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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: Matteo 11,11-15

Lectio: 
Giovedì, 14 Dicembre, 2017
2ª Settimana d'Avvento

1) Preghiera
Risveglia, o Dio, la fede del tuo popolo perché prepari le vie del tuo unico Figlio, e per il mistero della sua venuta possa servirti con la santità della vita. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
 
2) Lettura
Dal Vangelo secondo Matteo 11,11-15
In quel tempo Gesù disse alla folla: “In verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista; tuttavia il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.
Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono.
La Legge e tutti i Profeti infatti hanno profetato fino a Giovanni. E se lo volete accettare, egli è quell’Elia che deve venire. Chi ha orecchi intenda”.
 
3) Riflessione
• Nel vangelo di oggi, Gesù, dà un’opinione su Giovanni Battista. Paragonato con le persone del Vecchio Testamento, non c’è nessuno più grande di Giovanni. Giovanni è il più grande di tutti: più grande di Geremia, più grande di Abramo, più grande di Isaia! Ma paragonato con il Nuovo Testamento, Giovanni è inferiore a tutti. Il più piccolo nel Regno è più grande di Giovanni! Come capire questa qualificazione apparentemente contraddittoria che Gesù fa di Giovanni?
• Poco prima, Giovanni aveva mandato a chiedere a Gesù: “E’ il Signore o dobbiamo attenderne un altro?” (Mt 11,3). Giovanni sembrava aver dubbi rispetto a Gesù. Gesù infatti non corrispondeva all’idea che lui, Giovanni, si era fatto del messia, un giudice severo che doveva venire a realizzare il giudizio di condanna e di ira (Mt 3,7). Doveva tagliare gli alberi dalle radici (Mt 3, 10), pulire il campo e gettare il palo secco nel fuoco (Mt 3,12). Ma Gesù, invece di essere un giudice severo, è amico di tutti, “mite ed umile di cuore” (Mt 11,29), accoglie i peccatori e mangia con loro (Mc 2,16).
• Gesù risponde a Giovanni citando il profeta Isaia: “Andate a riferire a Giovanni ciò che voi udite e vedete: i ciechi recuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l’udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella, e beato colui che non si scandalizza di me!” (Mt 11,5-6; cf. Is 33,5-6;29,18). Risposta dura. Gesù manda Giovanni ad analizzare meglio le Scritture per poter cambiare la visione erronea che aveva del messia.
• Giovanni fu grande! Il maggiore di tutti! Ed il più piccolo nel Regno dei cieli è più grande di Giovanni! Giovanni è il maggiore, perché lui era l’ultimo eco del Vecchio Testamento. Fu Giovanni che, per la sua fedeltà, potè finalmente indicare il messia al popolo: “Ecco l’agnello di Dio!” (Gv 1,36), e la lunga storia iniziata con Abramo raggiunse il suo obiettivo. Ma Giovanni non fu capace di capire da solo la portata della presenza del Regno di Dio in Gesù. Lui era nel dubbio: “E’ il Signore o dobbiamo aspettare un altro?” La storia antica, essa sola, non comunica alla persona la luce sufficiente per capire tutta la novità della Buona Notizia di Dio che Gesù ci porta. Il Nuovo non entra nell’Antico. Sant’Agostino diceva: “Novum in Vetere latet, Vetus in Novo patet”, che tradotto significa: “Il Nuovo è già nascosto nel Vecchio. Ma il Vecchio rivela solo il suo pieno significato nel Nuovo”. Chi sta con Gesù e vive con lui riceve da lui una luce che dà occhi nuovi per scoprire un significato più profondo nel Vecchio. E qual’è questa novità?
• Gesù offre una chiave: “La legge e tutti i profeti infatti hanno profetato fino a Giovanni. E se lo volete accettare, egli è quell’Elia che deve venire. Chi ha orecchi, intenda!” Gesù non spiega, ma dice: “Chi ha orecchi, intenda.” Elia doveva venire per preparare la venuta del Messia e ricostruire la comunità: “Ricondurre il cuore dei genitori verso i figli ed il cuore dei figli per i genitori” (Mal 3,24). Giovanni annunciò il Messia e cercò di ricostruire la comunità (Lc 1,17). Ma gli sfuggiva il mistero più profondo della vita in comunità. Solo Gesù lo comunicò, annunciando che Dio è Padre e, quindi, siamo tutti fratelli e sorelle. Questo annuncio porta con sé una forza nuova che ci rende capaci di superare le divergenze e creare comunità.
• Sono questi i violenti che riescono a conquistare il Regno. Il Regno non è una dottrina, ma è un modo nuovo di vivere come fratelli e sorelle, a partire dall’annuncio che Gesù fa: Dio è Padre di tutti.
 
4) Per un confronto personale
• Il Regno è dei violenti, cioè, appartiene a coloro che come Gesù hanno il coraggio di creare comunità. Anche tu?
• Gesù aiutò Giovanni a capire meglio i fatti per mezzo della Bibbia. La Bibbia mi aiuta a capire meglio i fatti della mia vita?
 
5) Preghiera finale
O Dio, mio re, voglio esaltarti
e benedire il tuo nome
in eterno e per sempre.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature. (Sal 144)

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut