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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: Luca 21,12-19

Lectio: 
Mercoledì, 29 Novembre, 2017
Tempo ordinario
 
1) Preghiera
Ridesta, Signore, la volontà dei tuoi fedeli
perché, collaborando con impegno alla tua opera
di salvezza,
ottengano in misura sempre più abbondante
i doni della tua misericordia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
 
2) Lettura
Dal Vangelo secondo Luca 21,12-19
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome. Questo vi darà occasione di render testimonianza.
Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e metteranno a morte alcuni di voi; sarete odiati da tutti per causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo perirà.
Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime”.
 
3) Riflessione
• Nel vangelo di oggi, che è il seguito del discorso iniziato ieri, Gesù enumera diversi segni per aiutare le comunità a collocarsi nei fatti e a non perdere la fede in Dio, né il coraggio di resistere agli assalti dell’ impero romano. Ripetiamo i primi cinque segnali del vangelo di ieri:
1º segnale: i falsi messia (Lc 21,8);
2º segnale: guerra e rivoluzioni (Lc 21,9);
3º segnale: nazioni che lottano contro altre nazioni, un regno contro un altro regno (Lc 21,10);
4º segnale: terremoti in diversi luoghi (Lc 21,11);
5º segnale: fame, peste e segni nel cielo (Lc 21,11);
Fino a qui il vangelo di ieri. Ora, nel vangelo di oggi, aggiunge un segnale:
6º segnale: la persecuzione dei cristiani (Lc 21,12-19)
• Luca 21,12. Il sesto della persecuzione. Varie volte, nei pochi anni che passò tra di noi, Gesù aveva avvisato i discepoli che sarebbero stati perseguitati. Qui, nell’ultimo discorso, ripete lo stesso avviso e fa sapere che la persecuzione deve essere presa in considerazione nel discernere i segni dei tempi: “Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a governanti, a causa del mio nome”. E di questi avvenimenti, apparentemente così negativi Gesù aveva detto: “Non vi terrorizzate. Devono infatti accadere queste cose, ma non sarà subito la fine." (Lc 21,9). Ed il vangelo di Marco aggiunge che tutti questi segnali sono "appena l’inizio dei dolori di parto!" (Mc 13,8). Ora, i dolori del parto, pur essendo molto dolorosi per la madre, non sono segno di morte, bensì di vita! Non sono motivo di timore, bensì di speranza! Questo modo di leggere i fatti porta tranquillità alle comunità perseguitate. Così, leggendo o udendo questi segni, profetizzati da Gesù nell’anno 33, i lettori di Luca degli anni ottanta potevano concludere: "Tutte queste cose avvengono già secondo il piano previsto ed annunciato da Gesù! Quindi la storia non è scappata dalle mani di Dio! Dio è con noi!"
• Luca 21,13-15: La missione dei cristiani in epoca di persecuzione. La persecuzione non è una fatalità, né può essere motivo di scoraggiamento o di disperazione, ma deve essere considerata come una possibilità, offerta da Dio, in modo che le comunità svolgano la missione di testimoniare la Buona Novella di Dio. Gesù dice: “Questo vi darà occasione di render testimonianza. Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere”. Per mezzo di questa affermazione, Gesù incoraggia i cristiani perseguitati che vivevano nell’angoscia. Fa loro sapere che, anche se perseguitati, loro avevano una missione da svolgere, cioè: rendere testimonio della Buona Novella di Dio ed essere così segno del Regno (At 1,8). La testimonianza coraggiosa porterebbe la gente a ripetere ciò che dicevano i maghi in Egitto davanti ai segni e ad avere coraggio come Mosè e Aronne: “Qui c’è il dito di Dio” (Es 8,15). Conclusione: se le comunità non devono preoccuparsi, se tutto sta nelle mani di Dio, se tutto era già previsto da Dio, se tutto non è altro che un dolore da parto, allora non c’è motivo di preoccuparsi.
• Luca 21,16-17: Persecuzione fin dentro la propria famiglia. “Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e metteranno a morte alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome”. La persecuzione non viene solo dal di fuori, dall’impero, ma anche dal di dentro, dalla propria famiglia. In una stessa famiglia, alcuni accettavano la Buona Notizia, altri no. L’annuncio della Buona Novella causava divisioni all’interno delle famiglie. C’erano perfino persone che, basandosi sulla Legge di Dio, denunciavano ed uccidevano i loro familiari che si dichiaravano seguaci di Gesù (Dt 13,7-12).
• Luca 21,18-19: La fonte di speranza e di resistenza. “Ma nemmeno un capello del vostro capo perirà. Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime!" Questa osservazione finale di Gesù ricorda l’altra parola che Gesù aveva detto: “Ma nemmeno un capello del vostro capo perirà!” (Lc 21,18). Questo paragone era una chiamata forte a non perdere la fede e a continuare rettamente nella comunità. E conferma ciò che Gesù aveva detto in un’altra occasione: Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà” (Lc 9,24).
 
4) Per un confronto personale
• Come sei solito/a leggere le tappe della storia della tua vita o del tuo paese?
• Guardando la storia dell’umanità degli ultimi anni, in te la speranza è diminuita o aumentata?
 
5) Preghiera finale
Il Signore ha manifestato la sua salvezza,
agli occhi dei popoli ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele. (Sal 97)
 

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut