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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: Luca 11,29-32

Lectio: 
Mercoledì, 8 Marzo, 2017

Tempo di Quaresima

1) Preghiera

Guarda, o Padre, il popolo a te consacrato,
e fa’ che mortificando il corpo con l’astinenza
si rinnovi nello spirito
con il frutto delle buone opere.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

2) Lettura

Dal Vangelo secondo Luca 11,29-32

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: “Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato nessun segno fuorché il segno di Giona. Poiché come Giona fu un segno per quelli di Ninive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.

La regina del sud sorgerà nel giudizio insieme con gli uomini di questa generazione e li condannerà; perché essa venne dalle estremità della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, ben più di Salomone c’è qui.

Quelli di Ninive sorgeranno nel giudizio insieme con questa generazione e la condanneranno; perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, ben più di Giona c’è qui”.

3) Riflessione

• Siamo in tempo di quaresima. La liturgia ci presenta testi che possono aiutarci a convertirci e a mutare vita. Ciò che maggiormente aiuta nella conversione sono i fatti della storia del popolo di Dio. Nel vangelo di oggi, Gesù riporta due episodi del passato: Giona e la regina di Saba, e lo trasforma in specchio in modo da scoprire in essi la chiamata di Dio alla conversione.

• Luca 11,29: La generazione malvagia che chiede un segno. Gesù chiama malvagia la generazione, perché non vuole credere in Gesù e continua a chiedere segnali che possano indicare che Gesù è inviato dal Padre. Ma Gesù rifiuta di dare questi segni, perché, in definitiva, se chiedono un segno è perché non credono. L’unico segno che sarà dato è quello di Giona.

• Luca 11,30: Il segno di Giona. Il segno di Giona ha due aspetti. Il primo è quanto afferma il testo di Luca nel vangelo di oggi. Giona è stato un segnale per la gente di Ninive mediante la sua predicazione. Ascoltando Giona, il popolo si convertì. Così pure la predicazione di Gesù era un segno per la sua gente, ma la gente non dava segni di conversione. L’altro aspetto è quello che afferma il vangelo di Matteo citando lo stesso episodio: “Così come Giona passò tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così anche il Figlio dell’Uomo passerà tre giorni e tre notti nel seno della terra” (Mt 12,40). Quando Giona fu sputato sulla spiaggia, andò ad annunciare la parola di Dio alla gente di Ninive. Così pure, dopo la morte e risurrezione il terzo giorno, la Buona Novella sarà annunciata al popolo della Giudea.

• Luca 11,31: La Regina di Saba. Gesù evoca a continuazione la storia della Regina di Saba che venne da lontano a trovare Salomone e ad imparare dalla sua saggezza (cf. 1Re 10,1-10). E per due volte Gesù afferma: “Ed ecco ben più di Salomone c’è qui”. “Ed ecco ben più di Giona c’è qui”.

• Un aspetto molto importante presente nella discussione tra Gesù e i capi del suo popolo è il modo diverso in cui Gesù ed i suoi avversari si pongono dinanzi a Dio. Il libro di Giona è una parabola, che critica la mentalità di coloro che volevano Dio solo per i giudei. Nella storia di Giona, i pagani si convertirono ascoltando la predicazione di Giona e Dio li accolse nella sua bontà e non distrusse la città. Quando vide che Dio accolse la gente di Ninive e non distrusse la città «Giona ne provò grande dispiacere e ne fu indispettito. Pregò il Signore: “Signore non era forse questo che dicevo quand’ero nel mio paese? Per ciò mi affrettai a fuggire a Tarso; perché so che tu sei un Dio misericordioso e clemente, longanime, di grande amore e che ti lasci impietosire riguardo al male minacciato. Or dunque, Signore, toglimi la vita, perché meglio è per me morire che vivere”!» (Giona 4,1-3). Per questo, Giona era un segno per i giudei del tempo di Gesù e continua ad esserlo per noi cristiani. Poi, in modo impercettibile, così come in Giona, anche in noi spunta una mentalità secondo cui noi cristiani avremmo una specie di monopolio su Dio e tutti gli altri devono diventare cristiani. Questo sarebbe proselitismo. Gesù non chiede che tutti siano cristiani. Lui vuole che tutti siano discepoli (Mt 28,19), cioè, che siano persone che come lui irradino ed annuncino la Buona Novella dell’amore di Dio per tutti i popoli (Mc 16,15).

4) Per un confronto personale

• Quaresima, tempo di conversione. Cosa deve cambiare nell’immagine che ho di Dio? Sono come Giona o come Gesù?

• Su che cosa si basa la mia fede? Sui segni o sulla parola di Gesù?

5) Preghiera finale

Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non respingermi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito. (Sal 50)

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut