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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: Marco 10,13-16

Lectio: 
Sabato, 26 Maggio, 2018

Tempo ordinario

1) Preghiera

Il tuo aiuto, Padre misericordioso,
ci renda sempre attenti alla voce dello Spirito,
perché possiamo conoscere
ciò che è conforme alla tua volontà
e attuarlo nelle parole e nelle opere.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

2) Lettura del Vangelo

Dal Vangelo secondo Marco 10,13-16

In quel tempo, presentavano a Gesù dei bambini perché li accarezzasse, ma i discepoli li sgridavano.

Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: “Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso”.

E prendendoli fra le braccia e imponendo loro le mani, li benediceva.

3) Riflessione

• Il vangelo dell’altro ieri indicava i consigli di Gesù sulla relazione degli adulti con i piccoli e gli esclusi (Mc 9,41-50). Il vangelo di ieri indicava i consigli sulla relazione tra uomo e donna, marito e moglie (Mc 10,1-12). Il vangelo di oggi indica i consigli sulla relazione tra genitori e figli. Con i piccoli e gli esclusi Gesù chiedeva la massima accoglienza. Nella relazione uomo-donna, chiedeva la massima uguaglianza. Ora, con i figli e le loro madri, chiede la massima tenerezza.

• Marco 10,13-16: Ricevere il Regno come un bambino. Portavano i bambini da Gesù, affinché lui li toccasse. I discepoli volevano impedirglielo. Perché? Il testo non lo dice. Forse perché secondo le norme rituali dell’epoca, i bambini piccoli con le loro mamme, vivevano quasi costantemente dell’impurità legale. Toccarli voleva dire diventare impuri! Se loro toccavano Gesù, lui diventava impuro! Ma Gesù non si scomoda con queste norme rituali della purezza legale. Corregge i discepoli ed accoglie le madri con i bambini. Li tocca, li abbraccia dicendo: "Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il Regno di Dio”. E commenta: “In verità vi dico: chi non accoglie il Regno di Dio come un bambino non entrerà in esso." E poi Gesù abbraccia i bambini e li benedice, mettendo la mano su di loro. Cosa significa questa frase? (a) I bambini ricevono tutto dai genitori. Loro non riescono a meritare ciò che ricevono, ma vivono di amore gratuito. (b) I genitori ricevono i figli come un dono di Dio e li curano con tutto l’amore possibile. La preoccupazione dei genitori non è di dominare i figli, ma di amarli, educarli in modo che crescano e si realizzino!

• Un segno del Regno: Accogliere i piccoli e gli esclusi. Ci sono molti segni della presenza attuante del Regno nella vita e nell’attività di Gesù. Una di esse è il modo di accogliere i bambini ed i piccoli. Oltre all’episodio del vangelo di oggi, ci sono altri momenti di accoglienza ai piccoli e bambini:

a) Accogliere e non scandalizzare. Una delle parole più dure di Gesù è contro coloro che causano scandalo nei piccoli, cioè, che sono il motivo per cui i piccoli non credono più in Dio. Per loro è meglio avere una mola al collo ed essere gettati nel fondo del mare (Mc 9,42; Lc 17,2; Mt 18,6).

b) Identificarsi con i piccoli. Gesù abbraccia i piccoli e si identica con essi. Chi riceve un bambino "riceve me" (Mc 9,37). “Ed ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40).

c) Diventare come bambini. Gesù chiede ai discepoli di diventare come bambini ed accettare il Regno come loro. Altrimenti non è possibile entrare nel Regno (Mc 10,15; Mt 18,3; Lc 9,46-48). Rende i bambini professori degli adulti! E ciò non è una cosa normale. Generalmente facciamo il contrario.

d) Difendere il diritto che i bambini hanno di gridare. Quando Gesù, entrando nel Tempio, rovescia i tavoli dei cambiavalute, sono i bambini coloro che più gridano: “Osanna al figlio di Davide!” (Mt 21,15). Criticati dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, Gesù li difende ed in sua difesa invoca le Scritture (Mt 21,16).

e) Essere grati per il Regno presente nei piccoli. La gioia di Gesù è grande, quando percepisce che i bambini, i piccoli, capiscono le cose del Regno che lui annunciava alla gente. “Padre, io ti ringrazio!” (Mt 11,25-26) Gesù riconosce che i piccoli capiscono meglio dei dottori le cose del Regno!

f) Accogliere e curare. Sono molti i bambini ed i giovani che lui accoglie, cura o risuscita: la figlia di Giairo, di 12 anni (Mc 5,41-42), la figlia della donna cananea (Mc 7,29-30), il figlio della vedova di Naim (Lc 7, 14-15), il ragazzo epilettico (Mc 9,25-26), il figlio del Centurione (Lc 7,9-10), il figlio del funzionario pubblico (Gv 4,50), il bambino con i cinque pani ed i due pesci (Gv 6,9).

4) Per un confronto personale

• Nella nostra società e nella nostra comunità, chi sono i piccoli e gli esclusi? Come li accogliamo?

• Nella mia vita, cosa ho imparato dai bambini sul Regno di Dio?

5) Preghiera finale

Signore, a te grido, accorri in mio aiuto;
ascolta la mia voce quando t’invoco.
Come incenso salga a te la mia preghiera,
le mie mani alzate come sacrificio della sera. (Sal 140)

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut