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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: Luca 9,22-25

Lectio: 
Giovedì, 2 Marzo, 2017

Tempo di Quaresima

1) Preghiera

Ispira le nostre azioni, Signore,
e accompagnale con il tuo aiuto,
perché ogni nostra attività
abbia sempre da te il suo inizio
e in te il suo compimento.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

2) Lettura del Vangelo

Dal Vangelo secondo Luca 9,22-25

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo giorno”.

E, a tutti, diceva: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua.

Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà.

Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso?”

3) Riflessione

• Ieri abbiamo incominciato il tempo della Quaresima. Finora la liturgia quotidiana seguiva il vangelo di Marco, passo a passo. A partire da ieri fino al giorno di Pasqua la sequenza delle letture del giorno sarà data dalla tradizione antica della quaresima con le sue letture, già fisse, che ci aiuteranno ad entrare nello spirito della quaresima e della preparazione alla Pasqua. Fin dal primo giorno, la prospettiva è quella della Passione, Morte e Risurrezione e del senso che questo mistero ha per la nostra vita. E’ quanto ci viene proposto nel testo assai breve del vangelo di oggi. Il testo parla della passione, morte e risurrezione di Gesù ed afferma che seguire Gesù vuol dire caricarsi la croce dietro Gesù.

• Poco prima, in Luca 9,18-21, Gesù chiede: “Chi dice la gente che io sia?”. Loro risposero indicando le diverse opinioni: “Giovanni Battista, Elia o uno degli antichi profeti”. Dopo aver ascoltato le opinioni degli altri, Gesù chiese: “E voi, chi dite che io sia?” Pietro rispose: “Il Cristo di Dio!”, ossia il signore è colui che è atteso dalla gente! Gesù era d’accordo con Pietro, ma proibì di parlarne alla gente. Perché Gesù lo proibisce? Perché in quel tempo tutti aspettavano il messia, però ciascuno a modo suo: alcuni come re, altri come sacerdote, dottore, guerriero, giudice o profeta! Gesù pensa in modo diverso. Lui si identifica con il messia servo e sofferente, annunciato da Isaia (Is 42,1-9; 52,13-53,12).

• Il primo annuncio della passione. Gesù comincia ad insegnare che lui è il Messia Servo ed afferma che, come il Messia Servo annunciato da Isaia, presto sarà messo a morte nello svolgimento della sua missione di giustizia (Is 49,4-9; 53,1-12). Luca è solito seguire il vangelo di Marco, ma qui lui omette la reazione di Pietro che sconsigliava Gesù di pensare al messia sofferente ed omette anche la dura risposta: “Lontano da me, Satana! Perché non pensi le cose di Dio, ma degli uomini!” Satana é una parola ebraica che significa accusatore, colui che allontana gli altri dal cammino di Dio. Gesù non permette che Pietro si allontani dalla sua missione.

• Condizioni per seguire Gesù. Gesù tira conclusioni valide fino al giorno d’oggi: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua”. In quel tempo la croce era la pena di morte che l’impero romano imponeva ai criminali emarginati. Prendere la croce e caricarla dietro Gesù era lo stesso che accettare di essere emarginato dal sistema ingiusto che legittimava l’ingiustizia. Era lo stesso che rompere con il sistema. Come dice Paolo nella Lettera ai Galati: “Il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo” (Gal 6,14). La croce non è fatalismo, nemmeno è esigenza del Padre. La Croce è la conseguenza dell’impegno liberamente assunto da Gesù di rivelare la Buona Novella che Dio è Padre, e che quindi tutti e tutte dobbiamo essere accettati e trattati/e da fratelli e sorelle. A causa di questo annuncio rivoluzionario, lui fu perseguitato e non ebbe paura di dare la propria vita. Non c’è prova d’amore più grande che dare la vita per il fratello.

4) Per un confronto personale

• Tutti aspettavano il messia, ognuno a modo suo. Qual è il messia che io aspetto e che la gente di oggi aspetta?

• La condizione per seguire Gesù è la croce. Come reagisco davanti alle croci della vita?

5) Preghiera finale

Beato l’uomo che non segue il consiglio degli empi,
non indugia nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli stolti;
ma si compiace della legge del Signore,
la sua legge medita giorno e notte. (Sal 1)

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut