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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: Battesimo del Signore (A)

Lectio: 
Domenica, 8 Gennaio, 2017

Il battesimo di Gesù nel Giordano
Matteo 3,13-17

1. Orazione iniziale

“Ti lodiamo, Padre invisibile, largitore di immortalità: tu sei la fonte della vita, la fonte della luce, la fonte di ogni grazia e di ogni verità, amante degli uomini e amante dei poveri, che con tutti ti riconcili e tutti attiri a te per mezzo della venuta del tuo Figlio diletto. Fa di noi uomini vivi, dà a noi lo Spirito di luce, perché conosciamo te, il vero, e colui che mandasti Gesù Cristo.” (Anafora di Serapione)

2. Lettura

a) Introduzione:

Questo frammento evangelico (Mt 3,13-17) fa parte della sezione narrativa dell’evangelista Matteo, quella che introduce alla vita pubblica di Gesù. Dopo la fuga in Egitto, Gesù vive a Nazaret. Divenuto adulto, lo ritroviamo qui, sulle rive del fiume Giordano. Si tratta della parte conclusiva del brano dedicato a Giovanni Battista, l’incontro dei due. Chi volesse approfondire anche la personalità di Giovanni e il suo messaggio (Mt 3,1-12 è stato già proposto nella liturgia della seconda domenica di avvento) deve tener conto di tutto il capitolo 3 di Matteo. Il nostro brano è centrato in particolare sul riconoscimento della divinità di Cristo nel momento del suo battesimo. Dio Padre rivela chi è Gesù.

b) Una divisione del testo per aiutarne la lettura:

Matteo 3,13 : ambientazione
Matteo 3,14-15 : dialogo Giovanni-Gesù
Matteo 3, 16-17 : epifania/teofania

c) Il testo:

Matteo 3,13-1713 In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui. 14 Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?». 15 Ma Gesù gli disse: «Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia». Allora Giovanni acconsentì. 16 Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. 17 Ed ecco una voce dal cielo che disse: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto».

 

3. Un momento di silenzio orante

perché la parola di Dio possa entrare in noi e illuminare la nostra vita.

 

4. Alcune domande

per aiutarci nella meditazione e orazione.

a) Perché Gesù “esce allo scoperto” dopo la vita nascosta a Nazaret?
b) Come matura la consapevolezza della sua identità e missione?
c) Mi è capitato, ad un certo punto, di intraprendere qualcosa di nuovo nella mia vita?
d) Chi o quale esperienza mi ha rivelato più pienamente la mia identità, vocazione e missione?
e) Che senso ha per me il ricordo del mio battesimo?

 

5. Meditazione

a) Una chiave di lettura:

Insieme ad una lettura storica-cronologica nella quale è posto in evidenza l’episodio del battesimo di Gesù, l’incontro con Giovanni, prima dell’inizio della sua vita pubblica, si può tener presente una lettura simbolica, aiutati dai Padri orientali, nella quale si inquadra maggiormente il tempo liturgico, quello natalizio, che si conclude con la piena manifestazione di Dio come uomo. Una sintesi della manifestazione-epifania del Figlio di Dio nella carne.

b) Commento al testo:

Mt 13, 13 Gesù adulto
Dopo la “comparsa” di Giovanni sulla scena (13,1), Gesù, da Nazaret, dove aveva trascorso l’infanzia e la prima giovinezza (Mt 12,23), si reca al fiume Giordano. Da buon israelita è attento ai movimenti religiosi autentici che sorgono tra il popolo. Mostra di approvare l’opera di Giovanni e decide di ricevere il battesimo con acqua, non certamente per essere perdonato dai peccati, ma per unirsi e condividere pienamente le attese e le speranze di tutti gli uomini e le donne. Non è l’umanità che va da Lui, ma è Lui che va verso di essa, secondo la logica dell’incarnazione.

Mt 13,14-15 dialogo di Giovanni con Gesù
Il tentativo di Giovanni di impedire il battesimo di Gesù è il riconoscimento della diversità tra i due e la consapevolezza del nuovo (la Nuova Alleanza) che entra in scena. “Colui che viene dopo di me… vi battezzerà in Spirito santo e fuoco… ha in mano il ventilabro… pulirà… raccoglierà… brucerà…” (vv.11-12). L’atteggiamento di Gesù è ancora quello di sottomettersi al piano salvifico di Dio (così adempiamo ogni giustizia), rispettando il modo (nell’umiltà-kenosi) e i tempi (l’ora-kairos). La diversità dei due si coglie anche dalla famiglia di provenienza (sacerdotale quella di Giovanni), dal luogo (Gerusalemme per Giovanni, Nazaret di Galilea per Gesù) nella modalità del loro concepimento (annuncio al padre, Zaccaria, secondo il modello antico; annuncio alla madre, Maria), l’età dei genitori (anziani quelli di Giovanni). Tutto sta a manifestare il passaggio tra l’antico e il nuovo. Matteo prepara i lettori alla novità del Cristo: “avete inteso che fu detto, ma io vi dico” (Mt 5).

Mt 13,16-17 la presentazione di Dio Padre e lo Spirito santo
Nel Vangelo di Matteo abbiamo la solenne “adorazione dei Magi” come riconoscimento della regalità-divinità di Gesù. Luca aggiunge anche il riconoscimento di Elisabetta (Lc 1,42-43), degli angeli (Lc 2,13-14) dei pastori (Lc 2,20), degli anziani Simeone e Anna (Lc 2,30; 28). In tutti gli evangelisti poi è evocata la proclamazione dell’identità divina di Gesù da parte di Dio Padre e dello Spirito Santo presente sotto forma di colomba. Matteo dice proprio “Questi è” e non “tu sei” il mio Figlio diletto. Gesù è di natura divina e allo stesso tempo è il nuovo Adamo, inizio di un’umanità nuova riconciliata con Dio insieme alla natura riconciliata anch’essa con Dio, attraverso l’immersione del Cristo nelle acque. Si riaprono i cieli dopo che erano stati chiusi per tanto tempo a causa del peccato e la terra è benedetta.
La discesa di Cristo nelle acque prefigura la sua discesa agli inferi e si realizza la parola del salmista (Sal 74, 13-14), egli schiaccia la testa al nemico. Il Battesimo non solo prefigura, ma inaugura e anticipa la sconfitta di Satana e la liberazione di Adamo.
Non sarà facile comunque riconoscere il Messia nella prospettiva della debolezza, lo stesso Giovanni ha qualche dubbio quando è in prigione e gli manda a dire per mezzo dei suoi discepoli “sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?” (Mt 11,3).

 

6. Per chi vuole approfondire in prospettiva liturgica ed ecumenica

Nella tradizione della chiesa orientale, il Battesimo di Gesù è la festa più importante nelle liturgie natalizie. Il 6 gennaio si festeggia insieme: battesimo, nascita, visita dei magi, nozze di Cana come un’unica realtà. Più che dello svolgimento storico della vita di Gesù si tiene conto della sua rilevanza teologica-salvifica. L’interesse non è concentrato sull’aspetto sentimentale, ma sulla manifestazione storica di Dio e il suo essere riconosciuto come Signore.
Cirillo di Gerusalemme afferma che Gesù conferisce alle acque del Battesimo il “colore della sua divinità” (III catechesi mistagogica, 1).
Gregorio di Nissa scrive che la creazione di questo mondo e la creazione spirituale, un tempo nemiche, si riuniscono nell’amicizia, e noi umani, fatti un solo coro con gli angeli, partecipiamo alla loro lode (PG 46,599).
Alla discesa nelle acque corrisponde la discesa nelle viscere della terra simbolizzata nella nascita nella grotta. Le acque distruttrici diventano acque di salvezza per i giusti.
Le letture vetero-testamentarie nella liturgia dei Vespri evocano le acque che salvano: lo Spirito aleggia sulle acque nella creazione (Gn 1), le acque del Nilo salvano Mosè (Es 2), le acque si aprono al passaggio del popolo d’Israele (Es 14), le acque di Mara diventano dolci (Es 15), le acque del Giordano si aprono davanti all’Arca (Gios 3), le acque del Giordano guariscono Naaman il lebbroso (2Re 5) ecc. Gesù poi trasforma l’acqua nelle nozze di Cana in vino (Gv 2) come segno che la salvezza è giunta.
In questa festa, nella liturgia orientale, c’è la tradizione di benedire le acque immergendo per tre volte la croce (la triplice immersione battesimale) in un pozzo o in un fiume. Si evoca il profeta Isaia: si rallegrino il deserto e la terra arida (Is 35,1-10), voi tutti assetati venite all’acqua (Is 55, 1-13), attingete acqua con gioia (Is 12,3-6).

 

7. Preghiera - Salmo 114 (113)

1 Alleluia.
Quando Israele uscì dall'Egitto,
la casa di Giacobbe da un popolo barbaro,
2 Giuda divenne il suo santuario,
Israele il suo dominio.
3 Il mare vide e si ritrasse,
il Giordano si volse indietro,
4 i monti saltellarono come arieti,
le colline come agnelli di un gregge.
5 Che hai tu, mare, per fuggire,
e tu, Giordano, perché torni indietro?
6, Perché voi monti saltellate come arieti
e voi colline come agnelli di un gregge?
7 Trema o terra, davanti al Signore,
davanti al Dio di Giacobbe,
8 che muta la rupe in un lago,
la roccia in sorgenti d'acqua.

 

8. Orazione finale

Gesù, fonte della vita, che vieni a cancellare la condanna di Adamo, nel Giordano hai ucciso l’odio, concedici la pace che supera ogni intelligenza. Verbo splendente inviato dal Padre, dopo aver sradicato le colpe dei mortali, vieni a dissipare le lunghe e tristi ore della notte e, mediante il tuo battesimo, fai uscire, risplendenti, i tuoi figli dai flutti del Giordano. Che si vesta di bianco la razza umana, esca dalle acque come figli di Dio e trasformi il creato a immagine del creatore. (Da “canti” liturgici orientali)

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut