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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: Marco 5,1-20

Lectio: 
Lunedì, 30 Gennaio, 2017

Tempo ordinario

1) Preghiera

Dio grande e misericordioso,
concedi a noi tuoi fedeli
di adorarti con tutta l’anima
e di amare i nostri fratelli nella carità del Cristo.
Egli è Dio, e vive e regna con te...

 

2) Lettura del Vangelo

Dal Vangelo secondo Marco 5,1-20
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero all’altra riva del mare, nella regione dei Geraseni. Come scese dalla barca, gli venne incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno spirito immondo. Egli aveva la sua dimora nei sepolcri e nessuno più riusciva a tenerlo legato neanche con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva sempre spezzato le catene e infranto i ceppi, e nessuno più riusciva a domarlo. Continuamente, notte e giorno, tra i sepolcri e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre.
Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi, e urlando a gran voce disse; “Che hai tu in comune con me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!”. Gli diceva infatti: “Esci, spirito immondo, da quest’uomo!” E gli domandò: “Come ti chiami?” “Mi chiamo Legione, gli rispose, perché siamo in molti”. E prese a scongiurarlo con insistenza perché non lo cacciasse fuori da quella regione.
Ora c’era là, sul monte, un numeroso branco di porci al pascolo. E gli spiriti lo scongiurarono: “Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi”. Glielo permise. E gli spiriti immondi uscirono ed entrarono nei porci e il branco si precipitò dal burrone nel mare; erano circa duemila e affogarono uno dopo l’altro nel mare.
I mandriani allora fuggirono, portarono la notizia in città e nella campagna e la gente si mosse a vedere che cosa fosse accaduto. Giunti che furono da Gesù, videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto tutto, spiegarono loro che cosa era accaduto all’indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio.
Mentre risaliva nella barca, quello che era stato indemoniato lo pregava di permettergli di stare con lui. Non glielo permise, ma gli disse: “Va’ nella tua casa, dai tuoi, annunzia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ti ha usato”. Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decapoli ciò che Gesù gli aveva fatto, e tutti ne erano meravigliati.

 

3) Riflessione

• Nel vangelo di oggi, meditiamo un lungo testo sull’espulsione di un demonio che si chiamava Legione e che opprimeva e maltrattava una persona. C’è oggi molta gente che si serve dei testi del vangelo sull’espulsione dei demoni per far paura agli altri. E’ un peccato! Marco fa l’opposto. Come vedremo, associa l’azione del potere del male con quattro cose: a) Con il cimitero, il luogo dei morti. La morte che uccide la vita! b) Con il porco, che era considerato un animale impuro. L’impurità che separa da Dio! c) Con il mare, che era considerato come un simbolo del caos esistente prima della creazione. Il caos che distrusse la natura. d) Con la parola Legione, nome degli eserciti dell’impero romano. L’impero che opprime e sfrutta la gente. Orbene, Gesù vince il potere del male in questi quattro punti. La vittoria di Gesù aveva una portata enorme per le comunità degli anni 70, epoca in cui Marco scrive il suo vangelo. Queste comunità vivevano perseguitate dalle legioni romane, la cui ideologia manipolava le credenze popolari relative ai demoni per far paura alla gente ed ottenerne la sottomissione!
Il potere del male opprime, maltratta ed aliena le persone. I versi iniziali descrivono la situazione della gente prima dell’arrivo di Gesù. Nel modo di descrivere il comportamento dell’indemoniato, Marco associa il potere del male al cimitero e alla morte. E’ un potere senza meta, minaccioso, senza controllo e distruttore che fa paura a tutti. Priva la persona della coscienza, di autocontrollo e di autonomia.
In presenza di Gesù il potere del male si disintegra, cade in frantumi. Nel modo di descrivere il primo contatto tra Gesù e l’uomo posseduto, Marco mette l’accento sulla sproporzione totale! Il potere, che prima sembrava molto forte, si scioglie e si frantuma davanti a Gesù. L’uomo cade in ginocchio, chiede di non essere espulso dalla regione e dice perfino il suo nome Legione. Mediante questo nome, Marco associa il potere del male al potere politico e militare dell’impero romano che dominava il mondo attraverso le sue Legioni.
Il potere del male è impuro e non ha né autonomia né consistenza. Il demonio non ha potere sui suoi movimenti. Ottiene solo di introdursi nei porci con il permesso di Gesù! Una volta che si è introdotto nei porci, questi si precipitano in mare. Erano 2000! Secondo la gente, il porco era simbolo di impurità, impurità che impediva all’essere umano di mettersi in rapporto con Dio e sentirsi accolto da Lui. Il mare era il simbolo del caos che esisteva prima della creazione e che secondo le credenze dell’epoca, minacciava la vita. Questo episodio dei porci che si precipitano in mare è strano e difficile da capire, ma il messaggio è assai chiaro: davanti a Gesù il potere del male non ha né autonomia, né consistenza. Chi crede in Gesù ha vinto già il potere del male e non deve aver paura!
La reazione della gente del luogo. Messa sull’avviso dai mandriani che si occupavano dei porci, la gente del luogo corse e vide l’uomo liberato dal potere del male ormai “sano di mente”. Ma la legione si introdusse nei porci! Per questo chiedono a Gesù di andarsene. Per loro, infatti, i porci erano più importanti dell’essere umano che era appena ritornato in sé. Oggi succede lo stesso: al sistema neoliberale importano poco le persone. Ciò che importa è il guadagno!
Annunciare la Buona Novella vuol dire annunciare “ciò che il Signore ha fatto per te!” L’uomo liberato vuole “seguire Gesù”, ma Gesù gli dice: “Va’ nella tua casa, dai tuoi, annunzia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ti ha usato”. Questa frase di Gesù, Marco la rivolge alle comunità e a tutti noi. Per la maggior parte di noi “seguire Gesù” significa: “Va’ nella tua casa, dai tuoi, annunzia loro ciò che il Signore ti ha fatto!”

 

4) Per un confronto personale

• Qual è il punto di questo testo che più ti è piaciuto o che più ti ha colpito? Perché?
• L’uomo guarito vuole seguire Gesù. Ma deve rimanere a casa e raccontare a tutti ciò che Gesù ha fatto per lui. Cos’è che Gesù ha fatto per te e che può essere raccontato agli altri?

 

5) Preghiera finale

Quanto è grande la tua bontà, Signore!
La riservi per coloro che ti temono,
ne ricolmi chi in te si rifugia
davanti agli occhi di tutti. (Sal 30)

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e servirlo fedelmente con cuore puro e retta coscienza impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l’uno all'altro.


date | by Dr. Radut