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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: Domenica dell'Ascensione (B)

Lectio: 
Domenica, 13 Maggio, 2018

"Andate in tutto mondo portando la Buona Novella!"
Egli è vivo in mezzo a noi!
Marco 16,15-20

1. Orazione iniziale

Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l’ hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.
Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen.

2. Lettura

a) Una chiave di lettura:

La liturgia di questa festa dell'Ascensione ci pone innanzi una scena nella quale Gesù appare ai discepoli e conferisce loro la missione di andare per il mondo intero, per annunciare la Buona Novella. Il testo del Vangelo di Marco (Mc 16, 9-20) è la parte finale dell'appendice del Vangelo di Marco (Mc 16,15-20). Allarghiamo il breve commentario fino ad includere l'intera appendice. Durante la lettura del testo facciamo attenzione a questo punto: "A chi appare Gesù, quali sono i vari aspetti della missione e quali i segni della sua presenza nella comunità?"

b) Una divisione del testo per aiutare nella lettura:

Marco 16,9-11: Gesù appare a Maria di Magdala.
Marco 16,12-13: Gesù appare a due discepoli.
Marco 16,14-18: Gesù appare agli Undici e da loro la missione.
Marco 16,19-20: Gesù sale al cielo davanti ai discepoli.

c) Il testo:

9 Risuscitato al mattino nel primo giorno dopo il sabato, apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva cacciato sette demòni. 10 Questa andò ad annunziarlo ai suoi seguaci che erano in lutto e in pianto. 11 Ma essi, udito che era vivo ed era stato visto da lei, non vollero credere. 12 Dopo ciò, apparve a due di loro sotto altro aspetto, mentre erano in cammino verso la campagna. 13 Anch'essi ritornarono ad annunziarlo agli altri; ma neanche a loro vollero credere.
14 Alla fine apparve agli undici, mentre stavano a mensa, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risuscitato. 15 Gesù disse loro: "Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. 16 Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. Marco 16,15-2017 E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, 18 prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno".
19 Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio. 20 Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l'accompagnavano.

3. Momento di silenzio orante

perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.

4. Alcune domande

per aiutarci nella meditazione e nell’orazione.

a) Qual è il punto di questo testo che vi è piaciuto di più o che di più ha richiamato la vostra attenzione? Perché?
b) Chi sono le persone alle quali Gesù si manifesta vivo e come esse reagiscono?
c) Nel testo che abbiamo letto, chi ha più difficoltà nel credere alla risurrezione?
d) San Paolo dice: "Con Gesù Dio ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli" (Ef 2,6). In che modo questa affermazione aiuta a comprendere meglio il significato dell' Ascensione?
e) Quali sono i segni della presenza di Gesù nelle comunità? Quale è il significato di ogni segno?
f) Quali sono, oggi, i segni che convincono meglio le persone della presenza di Gesù in mezzo a noi?

5. Una chiave di lettura

per approfondire il tema.

i) Il contesto:

L'appendice del vangelo di Marco offre una lista di apparizioni di Gesù (Mc 16, 9-20). Ci sono altre liste, ma non sempre coincidono. La lista conservata da Paolo nella lettera ai Corinzi è ben differente (1Cor 15, 3-8). Questa varietà mostra che, all'inizio, i cristiani non si preoccupavano di descrivere o provare la risurrezione. Per essi la fede nella risurrezione era talmente vivida ed evidente, che non c'era necessità di darne prova. Le comunità stesse, esistendo e resistendo in mezzo a tante contrarietà e persecuzioni dell'impero romano, erano una prova viva della verità della risurrezione.

ii) Commento del testo:

a) Marco 16,9-11: Gesù appare a Maria di Magdala, ma gli altri discepoli non la credono
Gesù appare prima di tutto a Maria Maddalena ed ella va ad annunciarlo agli altri. Per venire al mondo Dio volle dipendere dal sì di Maria di Nazareth (Lc 1,38). Per essere riconosciuto come Vivente in mezzo a noi, volle dipendere dall'annuncio di Maria di Magdala che era stata liberata da sette demoni.
Marco dice che Gesù apparve anzitutto alla Maddalena. In questo egli concorda con gli altri tre evangelisti (cfr Mt 28, 9-10; Gv 20,16; Lc 24, 9-11). Ma nella lista delle apparizioni trasmessa dalla Lettera ai Corinzi (1Cor 15, 3-8), non ci sono le apparizioni alle donne. I primi cristiani ebbero difficoltà a credere alla testimonianza delle donne.

b) Marco 16,12-13: Gesù appare a due discepoli
Questo racconto dell'apparizione ai due discepoli che se ne andavano in campagna è una probabile allusione all'episodio dell'apparizione di Gesù ai discepoli di Emmaus che, al ritorno, condivisero la loro esperienza della risurrezione con "gli undici e i loro compagni" (Lc 24, 33-34). Solo che qui in Marco, diversamente da quanto afferma Luca, gli altri non hanno creduto alla testimonianza dei due.

c) Marco 16,14: Gesù rimprovera la incredulità degli undici
Infine Gesù appare agli undici discepoli riuniti a mensa e li rimprovera perché non hanno creduto alle persone che lo avevano visto risorto. Per la terza volta, Marco si riferisce alla resistenza dei discepoli nel credere alla testimonianza di quelli e quelle che avevano esperimentato la risurrezione di Gesù. Quale è il motivo di questa insistenza di Marco nel menzionare la incredulità dei discepoli? Probabilmente per insegnare due cose. Primo, che la fede in Gesù risorto passa per la fede nelle persone che ne danno testimonianza. Secondo, che nessuno deve perdersi d'animo, quando il dubbio o la perplessità nascono nel cuore. Perfino gli undici hanno avuto dubbi!

d) Marco 16,15-18: I segni che accompagnano l'annuncio della Buona Novella
Subito Gesù conferisce la missione di annunciare la Buona Novella a tutte le creature. L'esigenza che egli pone per chi vuole essere salvo è questa: credere e essere battezzato. A quelli che hanno il coraggio di credere alla Buona Novella e si fanno battezzare, egli promette questi segni: (1) cacceranno i demoni, (2) parleranno lingue nuove, (3) prenderanno in mano i serpenti, (4) se berranno qualche veleno non farà loro male, (5) imporranno le mani ai malati e questi guariranno. Questi segni accadono ancora oggi:
* cacciare i demoni: è combattere il potere del male che strangola la vita. La vita di molte persone è diventata migliore da quando sono entrate in comunità ed hanno cominciato a vivere la buona novella della presenza di Dio. Partecipando alla vita della comunità, cacciano il male dalla loro vita.
* parlare lingue nuove: è cominciare a comunicare con gli altri in modo nuovo. A volte incontriamo una persona che mai abbiamo visto prima, ma è come se già ci conoscessimo da molto tempo. E' perché parliamo la stessa lingua, la lingua dell'amore.
* prendere in mano serpenti e vincere il veleno: ci sono tante cose che avvelenano la convivenza. Molte chiacchiere che rovinano la relazione fra persone. Chi vive la presenza di Dio sa superare questo e non viene molestato da questo veleno mortifero.
* curare i malati: dovunque appare una coscienza più chiara della presenza di Dio, appare anche una attenzione speciale verso le persone escluse e marginalizzate, soprattutto verso i malati. Quello che maggiormente favorisce la salute è quando la persona si sente accolta e amata.

e) Marco 16,19-20: Attraverso la comunità Gesù continua la sua missione
Quel Gesù che là in Palestina accoglieva i poveri, rivelando loro l'amore del Padre, ora è lo stesso Gesù che continua presente in mezzo a noi, nelle nostre comunità. Attraverso di noi, egli continua la sua missione per rivelare la Buona Novella dell'amore di Dio ai poveri. Fino ad oggi, la risurrezione avviene. Nessun potere di questo mondo è capace di neutralizzare la forza che promana dalla fede nella risurrezione (Rom 8, 35-39). Una comunità che vuole essere testimone della risurrezione deve essere segno di vita, deve lottare contro le forza di morte, perché il mondo sia un luogo favorevole alla vita, deve credere che un altro mondo è possibile. Soprattutto in quei luoghi dove la vita del popolo è in pericolo per causa del sistema di morte che ci è stato imposto, le comunità devono essere una prova viva della speranza che vince il mondo, senza timore di essere felici!

iii) Ampliando le informazioni sul Vangelo di Marco - Le sorprese di Dio:

Fin dall'inizio del Vangelo di Marco l'esigenza era questa: "Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino! Convertitevi e credete al vangelo" (Mc 1,15). Questa richiesta iniziale di conversione e di fede indica la porta, attraverso la quale abbiamo accesso a Gesù e alla Buona Novella di Dio che egli ci porta. Non c'è altro accesso. La fede esige di credere a Gesù, alla sua Parola, accettarlo senza imporre condizioni. Siamo invitati a non chiuderci in nessun nome o titolo, dottrina o uso, e a mantenerci sempre aperti alle sorprese di Dio, che chiedono una conversione costante. I nomi e i titoli, le dottrine e le abitudini, le devozioni e le suppliche, sono come la targhetta che portiamo sul petto per l'identificazione. La targhetta è importante, perché ci aiuta e ci orienta quando vogliamo incontrare una persona che cerchiamo. Ma quando si incontra, non si guarda più alla targhetta, ma al volto! La persona che cerchiamo, quando poi la incontriamo quasi sempre è differente dalla idea che ci eravamo fatti di lei. L'incontro sempre riserva delle sorprese! Soprattutto l'incontro con Dio in Gesù. Lungo l'evangelo di Marco le sorprese di Dio per i discepoli sono molte, e vengono da là dove meno si attendono:
* da un pagano che dà una lezione a Pietro, poiché riconosce la presenza di Dio nel crocifisso (Mc 15,39);
* da una povera vedova che offre del suo indispensabile per condividerlo con gli altri (Mc 12,43-44);
* da un cieco che gridando dà fastidio ai discepoli e non possiede neanche una dottrina certa (Mc 10, 46-52);
* dai piccoli che vivono marginalizzati, ma credono in Gesù (Mc 9,42);
* da quelli che usano il nome di Gesù per combattere il male, ma non sono della "Chiesa" (Mc 9,38-40);
* da una donna anonima, che scandalizza i discepoli con il suo modo di fare (Mc 14,3-9);
* da un padre di famiglia che è costretto a portare la croce e diviene discepolo modello (Mc 15,21)
* da Giuseppe di Arimatea che rischia tutto chiedendo il corpo di Gesù per poterlo seppellire (Mc 15,43).
* dalle donne che, in quel tempo, non potevano essere testimoni ufficiali, ma sono scelte da Gesù come testimoni qualificate della sua risurrezione (Mc 15,40.47; 16,6.9-10).

Riassumendo. I dodici discepoli, chiamati in modo particolare da Gesù (Mc 3, 13-19) e da lui inviati in missione (Mc 6,7-13), fallirono. Pietro rinnegò (Mc 14, 66-72), Giuda tradì (Mc 14, 44-45) e tutti fuggirono (Mc 14, 50). Ma proprio nel loro fallimento appare la forza della fede degli altri che non facevano parte del gruppo dei dodici scelti. La comunità, la Chiesa, deve avere una coscienza ben chiara che essa non è proprietaria di Gesù e neppure possiede tutti i criteri dell'azione di Dio in mezzo a noi. Gesù non è nostro, ma noi, la comunità, la Chiesa, siamo di Gesù, e Gesù è di Dio (1Cor 3,23). La più grande sorpresa di tutte è la risurrezione!

6. Salmo 27 (26)

Il coraggio che nasce dalla fede

Il Signore è mia luce e mia salvezza,
di chi avrò paura?
Il Signore è difesa della mia vita,
di chi avrò timore?
Quando mi assalgono i malvagi
per straziarmi la carne,
sono essi, avversari e nemici,
a inciampare e cadere.

Se contro di me si accampa un esercito,
il mio cuore non teme;
se contro di me divampa la battaglia,
anche allora ho fiducia.

Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per gustare la dolcezza del Signore
ed ammirare il suo santuario.

Egli mi offre un luogo di rifugio
nel giorno della sventura.
Mi nasconde nel segreto della sua dimora,
mi solleva sulla rupe.
E ora rialzo la testa
sui nemici che mi circondano;
immolerò nella sua casa sacrifici d'esultanza,
inni di gioia canterò al Signore.

Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me! Rispondimi.
Di te ha detto il mio cuore: "Cercate il suo volto";
il tuo volto, Signore, io cerco.

Non nascondermi il tuo volto,
non respingere con ira il tuo servo.
Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi,
non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.
Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato,
ma il Signore mi ha raccolto.

Mostrami, Signore, la tua via,
guidami sul retto cammino,
a causa dei miei nemici.

Non espormi alla brama dei miei avversari;
contro di me sono insorti falsi testimoni
che spirano violenza.
Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore.

7. Orazione Finale

Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua Parola che ci ha fatto vedere meglio la volontà del Padre. Fa che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa che noi, come Maria, tua Madre, possiamo non solo ascoltare ma anche praticare la Parola. Tu che vivi e regni con il Padre nell’unità dello Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut