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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: Marco 8,34-9,1

Tempo ordinario

1) Preghiera

O Dio, che hai promesso di essere presente
in coloro che ti amano
e con cuore retto e sincero custodiscono la tua parola,
rendici degni di diventare tua stabile dimora.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

 

2) Lettura del Vangelo

Dal Vangelo secondo Marco 8,34-9,1
In quel tempo, convocata la folla insieme ai suoi discepoli, Gesù disse loro: “Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà.
Che giova infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima? E che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria anima?
Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi”.
E diceva loro: “In verità vi dico: vi sono alcuni qui presenti, che non morranno senza aver visto il regno di Dio venire con potenza”.

 

3) Riflessione

• Il vangelo di oggi parla delle condizioni necessarie per seguire Gesù. Pietro non capisce la proposta di Gesù quando parla di sofferenza e di croce. Pietro accetta Gesù Messia, ma non Messia sofferente. Dinanzi all’incomprensione di Pietro, Gesù descrive l’annuncio della Croce e spiega il significato della croce per la vita dei discepoli (Mc 8,27 a 9,1).
Contesto storico di Marco: Negli anni 70, quando Marco scrive, la situazione delle comunità non era facile. C’era molta sofferenza, c’erano molte croci. Sei anni prima, nel 64, l’imperatore Nerone aveva decretato la prima grande persecuzione, uccidendo molti cristiani. Nel 70, in Palestina, i Romani stavano distruggendo Gerusalemme. Negli altri paesi cominciava a profilarsi una tensione enorme tra giudei convertiti e giudei non convertiti. La difficoltà maggiore era la croce di Gesù. I giudei pensavano che un crocifisso non poteva essere il Messia, poiché la legge affermava che qualsiasi crocifisso doveva essere considerato un maledetto da Dio (Dt 21,22-23).
• Marco 8,34-37. Condizioni per seguire Gesù. Gesù trae le conclusioni che valgono per i discepoli, per i cristiani del tempo di Marco e per noi che viviamo oggi: Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua! In quel tempo, la croce era la pena di morte che l’Impero romano attribuiva agli emarginati. Prendere la croce e seguire Gesù voleva dire, in definitiva, accettare di essere emarginato dal sistema ingiusto che legittimava l’ingiustizia. La Croce non era frutto del fatalismo della storia, né esigenza del Padre. La Croce è la conseguenza dell’impegno liberamente assunto da Gesù per rivelare la Buona Novella di Colui che è Padre e che, quindi, tutti devono essere accettati e trattati da fratelli e sorelle. Per questo annuncio rivoluzionario, lui fu perseguitato e non ebbe paura di dare la propria vita. Non c’è prova maggiore che dare la vita per il proprio fratello. Subito dopo Marco inserisce due frasi separate dal testo.
• Marco 8,38-9,1: Due frasi: un’esigenza ed un annuncio. La prima (Mc 8,38), è l’esigenza di non vergognarsi del vangelo, ma di avere il coraggio di professarlo. La seconda (Mc 9,1), è un annuncio sulla venuta o la presenza di Gesù nei fatti della vita. Alcuni pensavano che Gesù sarebbe venuto dopo (1Ts 4,15-18). Ma di fatto Gesù era già venuto ed era presente nelle persone, soprattutto nei poveri. Ma loro non se ne rendevano conto. Gesù stesso aveva detto: “Ogni volta che hai aiutato il povero, il malato, il senza tetto, il carcerato, il pellegrino, ero io!” (cf. Mt 25,34-45)

 

4) Per un confronto personale

• Qual è la croce che pesa su di me e che rende pesante la mia vita? Come la porto?
• Guadagnare la vita o perdere la vita; guadagnare il mondo intero o perdere l’anima; vergognarsi del vangelo o professarlo pubblicamente. Come avviene questo oggi nella mia vita?

5) Preghiera finale

Beato l’uomo che teme il Signore
e trova grande gioia nei suoi comandamenti.
Potente sulla terra sarà la sua stirpe,
la discendenza dei giusti sarà benedetta. (Sal 111)

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.