcuni erano legati ai farisei, altri ai sadducei.

4) Per un confronto personale

• Alcune volte, ti sei sentito controllato/a in modo ingiustificato, in casa, nel lavoro, nell’ambito della Chiesa? Quale è stata la tua reazione? La stessa di Gesù?

• Se Gesù tornasse oggi e raccontasse la stessa parabola come reagirei io?

5) Preghiera finale

Come il cielo è alto sulla terra,
così è grande la sua misericordia
su quanti lo temono;
come dista l’oriente dall’occidente,
così allontana da noi le nostre colpe. (Sal 102)

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e servirlo fedelmente con cuore puro e retta coscienza impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l’uno all'altro.


date | by Dr. Radut