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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: Matteo 21,23-27

Lectio: 
Lunedì, 12 Dicembre, 2016

3ª Settimana d'Avvento

1) Preghiera

Ascolta, o Padre, la nostra preghiera,

e con la luce del tuo Figlio che viene a visitarci

rischiara le tenebre del nostro cuore.

Per il nostro Signore Gesù Cristo...

2) Lettura

Dal Vangelo secondo Matteo 21,23-27

In quel tempo, entrato Gesù nel tempio, mentre insegnava gli si avvicinarono i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo e gli dissero: “Con quale autorità fai questo? Chi ti ha dato questa autorità?”

Gesù rispose: “Vi farò anch’io una domanda e se voi mi risponderete, vi dirò anche con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?”.

Ed essi riflettevano tra sé dicendo: “Se diciamo: ‘‘dal cielo’’, ci risponderà: ‘‘perché dunque non gli avete creduto?’’; se diciamo ‘‘dagli uomini’’, abbiamo timore della folla, perché tutti considerano Giovanni un profeta”.

Rispondendo perciò a Gesù, dissero: “Non lo sappiamo”. Allora anch’egli disse loro: “Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose”.

3) Riflessione

• Il vangelo di oggi descrive il conflitto che Gesù ebbe con le autorità religiose dell’epoca, dopo che scacciò i venditori dal Tempio. I sacerdoti e gli anziani del popolo volevano sapere con quale autorità Gesù facesse queste cose: entrare nel Tempio e scacciarne i venditori (cf. Mt 21,12-13). Le autorità si consideravano i padroni di tutto e pensavano che nessuno potesse fare nulla senza il loro permesso. Per questo, perseguitavano Gesù e cercavano di ucciderlo. Qualcosa di simile stava accadendo anche nelle comunità cristiane degli anni settanta-ottanta, epoca in cui è stato scritto il vangelo di Gesù. Coloro che resistevano alle autorità dell’impero erano perseguitati. C’erano altri che, per non essere perseguitati, cercavano di conciliare il progetto di Gesù con il progetto dell’impero romano (cf. Gal 6,12). La descrizione del conflitto di Gesù con le autorità del suo tempo era un aiuto per i cristiani, affinché continuassero impavidi nelle persecuzioni e non si lasciassero manipolare dall’ideologia dell’impero. Anche oggi, alcuni che esercitano il potere, sia nella società come nella chiesa e nella famiglia, vogliono controllare tutto come se fossero loro i padroni di tutti gli aspetti della vita della gente. A volte giungono perfino a perseguitare coloro che pensano in modo diverso. Con questi pensieri e problemi in mente, leggiamo e meditiamo il vangelo di oggi.

• Matteo 21,23: La domanda delle autorità religiose a Gesù: “Con quale autorità fai questo? Chi ti ha dato questa autorità?” Gesù rispose: “Vi farò anch’io una domanda e se voi mi risponderete, vi dirò anche con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?”. Gesù ritorna al Tempio. Quando insegnava i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo si avvicinavano e chiedevano: Con quale autorità fai queste cose? Chi ti ha dato questa autorità?" Gesù circola, di nuovo, nella grande piazza del Tempio. Poi appaiono alcuni sacerdoti ed anziani ad interrogarlo. Dopo tutto ciò che Gesù aveva fatto il giorno prima, loro vogliono sapere con quale autorità fa queste cose. Loro non si chiedono quale fosse il vero motivo che spinse Gesù a scacciare i venditori (cf. Mt 21,12-13). Chiedono solo con quale autorità fa quello che fa. Pensano di avere il diritto di controllare tutto. Non vogliono perdere il controllo delle cose.

• Matteo 21,24-25ª: La domanda di Gesù alle autorità. Gesù non si nega a rispondere, ma mostra la sua indipendenza e libertà e dice: “Vi farò anch’io una domanda e se voi mi risponderete, vi dirò anche con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?” Domanda intelligente, semplice come una colomba e astuta come il serpente! (cf. Mt 10,16). La domanda rivela la mancanza di onestà degli avversari. Per Gesù, il battesimo di Giovanni veniva dal cielo, veniva da Dio. Lui stesso era stato battezzato da Giovanni (Mt 3,13-17). Gli uomini del potere, al contrario, avevano tramato la morte di Giovanni (Mt14,3-12). E mostrarono, così, che non accettavano il messaggio di Giovanni e che consideravano il suo battesimo come una cosa degli uomini e non di Dio.

• Matteo 21,25b-26 : Ragionamento delle autorità. I sacerdoti e gli anziani si resero conto della portata della domanda e razionalizzavano nel modo seguente: "Se rispondiamo che veniva dal cielo, lui dirà: Allora, perché non avete creduto a Giovanni? Se rispondiamo che veniva dagli uomini, temiamo la moltitudine, poiché tutti pensano che Giovanni sia un profeta”. Per questo, per non esporsi, rispondono: “Non sappiamo!” Risposta opportunista, falsa e interessata. L’unico loro interesse era non perdere il loro potere sulla gente. Dentro di loro, avevano già deciso tutto: Gesù doveva essere condannato a morte (Mt 12,14).

• Matteo 21,27: Conclusione finale di Gesù. E Gesù disse loro: Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose". La loro totale mancanza di onestà, fa sì che non meritino la risposta di Gesù.

4) Per un confronto personale

• Ti sei sentito/a qualche volta controllato/a, in modo non dovuto, dalle autorità in casa, nel lavoro, nella Chiesa? Qual’ è stata la tua reazione?

• Tutti e tutte abbiamo qualche autorità. Anche in una semplice conversazione tra due persone, ognuna di loro ha un certo potere, una certa autorità. Come uso il potere, come esercito l’autorità: per servire e liberare o per dominare e controllare?

5) Preghiera finale

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,

insegnami i tuoi sentieri.

Guidami nella tua verità e istruiscimi,

perché sei tu il Dio della mia salvezza,

in te ho sempre sperato. (Sal 24)

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut