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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: Giovanni 3,31-36

Lectio: 
Giovedì, 27 Aprile, 2017
Tempo di Pasqua
 
1) Preghiera
Donaci, Padre misericordioso,
di rendere presente in ogni momento della vita
la fecondità della Pasqua, che si attua nei tuoi misteri.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
 
2) Lettura
Dal Vangelo secondo Giovanni 3,31-36
In quel tempo, Giovanni Battista disse ai suoi discepoli: “Colui che viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla della terra. Colui che viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza; chi però ne accetta la testimonianza, certifica che Dio è veritiero. Infatti colui che Dio ha mandato proferisce le parole di Dio e dà lo Spirito senza misura.
Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio incombe su di lui”.
 
3) Riflessione
• Nel mese di gennaio abbiamo meditato Giovanni 3,22-30, che ci mostra l’ultima testimonianza di Giovanni Battista nei riguardi di Gesù. Era una risposta data da lui ai suoi discepoli, e nella quale riafferma che lui, Giovanni, non è il Messia, bensì il suo precursore (Gv 3,28). In quella occasione, Giovanni disse quella frase così bella che riassume la sua testimonianza: "E’ necessario che lui cresca e che io diminuisca!" Questa frase è il programma di tutti coloro che vogliono seguire Gesù.
• I versi del vangelo di oggi sono, nuovamente, un commento dell’evangelista per aiutare le comunità a capire meglio tutta la portata delle cose che Gesù fece ed insegnò. Abbiamo qui un’altra indicazione di quei tre fili di cui abbiamo parlato prima.
• Giovanni 3,31-33: Un ritornello che si ripete sempre. Lungo il vangelo di Giovanni, molte volte appare il conflitto tra Gesù ed i giudei che contestano le parole di Gesù. Gesù parla a partire da ciò che ode dal Padre. Lui è trasparenza totale. I suoi avversari, non aprendosi a Dio e perché si afferrano alle proprie idee qui sulla terra, non sono capaci di capire il significato profondo delle cose che Gesù vive, fa e dice. In definitiva, è questo il malinteso che spinge i giudei a prendere e condannare Gesù.
• Giovanni 3,34: Gesù ci dà lo Spirito senza misura. Il vangelo di Giovanni usa molte immagini e simboli per significare l’azione dello Spirito. Come nella creazione (Gen 1,1), così lo Spirito scende su Gesù "come una colomba, venuta dal cielo" (Gv 1,32). E’ l’inizio della nuova creazione! Gesù ripete le parole di Dio e ci comunica lo Spirito senza misura (Gv 3,34). Le sue parole sono Spirito e vita (Gv 6,63). Quando Gesù sta per lasciare questa terra, dice che manderà un altro consolatore, un altro difensore, perché rimanga con noi (Gv 14,16-17). Per la sua passione, morte e risurrezione Gesù conquista il dono dello Spirito per noi. Attraverso il battesimo tutti noi riceviamo questo stesso Spirito di Gesù (Gv 1,33). Quando appare agli apostoli, soffia su di loro e dice: "Ricevete lo Spirito Santo!" (Gv 20,22). Lo Spirito è come l’acqua che scaturisce dalle persone che credono in Gesù (Gv 7,37-39; 4,14). Il primo effetto dell’azione dello Spirito in noi è la riconciliazione: "A chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi" (Gv 20,23). Lo Spirito ci viene dato per ricordare e capire il significato pieno delle parole di Gesù (Gv 14,26; 16,12-13). Animati dallo Spirito di Gesù possiamo adorare Dio in qualsiasi luogo (Gv 4,23-24). Qui si compie la libertà dello Spirito di cui parla San Paolo: "Dove c’è lo Spirito del Signore, lì c’è libertà" (2Cor 3,17).
• Giovanni 3,35-36: Il Padre ama il figlio. Riafferma l’identità tra il Padre e Gesù. Il Padre ama il figlio e pone tutto nella sua mano. San Paolo dirà che in Gesù abita la pienezza della divinità (Col 1,19; 2,9). Per questo, chi accetta Gesù e crede in Gesù ha la vita eterna, poiché Dio è vita. Chi non accetta di credere in Gesù lui stesso si colloca fuori.
 
4) Per un confronto personale
• Gesù ci comunica lo Spirito, senza misura. Hai fatto qualche esperienza di questa azione dello Spirito nella tua vita?
• Chi crede in Gesù, ha la vita eterna. Come avviene questo oggi nella vita delle famiglie e delle comunità?
 
5) Preghiera finale
Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Gustate e vedete quanto è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia. (Sal 33)
 

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e servirlo fedelmente con cuore puro e retta coscienza impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l’uno all'altro.


date | by Dr. Radut