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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: Luca 10,17-24

Lectio: 
Sabato, 7 Ottobre, 2017
Tempo ordinario
 
1) Preghiera
O Dio, che riveli la tua onnipotenza
soprattutto con la misericordia e il perdono,
continua a effondere su di noi la tua grazia,
perché, camminando verso i beni da te promessi,
diventiamo partecipi della felicità eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
 
2) Lettura
Dal Vangelo secondo Luca 10,17-24
In quel tempo, i settantadue tornarono pieni di gioia dicendo: “Signore, anche i demoni si sottomettono a noi nel tuo nome”.
Egli disse: “Io vedevo satana cadere dal cielo come la folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni e sopra ogni potenza del nemico; nulla vi potrà danneggiare. Non rallegratevi però perché i demoni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto che i vostri nomi sono scritti nei cieli”.
In quello stesso istante Gesù esultò nello Spirito Santo e disse: “Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così a te è piaciuto. Ogni cosa mi è stata affidata dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare”.
E volgendosi ai discepoli, in disparte, disse: “Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Vi dico che molti profeti e re hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, ma non lo videro, e udire ciò che voi udite, ma non lo udirono”.
 
3) Riflessione
• Contesto. In precedenza Gesù aveva inviato 72 discepoli, ora essi tornano e raccontano. Si può constatare che il successo della missione è dovuta all’esperienza della superiorità o meglio supremazia del nome di Gesù rispetto alle potenze del male. La disfatta di Satana coincide con l’avvento del Regno: i discepoli l’hanno vista nel presente della loro missione.  Le forze demoniache sono state indebolite: i demoni si sottomettono al potere del nome di Gesù. Tale convinzione non può fondare la loro gioia e l’ entusiasmo della loro testimonianza missionaria; la gioia ha la sua radice ultima nell’essere conosciuti e amati da Dio.  Ciò non vuol dire che l’essere protetti da Dio e la relazione con lui ci ponga sempre in una situazione di vantaggio di fronte alle forze demoniache. Qui si inserisce la mediazione di Gesù tra Dio e noi: «ecco io vi ho dato il potere» (v.19). Quello di Gesù è un potere che ci fa sperimentare il successo nei confronti del potere demoniaco e ci protegge.  Un potere che può essere trasmesso solo quando Satana viene sconfitto.  Gesù ha assistito alla caduta di Satana, anche se non è ancora definitivamente sconfitto; a ostacolare questo potere di Satana sulla terra  sono chiamati i cristiani. Essi sono sicuri della vittoria nonostante che vivano in una situazione critica: partecipano alla vittoria nella comunione d’amore con Cristo pur essendo provati dalla sofferenza e dalla morte.  Tuttavia, il motivo della gioia, non sta nella certezza di uscirne indenni ma dall’essere amati da Dio.  L’espressione di Gesù, «i vostri nomi sono scritti in cielo» testimonia che l’essere presenti al cuore di Dio (la memoria) garantisce la continuità della nostra vita nella dimensione dell’eternità.  Il successo della missione dei discepoli è conseguenza della disfatta di Satana, ora, viene mostrata la benevolenza del Padre (vv.21-22): il successo della Parola di Grazia nella missione dei settantadue, vissuta come disegno del Padre e nella comunione alla resurrezione del Figlio, è fin d’ora, svelamento della benevolenza del Padre; la missione diventa spazio per lo svelamento del volere di Dio nel tempo umano. Tale esperienza è trasmessa da Luca in un contesto di preghiera: mostra da un lato la reazione nel cielo («io ti rendo grazie», v.21) e quella sulla terra (vv.23-24).
• La preghiera di giubilo. Nella preghiera che Gesù rivolge al Padre, guidato dall’azione dello Spirito, si dice, che «esulta», esprime l’apertura della gioia messianica e proclama la benevolenza del Padre. Resasi evidente nei piccoli,  nei poveri e  in quelli che non contano nulla, perché hanno accolto la Parola trasmessa dagli inviati e così accedono alla relazione fra le persone divine della Trinità.  Invece, i sapienti e i dotti, per la loro sicurezza si gratificano della loro competenza intellettuale e teologica.  Ma tale atteggiamento li preclude ad entrare nel dinamismo della salvezza, donato da Gesù,  L’insegnamento che Luca intende trasmettere ai singoli credenti, non di meno alle comunità ecclesiali, può essere così sintetizzato: l’umiltà apre alla fede; la sufficienza delle proprie sicurezze chiude al perdono, alla luce, alla benevolenza di Dio. La preghiera di Gesù ha i suoi effetti su tutti coloro che accolgono di lasciarsi avvolgere dalla benevolenza del Padre.
 
4) Per un confronto personale
• La missione di portare la vita di Dio agli altri comporta uno stile di vita povero ed umile. La tua vita è attraversata dalla vita di Dio, dalla Parola di grazia che viene da Gesù?
• Hai fiducia nella chiamata di Dio e nella sua potenza, che chiede di essere manifestata attraverso la semplicità, la povertà e l’umiltà?
 
5) Preghiera finale
Tu sei buono, Signore, e perdoni,
sei pieno di misericordia con chi ti invoca.
Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera
e sii attento alla voce della mia supplica. (Sal 85)
 

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut