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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: Domenica di Pentecoste (A)

Lectio: 
Domenica, 4 Giugno, 2017

La missione della comunità 

“La Pace sia con voi!”
Giovanni 20,19-23

1. Orazione iniziale

Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l’hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.

Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen.

2. Lettura

a) Chiave di lettura:

I discepoli erano riuniti, e le porte erano ben chiuse. Avevano paura dei giudei. Improvvisamente, Gesù si pone in mezzo a loro e dice: “La pace sia con voi!” Dopo aver mostrato loro le mani ed il costato dice di nuovo: “La pace sia con voi! Come il Padre mi ha inviato, anche io vi invio!" E subito comunica loro il dono dello Spirito in modo che possano perdonare i peccati e riconciliare le persone tra di loro e con Dio. Riconciliare e costruire la pace! Ecco una missione che hanno ricevuto e che perdura fino ad oggi.

Oggi giorno ciò che più manca all’umanità è la pace: rifare i pezzi della vita disintegrati, ricostruire i rapporti umani, rotte a causa delle ingiustizie che si commettono e per tanti altri motivi. Gesù insiste nella pace, e lo ripete varie volte! Nel corso della lettura del breve testo del vangelo di questa domenica di Pentecoste, cerchiamo di essere attenti agli atteggiamenti sia di Gesù che dei discepoli, ed alle parole di Gesù che pronuncia con tanta solennità.

b) Una divisione del testo per aiutarne la lettura:

Giovanni 20,19-20: La descrizione dell’esperienza delle risurrezione
Giovanni 20,21: L’invio: “Come il Padre mi ha inviato, io vi invio”
Giovanni 20,22: Il dono dello Spirito
Giovanni 20,23: Il potere di perdonare i peccati

c) Il testo:

Giovanni 20,19-2319La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». 20Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 21Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi». 22Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo; 23a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi ».

3. Momento di silenzio orante

perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.

4. Alcune domande

per aiutarci nella meditazione e nell’orazione:

a) Cosa ti ha colpito maggiormente nella descrizione dell’esperienza della resurrezione?
b) Quali sono le caratteristiche della Missione che i discepoli ricevono?
c) Quali sono le caratteristiche dell’azione dello Spirito Santo che Gesù ci comunica?
d) Quale importanza ha tutto questo per la vita della nostra comunità oggi?
e) Gesù insiste: "La pace sia con voi!" Quali passi devo fare per aiutare a ricostruire la pace ed i rapporti rotti tra le persone?

5. Per coloro che desiderano approfondire maggiormente il tema

a) Il contesto in cui fu scritto il vangelo di Giovanni:

Il testo del Vangelo di Giovanni è come un tessuto molto bello, fatto con tre fili di diverso colore. I tre fili sono così bene combinati tra di loro che non sempre è possibile di vedere quando si passa da un filo all’altro. (i) Il primo filo sono i fatti della vita di Gesù, occorsi negli anni trenta in Palestina, conservati nella memoria del Discepolo Amato e di tante altre testimonianze (1 Gv 1,1-4). (ii) Il secondo filo sono i fatti della vita delle comunità. A partire dalla loro fede in Gesù e convinte della presenza di lui in mezzo a loro, le comunità illuminavano la loro vita con le parole ed i gesti di Gesù. Ciò influisce nella descrizione dei fatti. Per esempio, il conflitto delle comunità con i farisei verso la fine del primo secolo indica il modo in cui vengono descritti i conflitti di Gesù con i farisei. (iii) Il terzo filo sono i commenti fatti dall’evangelista. In certi passaggi, quasi non si percepisce quando Gesù cessa di parlare ed il redattore inizia a tessere i suoi commenti. (Gv 2,22; 3,16-21; 7,39; 12,37-43; 20,30-31).

b) Commento del testo:

Giovanni 20,19-20: Una descrizione dell’esperienza della risurrezione

Gesù si rende presente nella comunità. Nemmeno le porte chiuse gli impediscono di stare in mezzo a coloro che non lo riconosco. Perfino oggi è così! Quando siamo riuniti, anche se tutte le porte sono chiuse, Gesù è in mezzo a noi! Ed anche oggi, la prima parola di Gesù, sarà sempre: “La pace sia con voi!"
Lui mostra i segni della passione nelle mani e sul costato. Il risorto è il crocifisso! Il Gesù che è con noi nella comunità non è un Gesù glorioso che non ha nulla in comune con la vita della gente. Ma è lo stesso Gesù che è venuto su questa terra e che ha i segni della sua passione. Ed oggi questi stessi segni si trovano nelle sofferenze della gente. Sono i segni della fame, della tortura, delle guerre, delle malattie, della violenza, dell’ingiustizia. Tanti segni! E nelle persone che reagiscono e lottano per la vita Gesù risuscita e si rende presente in mezzo a noi.

Giovanni 20,21: L’invio: "Come il Padre mi ha inviato, anche io vi invio!"
Da questo Gesù crocifisso e risorto noi riceviamo la missione, la stessa che Lui ricevette dal Padre. Ed anche per noi Lui ripete: “La pace sia con voi!” La ripetizione ribadisce l’importanza della pace. Costruire la pace fa parte della missione. La Pace che Gesù ci lascia significa molto di più che assenza di guerra. Significa costruire un ambiente umano armonioso, in cui le persone possano essere loro stesse, con tutto il necessario per vivere, e dove possano viverre felici ed in pace. In una parola, vuol dire costruire una comunità secondo la comunità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Giovanni 20,22: Gesù comunica il dono dello Spirito
Gesù alitò e disse: “Ricevete lo Spirito Santo”. Ed è quindi con l’aiuto dello Spirito Santo che noi possiamo svolgere la missione che lui ci affida. Nel Vangelo di Giovanni, la risurrezione (Pasqua) e l’effusione dello Spirito (Pentecoste) sono una stessa cosa. Tutto avviene nello stesso momento.

Giovanni 20,23: Gesù comunica il potere di perdonare i peccati
Il punto centrale della missione di pace si trova nella riconciliazione, nel tentativo di superare le barriere che ci separano: "a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi. Ora questo potere di riconciliare e di perdonare viene dato ai discepoli. Nel Vangelo di Matteo, questo stesso potere viene dato anche a Pietro (Mt 16,19) ed alle comunità (Mt 18,18). Una comunità senza perdono e senza riconciliazione non è una comunità cristiana.

c) Approfondimento:

i) L’azione dello Spirito Santo nel Vangelo di Giovanni

La lingua ebraica usa la stessa parola per dire vento e spirito. Il vento ha in sé una meta, una direzione: vento del Nord, vento del Sud. Così pure lo Spirito di Dio (il vento di Dio) ha in sè una meta, un progetto, che si manifesta in molti modi nelle opere che lo Spirito di Dio compie nella creazione, nella storia e, soprattutto, in Gesù. La grande promessa dello Spirito si rende presente nei profeti: la vista delle ossa secche che si rivestono di vita grazie alla forza dello Spirito di Dio (Ez 37,1-14); l’effusione dello Spirito di Dio su tutte le genti (Gl 3,1-5); la visione del Messia Servo che sarà unto dallo Spirito per ristabilire il diritto sulla terra e per annunciare la Buona Novella ai poveri (Is 11,1-9; 42,1; 44,1-3; 61,1-3). I profeti intravedono un futuro in cui il popolo di Dio rinasce grazie all’effusione dello Spirito (Ez 36,26-27; Sl 51,12; cf. Is 32,15-20).
Nel vangelo di Giovanni queste profezie si compiono in Gesù. Come avvenne nella creazione (Gen 1,1), così lo Spirito apparve e discese su Gesù "sotto forma di una colomba venuta dal cielo" (Gv 1,32). E’ l’inizio della nuova creazione! Gesù pronuncia le parole di dio e ci comunica lo Spirito, in abbondanza (Gv 3,34). Le sue parole sono Spirito e vita (Gv 6,63). Quando Gesù si congeda, dice che avrebbe inviato un altro consolatore, un altro difensore che avrebbe lasciato con noi. E’ lo Spirito Santo (Gv 14,16-17). Per la sua passione, morte e risurrezione, Gesù conquista per noi il dono dello Spirito. Quando apparve agli apostoli, alitò su di loro e disse: “Ricevete lo Spirito Santo!" (Gv 20,22). Il primo effetto dell’azione dello Spirito Santo in noi è la riconciliazione: "a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi" (Gv 20,23). Mediante il battesimo tutti noi riceviamo questo stesso Spirito di Gesù (Gv 1,33). Lo Spirito è come l’acqua che sgorga dal di dentro delle persone che credono in Gesù (Gv 7,37-39; 4,14). Lo Spirito ci viene dato per poter ricordare e capire il significato pieno delle parole di Gesù (Gv 14,26; 16,12-13). Animati dallo Spirito di Gesù possiamo adorare Dio in qualsiasi luogo (Gv 4,23-24). Qui si vive la libertà dello Spirito. "Dove c’è lo Spirito del Signore, lì c’è la libertà", conferma San Paolo (2Cor 3,17).

ii) Shalom: la costruzione della pace

Nel vangelo di Giovanni, il primo incontro tra Gesù Risorto ed i suoi discepoli è marcato dal saluto: “La pace sia con voi!” La pace che Gesù ci dona è diversa dalla Pax Romana, costruita dall’Impero Romano (Gv 14,27). Pace nella Bibbia (shalom), é una parola ricca di un profondo significato. Significa integrità della persona davanti a Dio ed agli altri. Significa anche vita piena, felice, abbondante (Gv 10,10). La pace è segnale di presenza di Dio, perché il nostro Dio è un Dio di pace “Javhé è Pace” (Ger 6,24). “Che la Pace di Dio sia con voi!” (Rm 15,33).
Per questo la proposta di pace di Dio produce reazioni violente. Come dice il salmo: “Da molto tempo dimoro con coloro che odiano la pace. Sono a favore della pace, ma quando dico ‘Pace’ loro gridano ‘Guerra!’” (Sl 121,6-7) La pace che Gesù ci dona è segnale di “spada” (Mt 10,34). Suppone persecuzioni per le comunità. E Gesù stesso ci annuncia tribolazioni. (Gv 16,33). É necessario avere fiducia, lottare, operare, perseverare nello Spirito in modo che un giorno trionfi la pace di Dio. In quel giorno “amore e verità si incontreranno, giustizia e pace si abbracceranno” (Sl 85,11). Ed allora, "il Regno di Dio sarà giustizia, pace ed allegria, e saranno questi i frutti dello Spirito Santo" (Rm 14,17) e “Dio sarà tutto in tutti” (1Cor 15,28).

6. Salmo 145

Descrizione del Regno di Dio

O Dio, mio re, voglio esaltarti
e benedire il tuo nome
in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome
in eterno e per sempre.

Grande è il Signore e degno di ogni lode,
la sua grandezza non si può misurare.
Una generazione narra all'altra le tue opere,
annunzia le tue meraviglie.
Proclamano lo splendore della tua gloria
e raccontano i tuoi prodigi.
Dicono la stupenda tua potenza
e parlano della tua grandezza.
Diffondono il ricordo della tua bontà immensa,
acclamano la tua giustizia.
Paziente e misericordioso è il Signore,
lento all'ira e ricco di grazia.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza,
per manifestare agli uomini i tuoi prodigi
e la splendida gloria del tuo regno.
Il tuo regno è regno di tutti i secoli,
il tuo dominio si estende ad ogni generazione.

Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto.
Gli occhi di tutti sono rivolti a te in attesa
e tu provvedi loro il cibo a suo tempo.
Tu apri la tua mano
e sazi la fame di ogni vivente.

Giusto è il Signore in tutte le sue vie,
santo in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a quanti lo invocano,
a quanti lo cercano con cuore sincero.
Appaga il desiderio di quelli che lo temono,
ascolta il loro grido e li salva.
Il Signore protegge quanti lo amano,
ma disperde tutti gli empi.

Canti la mia bocca la lode del Signore
e ogni vivente benedica il suo nome santo,
in eterno e sempre.

7. Orazione Finale

Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua Parola che ci ha fatto vedere meglio la volontà del Padre. Fa che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa che noi, come Maria, tua Madre, possiamo non solo ascoltare ma anche praticare la Parola. Tu che vivi e regni con il Padre nell’unità dello Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut