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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: Luca 19,45-48

Lectio: 
Venerdì, 24 Novembre, 2017
Tempo ordinario
 
1) Preghiera
Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio,
perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene,
possiamo avere felicità piena e duratura.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
 
2) Lettura
Dal Vangelo secondo Luca 19,45-48
In quel tempo, Gesù entrato nel tempio, cominciò a scacciare i venditori, dicendo: “Sta scritto: ‘‘La mia casa sarà casa di preghiera. Ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri!’’”.
Ogni giorno insegnava nel tempio. I sommi sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo perire e così anche i notabili del popolo; ma non sapevano come fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue parole.
 
3) Riflessione
• Contesto. Luca dopo aver descritto la salita di Gesù a Gerusalemme (17,11-19,28) lo presenta ora mentre svolge la sua azione nel contesto del tempio. Dopo l’ingresso in Gerusalemme dell’inviato del Signore passando per la porta d’oriente (19,45), il tempio diventa il primo luogo dove Gesù svolge la sua azione: le controversie che vengono narrate avvengono all’interno di questo luogo e ad esso si riferiscono. L’andata di Gesù al tempio non è solo una fatto personale ma riguarda anche la «moltitudine dei discepoli» (v.37) sul loro rapporto con Dio (vv.31-34). Luca, riporta, innanzitutto, un primo episodio in cui vengono presentati i preparativi per l’ingresso di Gesù nel tempio (vv.29-36) e la loro realizzazione (vv.37-40); segue poi una scena in cui viene mostrato Gesù che piange sulla città (vv.41-44); mentre nella scena che segue troviamo il brano della nostra liturgia odierna: il suo insediamento nel tempio e la cacciata dei venditori (vv. 45-48).
• Il gesto di Gesù. Non ha un valore politico ma un significato profetico. Al lettore sembra che la meta del grande viaggio di Gesù a Gerusalemme il suo ingresso nel tempio. È evidente il richiamo alla profezia di Malachia e la compimento nell’ingresso di Gesù nel tempio: «E subito entrerà nel suo tempio il Signore, che voi cercate…» (3,1). Il gesto di cacciare dal tempio i venditori viene accompagnato da Gesù da due riferimenti alla Scrittura.  Innanzitutto Is 56,7: «La mia casa sarà casa di preghiera». Il tempio è il luogo in cui Gesù si rivolge al Padre. L’attività commerciale e affaristica ha reso il tempio un covo di ladri e lo ha privato della sua unica ed esclusiva funzione: l’incontro con la presenza di Dio. Il secondo riferimento scritturistico:  è attinto da Ger 7,11: «Forse per voi è un covo di ladri questo tempio sul quale è invocato il mio nome?». L’immagine del covo dei ladri serve a Gesù per condannare il traffico materiale in senso lato e non solo disonesti traffici del commercio che in modo nascosto e illegale si compivano nel tempio. Gesù esige un cambiamento di rotta: purificare il tempio da tutte quelle negatività umane e riportarlo alla sua funzione originaria: rendere un autentico servizio a Dio.  E cacciandoli tali impostori del commercio si realizza la profezia di Zaccaria: «In quel giorno non vi sarà neppure un mercante nella casa del Signore degli eserciti» (14,21). Questo pronunciamento di Gesù sul tempio non è orientato a una restaurazione della purezza del culto, come era nell’intenzione dei zeloti. L’intenzione di Gesù và al di là della purità del culto, è più radica, intransigente: il tempio non un’opera realizzata dallo sforzo umano; la presenza di Dio non è legata al suo aspetto materiale; l’autentico servizio a Dio lo realizza Gesù nel suo insegnamento. A motivo di questa predicazione «i sommi sacerdoti e gli scribi cercavano di prenderlo, e anche i notabili del popolo» (v.47). All’interno di questo spazio temporale del tempio Gesù svolge un insegnamento altamente significativo, anzi è proprio in questo luogo così fondamentale per i giudei che il suo insegnamento raggiunge il vertice e sarà da qui che partirà la parola degli apostoli (Atti 5,12.20.25.42). La diffusione della Parola di grazia di cui Gesù è l’unico portatore si distende come un arco che inizia con la sua opposizione, ancora dodicenne nel tempio fra i Dottori della legge; si prolunga con il suo insegnamento nell’attraversare la Galilea e durane il cammino verso Gerusalemme; fino all’entrata nel tempio dove prende possesso della casa di Dio.  In questo luogo vengono poste le basi per la futura missione della chiesa: la diffusione della parola di Dio. I capi del popolo non intendono sopprimere Gesù per aver rovinato l’andamento degli affari economici del tempio ma i motivi risalgono a tutta la sua precedente attività di insegnamento e che ora si agiscono nel suo discorso contro il tempio.  Gesù rivendica qualcosa e questo scatena la reazione dei sommi sacerdoti e degli scribi. In contrasto con questo atteggiamento ostile si profila quello positivo del popolo che «pende dalle sue labbra». Gesù è visto come il messia che raduna intorno a sé con la sua Parola di grazia il popolo di Dio.
 
4) Per un confronto personale
• La tua preghiera al Signore consiste in un rapporto semplice da padre a figlio in cui trovare tutta la forza per comunicare con Dio oppure è accompagnata da usanze e pratiche per propiziarti la sua benevolenza?
• Quando ascolti la parola di Gesù ti senti rapito dal suo insegnamento come le folle che pendevano dalle sue labbra? Ovvero presti la dovuta attenzione all’ascolto del Vangelo e aderisci a Cristo?
 
5) Preghiera finale
La legge della tua bocca mi è preziosa
più di mille pezzi d’oro e d’argento.
Quanto sono dolci al mio palato le tue parole:
più del miele per la mia bocca.  (Sal 118)
 

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut