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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: Giovanni 1,29-34

Lectio: 
Martedì, 3 Gennaio, 2017

1) Preghiera

O Dio, tu hai voluto che l’umanità del Salvatore,
nella sua mirabile nascita dalla Vergine Maria,
non fosse sottoposta alla comune eredità dei nostri padri;
fa’ che liberati dal contagio dell’antico male
possiamo anche noi far parte
della nuova creazione,
iniziata da Cristo tuo Figlio.
Egli è Dio, e vive e regna con te...

 

2) Lettura del Vangelo

Dal Vangelo secondo Giovanni 1,29-34
Il giorno dopo, Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: “Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo! Ecco colui del quale io dissi: Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare con acqua perché egli fosse fatto conoscere a Israele”.
Giovanni rese testimonianza dicendo: “Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui. Io non lo conoscevo, ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua, mi aveva detto: “L’uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo. E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio”.

 

3) Riflessione

• Nel Vangelo di Giovanni la storia ed il simbolo si uniscono insieme. Nel testo di oggi, il simbolismo consiste soprattutto nelle evocazioni di testi conosciuti dell’Antico Testamento che rivelano qualcosa riguardo l’identità di Gesù di Nazaret. In questi pochi versi (Gv 1,29-34) esistono le seguenti espressioni con densità simbolica: a) Agnello di Dio; b) Togliere il peccato del mondo; c) Esisteva prima di me; d) La discesa dello Spirito sotto forma di una colomba; e) Figlio di Dio.
a) Agnello di Dio. Questo titolo evocava il ricordo dell’esodo. La notte della prima Pasqua, il sangue dell’Agnello Pasquale, con cui si macchiavano le porte delle case, era per la gente segno di liberazione (Es 12,13-14). Per i primi cristiani Gesù è il nuovo Agnello Pasquale che libera il suo popolo (1Cor 5,7; 1Pt 1,19; Ap 5,6.9).
b) Togliere il peccato del mondo. Evoca una frase molto bella della profezia di Geremia: “Nessuno più avrà bisogno di insegnare al suo prossimo o ai suoi fratelli: “Riconoscerete il Signore, perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande, dice il Signore; poiché io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato.” (Ger 31,34).
c) Esisteva prima di me. Evoca diversi testi dei libri sapienziali, in cui si parla della Saggezza di Dio che esisteva prima di tutte le altre creature e che era accanto a Dio, quale maestro dell’opera nella creazione dell’universo e che, alla fine, fissò la sua dimora in mezzo al popolo di Dio (Pro 8,22-31; Eccle 24,1-11).
d) Discesa dello Spirito sotto forma di una colomba. Evoca l’azione creatrice dove viene detto che “lo spirito di Dio aleggiava sulle acque" (Gen 1,2). Il testo della Genesi suggerisce l’immagine di un uccello che vola sul nido. Immagine della nuova creazione in movimento grazie all’azione di Gesù.
e) Figlio di Dio: è il titolo che riassume tutti gli altri. Il miglior commento di questo titolo è la spiegazione di Gesù stesso: “Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un'opera buona, ma per la bestemmia e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». Rispose loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete dèi? Ora, se essa ha chiamato dei coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio (e la Scrittura non può essere annullata), a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo, voi dite: Tu bestemmi, perché ho detto: Sono Figlio di Dio? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non volete credere a me, credete almeno alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me e io nel Padre.»” (Gv 10,33-38)

 

4) Per un confronto personale

• Gesù ha offerto se stesso, completamente, per tutta l'umanità, ed io cosa posso offrire per aiutare il mio prossimo?
• Anche noi abbiamo ricevuto lo Spirito Santo. Quanto sono conscio che sono il suo tempio?

 

5) Preghiera finale

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto prodigi.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo. (Sal 97)

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e servirlo fedelmente con cuore puro e retta coscienza impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l’uno all'altro.


date | by Dr. Radut