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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: 7ª Domenica del tempo ordinario (B)

Lectio: 
Sabato, 22 Febbraio, 2014

Il primo conflitto dall’annuncio della Buona Novella
La Buona Novella di Dio è come luce:
fa evidenziare le contraddizioni

Marco 2, 1-12

1. Orazione iniziale

Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l’ hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.
Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen.

2. Lettura

a) Una chiave di lettura:

Il testo del vangelo di questa domenica tratta due argomenti mescolandoli: descrive la guarigione di un paralitico e parla della discussione che Gesù ebbe con i dottori della legge o scribi sul perdono dei peccati.

b) Divisione del testo per aiutare la lettura:

Marco 2,1-2: Il popolo cerca Gesù e Gesù annuncia la Parola.
Marco 2,3-5: La fede del paralitico e dei suoi amici ottiene il perdono dei peccati.
Marco 2,6-7: Gesù è accusato di bestemmia per i capi del potere.
Marco 2,8-11: Per provare chi ha il potere di perdonare, Gesù guarisce il paralitico.
Marco 2,12: La reazione del popolo: "Non abbiamo mai visto nulla di simile!".

c) Il testo:

1 Ed entrò di nuovo a Cafarnao dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa 2 e si radunarono tante persone, da non esserci più posto neanche davanti alla porta, ed egli annunziava loro la parola. Marco 2, 1-12
3 Si recarono da lui con un paralitico portato da quattro persone. 4 Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dov’egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico. 5 Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: "Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati".
6 Seduti là erano alcuni scribi che pensavano in cuor loro: 7 "Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?".
8 Ma Gesù, avendo subito conosciuto nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: "Perché pensate così nei vostri cuori? 9 Che cosa è più facile: dire al paralitico: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina? 10 Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati, 11 ti ordino - disse al paralitico - alzati, prendi il tuo lettuccio e và a casa tua". 12 Quegli si alzò, prese il suo lettuccio e se ne andò in presenza di tutti e tutti si meravigliarono e lodavano Dio dicendo: "Non abbiamo mai visto nulla di simile!"

3. Momento di silenzio orante

perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.

4. Alcune domande

per aiutarci nella meditazione e nell’orazione.

a) Quale punto di questo testo vi è piaciuto di più e quale ha richiamato di più la vostra attenzione?
b) In che consiste il conflitto tra Gesù e gli scribi? Dove avviene e chi lo provoca? Qual’ è la causa?
c) Che cosa ci rivela questo testo su Gesù e su Dio Padre?
d) Esiste un legame fra malattia e peccato? Che ne pensate?
e) Qual è il messaggio di questo testo per le comunità del tempo di Marco e per noi oggi?

5. Una chiave di lettura

per coloro che volessero approfondire di più il testo

a) Il contesto nel quale si trova il testo del Vangelo di Marco

* In Mc 1,1-15, Marco ha mostrato come la Buona Novella deve essere preparata e divulgata. E poi subito, in Mc 1, 16-45, è stato insegnato l’obiettivo della Buona Novella e quale è la missione della comunità. Ora, nel capitolo 2, si mostra come l’annuncio della Buona Novella, quando è fatta con fedeltà, è fonte di conflitto. In Mc 2,1-3,6, sono presentati cinque conflitti provocati a Gesù dall’annuncio della Buona Novella di Dio.

* Negli anni 70, tempo in cui Marco scrive, l’annuncio della Buona Novella aveva generato molti conflitti alle comunità. Esse non sempre sapevano come affrontarli e che rispondere alle accuse dei romani o dei giudei. Il racconto dei cinque conflitti serviva come una specie di manuale di orientamento.

b) Commento

* Marco 2,1-2: Il popolo cerca Gesù e vuole ascoltare la Parola di Dio.
Gesù sta tornando a casa. Il popolo lo cerca. Molta gente si riunisce davanti alla porta. Gesù accoglie tutti e Marco dice che egli annuncia la Parola al popolo. Molte volte, Marco informa che Gesù annuncia la Parola di Dio al popolo (Mc 1,21.22.27.39; 2,2.13; 4,1; 6,2.6.34; ecc.). Ma poche volte egli ci dice cosa Gesù diceva. Cosa mai insegnava Gesù al popolo? Egli parlava di Dio e usava per questo gli esempi della vita (parabole) e storie del popolo (Bibbia). Parlava a partire dall’esperienza che aveva lui stesso di Dio. Gesù viveva in Dio. Il popolo lo ascoltava con piacere (Mc 1,22.27). Le sue parole toccavano il cuore. A partire dalla predicazione di Gesù, Dio invece di essere un giudice severo che minacciava castigo e inferno, diventava una presenza amica, una buona Notizia per il popolo.

* Marco 2,3-5: La fede del paralitico e dei suoi amici ottiene il perdono dei peccati.
Mentre Gesù sta parlando arriva un paralitico, portato da quattro persone. Gesù è la unica speranza per loro. Salgono sul tetto, lo scoperchiano e calano il paralitico davanti a Gesù. Segno di molta solidarietà. Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: Ti sono rimessi i tuoi peccati. In quel tempo la gente pensava che i difetti fisici, come la paralisi, fossero castigo di Dio per qualche peccato. I dottori insegnavano che la tale persona era impura, incapace di avvicinarsi a Dio. Per questo gli ammalati, i poveri, i paralitici, e tanti altri si sentivano rigettati da Dio. Ma Gesù non pensava così. Egli pensava il contrario. Quella fede tanto grande del paralitico e dei suoi compagni era un segno che quell’uomo stava in pace con Dio, accolto da Lui. Per questo Gesù dichiara: I tuoi peccati sono perdonati. Cioè: "Tu non sei lontano da Dio". Con questa affermazione Gesù negava che la malattia fosse un castigo per il peccato di quell’uomo.

* Marco 2,6-7: Gesù viene accusato dai capi di bestemmiare.
L’affermazione di Gesù non andava d’accordo con la idea che i dottori della legge avevano di Dio. Per questo reagiscono e accusano Gesù: Costui bestemmia! Secondo la loro dottrina, solo Dio poteva perdonare i peccati. E solamente il sacerdote poteva dichiarare una persona perdonata e purificata. Com’è che Gesù di Nazaret, uomo senza studio, semplice operaio, falegname, poteva dichiarare le persone perdonate e purificate dai peccati? Oltre a ciò devono aver pensato: "Se fosse vero quello che Gesù sta dicendo, rischiamo di perdere il nostro potere e la ragione di essere! Perdiamo anche la nostra fonte di guadagno".

* Marco 2,8-11: Gesù guarisce per provare che ha il potere di perdonare i peccati.
Gesù capiva che lo condannavano. Per questo domanda: Che cosa è più facile: dire al paralitico: ‘Ti sono perdonati i peccati’, o dire: ‘Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina?’. Evidentemente è molto più facile dire: "I tuoi peccati sono perdonati". Perché nessuno può verificare se di fatto il peccato è stato perdonato o no. Ma se io dico: "Alzati e cammina", lì sì tutti potranno verificare se ho o no il potere di guarire. Così, per mostrare che aveva il potere di perdonare i peccati in nome di Dio, Gesù disse al paralitico: Alzati, prendi il tuo lettuccio e va a casa tua! Guarì quella persona. Provò che la paralisi non è un castigo di Dio e che la fede dei poveri è segno che Dio lo aveva già accolto nel suo amore.

* Marco 2,12. La reazione del popolo: non abbiamo mai visto nulla di simile.
Il paralitico si alza, prende il suo letto e se ne va: e tutti esclamano: Mai vista una cosa simile! E’ chiaro il senso del miracolo: 1) I malati non devono pensare che Dio li sta castigando per qualche peccato. 2) Gesù aprì un nuovo cammino verso Dio. Quello che la religione del tempo chiamava impurità non era più un impedimento alla persona per avvicinarsi a Dio. 3) Il volto di Dio che si rivela attraverso l’atteggiamento di Gesù era molto differente dal volto severo del dio rivelato dagli atteggiamenti dei dottori.

c) Ampliando le informazioni

I cinque conflitti raccontati da Marco (Mc 2,1-3,6)

* Gli argomenti del conflitto: I conflitti girano intorno ai temi fondamentali della religione dell’epoca: il perdono dei peccati, la comunione della tavola con i peccatori, la pratica del digiuno, la osservanza del sabato, la pratica della medicina o cura delle persone in giorno di sabato

* Gli avversari di Gesù: Gli scribi rappresentavano la dottrina religiosa, la catechesi. I farisei rappresentavano le leggi e le pratiche religiose, soprattutto quelle che avevano relazione con l’osservanza del puro/impuro. I discepoli di Giovanni Battista rappresentavano le altre tendenze messianiche. Gli erodiani rappresentavano il governo della Galilea. Erode Antipa governava già da oltre trent’anni (4 aC - 39 dC). Era, per così dire, il padrone della Galilea.

* Cause del conflitto: Il primo conflitto ha a che fare con la relazione con Dio: perdono dei peccati. Il secondo: con le relazioni fra le persone: mangiare con i peccatori. Il terzo con gli usi religiosi: osservanza del digiuno. Il quarto con l’osservanza della legge di Dio: il sabato. Questi quattro conflitti sono provocati dagli altri contro Gesù. Il quinto: provocato da Gesù stesso, mostra la gravità del conflitto fra lui e la religione del suo tempo.

Malattia e peccato

In quel tempo si insegnava che ogni sofferenza era frutto di un peccato. Di fronte al cieco dalla nascita, Pietro domandò: "Chi ha peccato, lui o i suoi genitori perché egli nascesse cieco?" (Gv 9,1-3). Gesù rispose: né lui né i suoi genitori. Gesù separa il peccato dalla persona malata. Non permette che si usi la religione per dire al paralitico: "Tu sei peccatore!". Gesù afferma il contrario: "Tu non sei peccatore! Dio ti accoglie, anche se sei paralitico. La tua malattia non è frutto del tuo peccato!". Aver il coraggio di affermare così davanti alle autorità presenti era una rivoluzione! Un cambiamento molto grande. Il popolo si entusiasmava con Gesù, perché lo faceva diventare più libero. Questo è un lato della medaglia. Ma c’è anche l’altro lato. Tanto ieri come oggi, molta sofferenza è di fatto frutto di qualche peccato. Per esempio, la sofferenza della madre che piange l’uccisione del figlio. Gesù pure ha qualcosa da dire su questo punto. Una volta in Gerusalemme una torre cadde e uccise 18 persone (Lc 13,4). In altra circostanza Pilato massacrò un gruppo di galilei e mescolò il loro sangue con il sangue dei sacrifici (Lc 13,1). Gesù domanda: "Credete che essi erano più peccatori di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo" (Lc 13, 2.4). Gesù trasformò i mali in appello alla conversione e al cambiamento. Ma non ci fu pentimento né cambio e, quaranta anni dopo, nel 70, Gerusalemme fu distrutta: molte torri caddero e molto sangue fu sparso! Anche oggi, molti dei mali che soffriamo non sono una fatalità, ma una conseguenza di azioni peccaminose. Altri mali sono frutto della cultura. Altri ancora sono frutto del sistema neo-liberale che ci è stato imposto e che ci opprime. Per questo i mali che soffriamo sono una chiamata alla conversione. Un appello alla nostra responsabilità. Quello che entrò nel mondo come frutto di azioni libere per realizzare il male, può essere espulso attraverso azioni libere per il bene!

6. Salmo 32 (31)

La confessione e la fede liberano dal peccato

Beato l’uomo a cui è rimessa la colpa,
e perdonato il peccato.
Beato l’uomo a cui Dio non imputa alcun male
e nel cui spirito non è inganno.

Tacevo e si logoravano le mie ossa,
mentre gemevo tutto il giorno.
Giorno e notte pesava su di me la tua mano,
come per arsura d’estate inaridiva il mio vigore.

Ti ho manifestato il mio peccato,
non ho tenuto nascosto il mio errore.
Ho detto: "Confesserò al Signore le mie colpe"
e tu hai rimesso la malizia del mio peccato.

Per questo ti prega ogni fedele
nel tempo dell’angoscia.
Quando irromperanno grandi acque
non lo potranno raggiungere.
Tu sei il mio rifugio, mi preservi dal pericolo,
mi circondi di esultanza per la salvezza.

Ti farò saggio, t’indicherò la via da seguire;
con gli occhi su di te, ti darò consiglio.
Non siate come il cavallo e come il mulo
privi d’intelligenza;
si piega la loro fierezza con morso e briglie,
se no, a te non si avvicinano.

Molti saranno i dolori dell’empio,
ma la grazia circonda chi confida nel Signore.
Gioite nel Signore ed esultate, giusti,
giubilate, voi tutti, retti di cuore.

7. Orazione Finale

Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua Parola che ci ha fatto vedere meglio la volontà del Padre. Fa che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa che noi, come Maria, tua Madre, possiamo non solo ascoltare ma anche praticare la Parola. Tu che vivi e regni con il Padre nell’unità dello Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut