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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: Luca 12,39-48

Lectio: 
Mercoledì, 25 Ottobre, 2017
Tempo ordinario
 
1) Preghiera
Dio onnipotente ed eterno,
crea in noi un cuore generoso e fedele,
perché possiamo sempre servirti con lealtà
e purezza di spirito.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
 
2) Lettura del Vangelo
Dal Vangelo secondo Luca 12,39-48
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Sappiate bene questo: se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti, perché il Figlio dell’uomo verrà nell’ora che non pensate”.
Allora Pietro disse: “Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?”
Il Signore rispose: “Qual è dunque l’amministratore fedele e saggio, che il Signore porrà a capo della sua servitù, per distribuire a tempo debito la razione di cibo?
Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà al suo lavoro. In verità vi dico, lo metterà a capo di tutti i suoi averi. Ma se quel servo dicesse in cuor suo: Il padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà nel giorno in cui meno se l’aspetta e in un’ora che non sa, e lo punirà con rigore, assegnandogli il posto fra gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più”.
 
3) Riflessione
• Il vangelo di oggi ci presenta di nuovo l’esortazione alla vigilanza con altre due parabole. Ieri la parabola del padrone e del servo (Lc 12,36-38). Oggi la prima parabola è quella del padrone di casa e del ladrone (Lc 12,39-40) e l’altra parla del proprietario e dell’amministratore (Lc 12,41-47).
• Luca 12,39-40: La parabola del padrone di casa e del ladrone. “Sappiate bene questo: se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti, perché il Figlio dell’uomo verrà nell’ora che non pensate”. Così come il padrone di casa non sa a che ora arriva il ladrone, così nessuno sa l’ora dell’arrivo del Figlio dell’Uomo. Gesù lo dice ben chiaro: "Quanto poi a quel giorno o a quell’ora, nessuno li conosce, neanche gli angeli nel cielo, e neppure il Figlio, ma solo il Padre!" (Mc 13,32). Oggi, molta gente vive con la preoccupazione della fine del mondo. Per le strade delle città, si vede scritto sui muri: Gesù ritornerà! C’è perfino gente che angosciata dall’imminenza della fine del mondo, si toglie la vita. Ma il tempo passa e la fine del mondo non arriva! Molte volte, l’affermazione “Gesù ritornerà” viene usata per fare paura alle persone e per obbligarle a frequentare una determinata chiesa! Dopo tanta attesa e speculazione attorno alla venuta di Gesù, molta gente non ne percepisce più la presenza in mezzo a noi, nelle cose più comuni della vita, nelle vicende di tutti i giorni. Perché ciò che importa non è sapere l’ora della fine del mondo, ma avere uno sguardo capace di percepire la venuta di Gesù già presente in mezzo a noi nella persona del povero (cf Mt 25,40) ed in tanti altri modi ed avvenimenti della vita di ogni giorno.
• Luca 12,41: La domanda di Pietro. “Allora Pietro disse a Gesù: "Signore, questa parabola la dici per noi o per tutti?" Non si capisce bene il perché di questa domanda da parte di Pietro. Evoca un altro episodio, in cui Gesù risponde ad una domanda simile dicendo: “A voi è dato di conoscere il mistero del Regno di Dio, ma a loro solo in parabole” (Mt 13,10-11; Lc 8,9-10).
• Luca 12,42-48ª: La parabola del proprietario e dell’amministratore. Nella risposta alla domanda di Pietro, Gesù formula un’altra domanda in forma di parabola: “Qual è dunque l’amministratore fedele e saggio, che il Signore porrà a capo della sua servitù, per distribuire a tempo debito la razione di cibo?” Subito dopo, Gesù stesso, nella parabola dà la risposta: il buon amministratore è colui che svolge la sua missione di servo, non si serve dei beni ricevuti a suo vantaggio, ed è sempre vigilante ed attento. Forse è una risposta indiretta alla domanda di Pietro, come se dicesse: “Pietro, la parabola è veramente per te! Spetta a te saper amministrare bene la missione che Dio ti ha dato: coordinare le comunità. In questo senso, la risposta vale anche per ognuno di noi. E qui acquista molto senso l’avvertenza finale: “A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più”.
• La venuta del Figlio dell’Uomo e la fine di questo mondo. La stessa problematica c’era nelle comunità cristiane dei primi secoli. Molta gente delle comunità diceva che la fine di questo mondo era vicina e che Gesù sarebbe ritornato dopo. Alcuni della comunità di Tessalonica in Grecia, appoggiandosi alla predicazione di Paolo, dicevano: “Gesù ritornerà!” (1 Ts 4,13-18; 2 Ts 2,2). Per questo, c’erano perfino persone che non lavoravano più, perché pensavano che la venuta fosse cosa di pochi giorni o di settimane. Lavorare perché, se Gesù sarebbe ritornato? (cf 2Ts 3,11). Paolo risponde che non era così semplice come sembrava. E avvisava coloro che non lavoravano: “Chi non lavora non ha il diritto di mangiare!” Altri rimanevano a guardare il cielo, aspettando il ritorno di Gesù sulle nuvole (cf At 1,11). Ad altri l’attesa non piaceva (2Pt 3,4-9). In generale i cristiani vivevano nell’aspettativa della venuta imminente di Gesù. Gesù sarebbe venuto a compiere il Giudizio Finale per porre fine alla storia ingiusta del mondo di quaggiù ed inaugurare una nuova fase della storia, la fase definitiva del Nuovo Cielo e della Nuova Terra. Pensavano che ciò sarebbe successo dopo una o due generazioni. Molta gente sarebbe stata ancora viva quando Gesù fosse apparso glorioso nel cielo (1Ts 4,16-17; Mc 9,1). Altri, stanchi di aspettare, dicevano: “Non ritornerà mai più! (2 Pd 3,4). Ad oggi, il ritorno finale di Gesù non è ancora avvenuto! Come capire questo ritardo? Non ci rendiamo conto che Gesù è già tornato, ed è in mezzo a noi: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo." (Mt 28,20). Lui è già accanto a noi nella lotta per la giustizia, per la pace e per la vita. La pienezza non è giunta, ma una evidenza o certezza del Regno è già in mezzo a noi. Per questo, aspettiamo con ferma speranza la liberazione totale dell’umanità e della natura (Rom 8,22-25). E quando aspettiamo e lottiamo, diciamo a ragione: “E’ già in mezzo a noi!” (Mt 25,40).
 
4) Per un confronto personale
• La risposta di Gesù a Pietro serve anche a noi, anche a me. Sono un buon amministratore, una buona amministratrice della missione che ho ricevuto?
• Come faccio per essere sempre vigile?
 
5) Preghiera finale
Dal sorgere del sole al suo tramonto
sia lodato il nome del Signore.
Su tutti i popoli eccelso è il Signore,
più alta dei cieli è la sua gloria. (Sal 112)
 

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut