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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: Luca 12,1-7

Lectio: 
Venerdì, 20 Ottobre, 2017
Tempo ordinario
 
1) Preghiera
Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia,
Signore,
perché, sorretti dal tuo paterno aiuto,
non ci stanchiamo mai di operare il bene.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
 
2) Lettura del Vangelo
Dal Vangelo secondo Luca 12,1-7
In quel tempo, radunatesi migliaia di persone a tal punto che si calpestavano a vicenda, Gesù cominciò a dire anzitutto ai discepoli: “Guardatevi dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Pertanto ciò che avrete detto nelle tenebre, sarà udito in piena luce; e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne, sarà annunziato sui tetti.
A voi miei amici, dico: Non temete coloro che uccidono il corpo e dopo non possono far più nulla. Vi mostrerò invece chi dovete temere: temete Colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geenna. Sì, ve lo dico, temete Costui.
Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete, voi valete più di molti passeri”.
 
3) Riflessione
• Il vangelo di oggi ci presenta un’ultima critica di Gesù contro le autorità religiose del suo tempo.
• Luca 12,1ª: A migliaia cercano Gesù. “In quel tempo, radunatesi migliaia di persone a tal punto che si calpestavano a vicenda”. Questa frase lascia intravedere l’enorme popolarità di Gesù e la voglia della gente di incontrarsi con lui (cf. Mc 6,31; Mt 13,2). Fa vedere anche l’abbandono in cui si trovava la gente. “Sono come pecore senza pastore”, diceva Gesù in un’altra occasione quando vide la moltitudine avvicinarsi a lui per ascoltare la sua parola (Mc 6,34).
• Luca 12,1b: Attenzione all’ipocrisia. “Gesù cominciò a parlare, prima ai suoi discepoli: "Guardatevi dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia.” Marco parlava già di lievito dei farisei e degli erodiani e suggeriva che si trattava della mentalità o dell’ideologia dominante dell’epoca che aspettava un messia glorioso e potente. (Mc 8,15; 8,31-33). In questo testo, Luca identifica il lievito dei farisei con l’ipocrisia. L’ipocrisia è un atteggiamento che rovescia i valori. Nasconde la verità. Mostra una bella maschera che nasconde e trucca ciò che di putrido c’è dentro. In questo caso, l’ipocrisia era la maschera apparente della fedeltà massima alla parola di Dio che nascondeva la contraddizione della loro vita. Gesù vuole il contrario. Vuole la coerenza non ciò che rimane nascosto.
• Luca 12,2-3: Ciò che è nascosto sarà rivelato. “Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto.. Pertanto ciò che avrete detto nelle tenebre, sarà udito in piena luce; e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne, sarà annunziato sui tetti." E’ la seconda volta che Luca parla di questo tema (cf. Lc 8,17). Invece dell’ipocrisia dei farisei che nasconde la verità, i discepoli devono essere sinceri. Non devono aver paura della verità. Gesù li invita a condividere con gli altri gli insegnamenti che impararono da lui. I discepoli non possono custodirli per sé, ma devono divulgarli. Un giorno, le maschere cadranno completamente e tutto sarà rivelato con chiarezza, e sarà proclamato sui tetti. (Mt 10,26-27).
• Luca 12,4-5: Non avere paura. “Sì, ve lo dico. Non temete coloro che uccidono il corpo e dopo non possono far più nulla. Vi mostrerò invece chi dovete temere: temete Colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geenna. Sì, ve lo dico, temete Costui. Qui Gesù si rivolge ai suoi amici, i discepoli e le discepole. Loro non devono aver paura di coloro che uccidono il corpo, che torturano, che calpestano e fanno soffrire. I torturatori possono uccidere il corpo, ma non possono uccidere la libertà e lo spirito. Devono aver paura, questo sì, che il timore della sofferenza li porti a nascondere o a negare la verità e quindi li spinga ad offendere Dio. Poiché chi si allontana da Dio si perde per sempre.
• Luca 12,6-7: Voi valete più di molti passeri. “Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete, voi valete più di molti passeri”. I discepoli non devono aver paura di nulla, perché sono nelle mani di Dio. Gesù ordina di guardare i passeri. Due passeri si vendono per pochi centesimi e nessuno di loro cade in terra senza il consenso del Padre. Perfino i capelli della testa sono contati. Luca dice che non cade nessun capello senza il permesso del Padre (Lc 21,18). E ne cadono tanti di capelli! Per questo,“Non temete, voi valete più di molti passeri”. E’ questa la lezione che Gesù trae dalla contemplazione della natura. (cf Mt 10,29-31)
• La contemplazione della natura. Nel Discorso della Montagna, il messaggio più importante Gesù lo trae dalla contemplazione della natura. Lui dice: "Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste" (Mt 5,43-45.48). L’osservazione del ritmo del sole e della pioggia portano Gesù a questa affermazione rivoluzionaria: “Amate i vostri nemici.” La stessa cosa è valida per l’invito a guardare i fiori del campo e gli uccelli del cielo (Mt 6,25-30). Questo atteggiamento contemplativo sorprendente dinanzi alla natura portò Gesù a criticare verità apparentemente eterne. Sei volte di seguito lui ha il coraggio di correggere pubblicamente la Legge di Dio: “E’ stato detto, ma io vi dico...”. La scoperta fatta nella contemplazione rinnovata della natura diventa per lui una luce molto importante per rileggere la storia con uno sguardo diverso, e scoprire luci che prima non erano percepite. Oggi è in corso una nuova visione dell’universo. Le scoperte della scienza rispetto all’immensità del macro-cosmo e del micro-cosmo stanno diventando sorgente di una nuova contemplazione dell’universo. Si cominciano a criticare molte verità apparentemente eterne.
 
4) Per un confronto personale
• Ciò che è nascosto sarà rivelato. C’è in me qualcosa cha ho paura sia rivelato?
• La contemplazione dei passeri e delle cose della natura portarono Gesù ad atteggiamenti nuovi e sorprendenti che rivelano la bontà gratuita di Dio. Sono solito/a contemplare la natura?
 
5) Preghiera finale
Retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama il diritto e la giustizia,
della sua grazia è piena la terra. (Sal 32)
 

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut