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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: Luca 11,37-41

Lectio: 
Martedì, 17 Ottobre, 2017
Tempo ordinario
 
1) Preghiera
Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia,
Signore,
perché, sorretti dal tuo paterno aiuto,
non ci stanchiamo mai di operare il bene.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
 
2) Lettura del Vangelo
Dal Vangelo secondo Luca 11,37-41
In quel tempo, dopo che Gesù ebbe finito di parlare, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli entrò e si mise a tavola. Il fariseo si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo.
Allora il Signore gli disse: “Voi farisei purificate l’esterno della coppa e del piatto, ma il vostro interno è pieno di rapina e di iniquità. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Piuttosto date in elemosina quel che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà mondo”.
 
3) Riflessione
• Nel vangelo di oggi continua il rapporto teso tra Gesù e le autorità religiose del suo tempo. Ma nonostante la tensione c’era anche una certa familiarità tra Gesù ed i farisei. Invitato a mangiare a casa loro, Gesù accetta l’invito. Non perde la libertà davanti a loro, né i farisei davanti a Gesù.
• Luca 11,37-38: L’ammirazione del fariseo dinanzi alla libertà di Gesù. “In quel tempo, dopo che Gesù ebbe finito di parlare, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli entrò e si mise a tavola. Il fariseo si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo”. Gesù accetta l’invito a pranzo a casa del fariseo, ma non cambia il suo modo di agire, sedendosi a tavola senza lavarsi le mani. Ma nemmeno il fariseo cambia il suo atteggiamento davanti a Gesù, poiché esprime la sua ammirazione per il fatto che Gesù non si lava le mani. A quel tempo, lavarsi le mani prima del pasto era un obbligo religioso, imposto alla gente in nome della purezza, voluta dalla legge di Dio. Il fariseo rimase meravigliato dal fatto che Gesù non osservasse questa norma religiosa. Ma malgrado la loro totale diversità, il fariseo e Gesù hanno qualcosa in comune: per loro la vita è seria. Il modo di fare dei farisei era il seguente: ogni giorno, dedicavano otto ore allo studio ed alla meditazione della legge di Dio, altre otto ore al lavoro per poter sopravvivere con la famiglia ed otto ore al riposo. Questa testimonianza seria della loro vita dà loro una grande leadership popolare. Forse per questo, malgrado il fatto di essere totalmente diversi, i due, Gesù e i farisei, si capivano e si criticavano a vicenda, senza perdere la possibilità del dialogo.
• Luca 11,39-41: La risposta di Gesù. “Voi farisei purificate l’esterno della coppa e del piatto, ma il vostro interno è pieno di rapina e di iniquità. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Piuttosto date in elemosina quel che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà mondo”. I farisei osservavano la legge alla lettera. Guardavano solo la scrittura e per questo erano incapaci di percepire lo spirito della legge, l’obiettivo che l’osservanza della legge voleva raggiungere nella vita delle persone. Per esempio, nella legge c’era scritto: “Ama il prossimo tuo come te stesso” (Lv 19,18). E loro commentavano: “Dobbiamo amare il prossimo, sì, ma solo il prossimo, non gli altri!” E da lì nasceva la discussione attorno alla questione: “Chi è il mio prossimo?” (Lc 10,29) L’apostolo Paolo scrive nella sua seconda lettera ai Corinzi: “La lettera uccide, lo spirito dà vita” (3,6). Nel Discorso della Montagna, Gesù critica coloro che osservano la lettera della legge però ne trasgrediscono lo spirito (Mt 5,20). Per essere fedeli a ciò che Dio ci chiede non basta osservare letteralmente la legge. Sarebbe la stessa cosa che pulire il bicchiere all’esterno e lasciare la parte dentro piena di sporcizia: rapina e iniquità. Non basta non uccidere, non rubare, non commettere adulterio, non giurare. Osserva solo pienamente la legge di Dio colui che, oltre ciò che legge, va fino alla radice e strappa dal di dentro i desideri di “rapina ed iniquità” che possono portare all’assassinio, alla rapina, all’adulterio. E’ nella pratica dell’amore che si compie la pienezza della legge (cf. Mt 5,21-48).
 
4) Per un confronto personale
• La nostra Chiesa merita oggi questa accusa di Gesù contro gli scribi ed i farisei? Io la merito?
• Rispettare la serietà di vita di coloro che pensano in modo diverso da noi può facilitare il dialogo oggi così necessario e difficile. Come pratico il dialogo in famiglia, nel lavoro ed in comunità?
 
5) Preghiera finale
Venga a me, Signore, la tua grazia,
la tua salvezza secondo la tua promessa.
Non togliere mai dalla mia bocca la parola vera,
perché confido nei tuoi giudizi. (Sal 118)
 

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut