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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: Luca 11, 14-23

Lectio: 
Giovedì, 23 Marzo, 2017

Tempo di Quaresima

1) Preghiera

Dio grande e misericordioso,
quanto più si avvicina la festa della nostra redenzione,
tanto più cresca in noi il fervore
per celebrare santamente la Pasqua del tuo Figlio.
Egli è Dio e vive e regna con te...

2) Lettura del Vangelo

Dal Vangelo secondo Luca 11,14-23

In quel tempo, Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle rimasero meravigliate. Ma alcuni dissero: “È in nome di Beelzebul, capo dei demoni, che egli scaccia i demoni”. Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.

Egli, conoscendo i loro pensieri, disse: “Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demoni in nome di Beelzebul. Ma se io scaccio i demoni in nome di Beelzebul, i vostri discepoli in nome di chi li scacciano? Perciò essi stessi saranno i vostri giudici. Se invece io scaccio i demoni con il dito di Dio, è dunque giunto a voi il regno di Dio.

Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, tutti i suoi beni stanno al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via l’armatura nella quale confidava e ne distribuisce il bottino.

Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde”.

3) Riflessione

• Il Vangelo di oggi è di Luca (Lc 11,14-23). Il testo parallelo di Marco (Mc 3,22-27) è stato già meditato alla fine di gennaio.

• Luca 11,14-16: Le diverse reazioni dinanzi all’espulsione di un demonio. Gesù aveva scacciato un demonio che era muto. L’espulsione produce due reazioni diverse. Da un lato, la moltitudine delle persone che rimangono ammirate e meravigliate. La gente accetta Gesù e crede in lui. Dall’altro, coloro che non accettano Gesù e non credono in lui. Tra questi ultimi, alcuni dicevano che Gesù scacciava i demoni in nome di Beelzebul, il principe dei demoni, e gli altri volevano un segno del cielo. Marco informa che si trattava di scribi venuti da Gerusalemme (Mc 3,22), che non erano d’accordo con la libertà di Gesù. Volevano difendere la Tradizione contro le novità di Gesù.

• Luca 11,17-22: La risposta di Gesù è divisa in tre parti:

1ª parte: Paragone del regno diviso (vv. 17-18ª). Gesù denuncia l’assurdità della calunnia degli scribi. Dire che lui scaccia i demoni con l’aiuto del principe dei demoni vuol dire negare l’evidenza. E’ la stessa cosa che dire che l’acqua è secca, e che il sole è oscurità. I dottori di Gerusalemme lo calunniavano, perché non sapevano spiegare i benefici che Gesù compiva nei riguardi della gente. Avevano paura di perdere il comando. Si sentivano minacciati nella loro autorità dinanzi alla gente.

2ª parte: perché espellono i vostri figli? (vv.18b-20) Gesù provoca gli accusatori e chiede: “Ma se io scaccio i demoni in nome di Beelzebul, i vostri discepoli in nome di chi li scacciano?” Che rispondano e si spieghino! Se io espello il demonio con il dito di Dio, è dunque giunto a voi il Regno di Dio!”

3ª parte: quando arriva il più forte, lui vince il forte (vv.21-22). Gesù paragona il demonio ad un uomo forte. Nessuno, se non una persona più forte, può rubare in casa di un uomo forte: Gesù è il più forte. Per questo riesce ad entrare in casa e ad afferrare l’uomo forte. Riesce a scacciare i demoni. Gesù afferra l’uomo forte ed ora ruba nella casa, cioè, libera le persone che erano sotto il potere del male. Il profeta Isaia aveva usato questo stesso paragone per descrivere la venuta del messia (Is 49,24-25). Per questo Luca dice che l’espulsione del demonio è un segnale evidente che il Regno di Dio è giunto.

• Luca 11,23: Chi non è con me è contro di me. Gesù termina la sua risposta con questa frase: “Chi non è con me, è contro di me. E chi non raccoglie con me, disperde”. In un’altra occasione, anche a proposito di un’espulsione del demonio, i discepoli impediranno ad un uomo di usare il nome di Gesù per scacciare un demonio, perché non era del loro gruppo. Gesù rispose: “Non glielo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi!” (Lc 9,50). Sembrano due frasi contraddittorie, ma non lo sono. La frase del vangelo di oggi è detta contro i nemici che hanno un preconcetto contro Gesù: “Chi non è con me, è contro di me. E chi non raccoglie con me, disperde”. Il preconcetto e la non accettazione rendono impossibile il dialogo e rompono l’unione. L’altra frase è detta per i discepoli che pensavano di avere il monopolio su Gesù: “Chi non è contro di voi, è per voi!” Molte persone che non sono cristiane praticano l’amore, la bontà, la giustizia, molte volte in modo assai migliore dei cristiani. Non possiamo escluderli. Sono fratelli ed operai nella costruzione del Regno. Noi cristiani non siamo padroni di Gesù. Al contrario: Gesù è il nostro signore!

4) Per un confronto personale

• “Chi non è con me, è contro di me. E chi non raccoglie con me, disperde.”. Come avviene questo nella mia vita?

• “Non glielo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi!” Come avviene questo nella mia vita?

5) Preghiera finale

Venite, applaudiamo al Signore,
acclamiamo alla roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia. (Sal 94)

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e servirlo fedelmente con cuore puro e retta coscienza impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l’uno all'altro.


date | by Dr. Radut