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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: 3ª Domenica di Pasqua (A)

Lectio: 
Domenica, 30 Aprile, 2017

Sulla Strada di Emmaus.
Trovare la chiave che apre il significato delle Scritture.
Luca 24,13-35

1. Orazione iniziale

Signore Gesù, invia il tuo Spirito, affinché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con cui Tu la leggesti ai discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu gli aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.
Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella Creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e nei sofferenti. La tua parola ci orienti affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo lo chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre ed inviato il tuo Spirito. Amen.

 

2. Lettura

a) Una chiave di lettura:

Leggiamo il testo in cui Luca ci presenta Gesù che interpreta la Scrittura. Durante la lettura cerchiamo di scoprire quali sono i diversi passi del processo d'interpretazione seguito da Gesù, dall'incontro con i due discepoli sulla strada verso Emmaus, fino al nuovo incontro dei due discepoli con la comunità di Gerusalemme.

 

b) Una divisione del testo per aiutare la lettura:

Lc 24,13-24: Gesù cerca di conoscere la realtà che fa soffrire i due discepoli
Lc 24,25-27: Gesù illumina la realtà dei due discepoli con la luce della Scrittura
Lc 24,28-32: Gesù condivide il pane e celebra con i discepoli
Lc 24,33-35: I due discepoli ritornano a Gerusalemme e condividono la loro esperienza della risurrezione con la comunità

 

c) Il testo:

13-24: Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, e conversavano di tutto quello che era accaduto. Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli disse: «Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò: «Che cosa?». Gli risposero: «Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l'hanno crocifisso. Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevan detto le donne, ma lui non l'hanno visto».
Luca 24,13-3525-27: Ed egli disse loro: «Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
28-32: Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. Ed essi si dissero l'un l'altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?».
33-35: E partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone». Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

 

3. Un momento di silenzio orante

perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.

 

4. Alcune domande

per aiutarci nella meditazione e nell’orazione.

a) Qual è il punto che ti è piaciuto di più, e perché?
b) Quali sono i passi dell'interpretazione della Scrittura seguiti da Gesù, dall'incontro con i due amici per strada fino al ritorno dei due discepoli alla comunità di Gerusalemme?
c) Qual è la situazione in cui Gesù incontra i due discepoli?
d) Quali sono le somiglianze e quali le differenze tra la situazione dei due discepoli e la nostra situazione attuale? Quali sono oggi i fattori che mettono in crisi la nostra fede e ci causano tristezza?
e) Quale fu il risultato della lettura della Bibbia fatta da Gesù nella vita dei due discepoli?
f) In quali punti l'interpretazione fatta da Gesù critica la nostra maniera di leggere la Bibbia ed in quali punti la conferma?

 

5. Una chiave di lettura

per quelli che vogliono approfondire di più l’argomento.

 

a) Il contesto in cui Luca scrive:  

* Luca scrive verso l'anno 85 per le comunità della Grecia e dell'Asia Minore che vivevano in una difficile situazione, sia esterna che interna. All'interno c'erano tendenze divergenti che rendevano difficile la convivenza: ex farisei che volevano imporre la legge di Mosè (At 15,1); gruppi più vincolati a Giovanni Battista che non avevano mai sentito parlare dello Spirito Santo (At 19,1-6); giudei che si servivano del nome di Gesù per espellere demoni (At 19,13); c 'erano coloro che dicevano di essere seguaci di Pietro, altri di Paolo, altri di Apollo, altri di Cristo (1Cor 1,12). All'esterno aumentava sempre più la persecuzione da parte dell'Impero romano (Ap 1,9-10; 2,3.10.13; 6,9-10; 12,16) e l'infiltrazione insidiosa dell'ideologia dominante dell'Impero e della religione ufficiale, come oggi il consumismo si infiltra in tutti i settori della nostra vita (Ap 2,14.20; 13,14-16).

 

* Luca scrive per queste comunità, affinché ricevano un orientamento sicuro nel mezzo delle difficoltà ed affinché trovino la forza e la luce nel vissuto della loro fede in Gesù. Luca scrive un'opera unica in due volumi: il Vangelo e gli Atti, con il medesimo scopo generale: "poter verificare la solidità degli insegnamenti ricevuti" (Lc 1,4). Uno degli obiettivi specifici è quello di mostrare, mediante la storia così bella di Gesù con i due discepoli di Emmaus, come le comunità devono leggere ed interpretare la Bibbia. In realtà chi camminava per la strada di Emmaus erano le comunità (e siamo tutti noi). Ognuno di noi e tutti insieme, siamo il compagno o la compagna di Clèopa (Lc 24,18). Insieme a lui, andiamo per la strade della vita, cercando una parola di appoggio e di orientamento nella Parola di Dio.

 

* Il modo in cui Luca narra l'incontro di Gesù con i discepoli di Emmaus ci indica la forma in cui le comunità del tempo di Luca usavano la Bibbia e facevano ciò che oggi noi chiamiamo Lectio Divina o Lettura Orante della Bibbia. Tre sono gli aspetti o i passi che caratterizzavano il loro atteggiamento interpretativo nei riguardi della Bibbia.

 

b) I diversi passi o aspetti del processo di interpretazione della Scrittura:

1º Passo: Partire dalla realtà (Lc 24,13-24):
Gesù incontra i due amici in una situazione di paura e di dispersione, di sfiducia e di sgomento. Stavano fuggendo. Le forze della morte, la croce, avevano ucciso in loro la speranza. Gesù si avvicina e cammina con loro, ascolta la conversazione e chiede: "Di cosa state parlando?" L'ideologia dominante impedisce loro di capire e di avere una coscienza critica. "Noi aspettavamo che lui fosse il liberatore, ma..." (Lc 24,21). Qual è oggi la conversazione del popolo che soffre? Quali sono oggi i fatti che mettono in crisi la nostra fede?
Il primo passo è questo: avvicinarci alle persone, ascoltare la realtà, i problemi; essere capaci di porre domande che aiutino a guardare la realtà con uno sguardo più critico.

2º Passo: Servirci del testo della Bibbia (Lc 24,25-27):
Gesù si serve della Bibbia non per dare una lezione sulla Bibbia, bensì per illuminare il problema che faceva soffrire i suoi due amici, e quindi chiarire la situazione in cui stavano vivendo. Con l'aiuto della Bibbia, Gesù colloca i due discepoli nel progetto di Dio ed indica loro che la storia non è fuggita dalla mano di Dio. Gesù non usa la Bibbia come un dottore che già sa tutto, bensì come un compagno che vuole aiutare i suoi amici a ricordare ciò che loro avevano dimenticato: Mosè ed i profeti. Gesù non causa negli amici un complesso di ignoranza, ma cerca di metterli in condizione di ricordare, risveglia quindi la loro memoria.
Il secondo passo è questo: con l'aiuto della Bibbia, illuminare la situazione e trasformare la croce, segnale di morte, in segnale di vita e di speranza. Così ciò che impedisce di vedere, diventa luce e forza lungo il cammino

3º Passo: Celebrare e condividere in comunità (Lc 24,28-32):
La Bibbia, da sola, non apre gli occhi, ma fa ardere il cuore! (Lc 24,32). Ciò che apre gli occhi e fa scoprire agli amici la presenza di Gesù è la condivisione del pane, il gesto comunitario, la celebrazione. Nel momento in cui è riconosciuto, Gesù scompare. E loro stessi sperimentano la risurrezione, rinascono e camminano da soli. Gesù non si appropria del cammino dei suoi amici. Non è paternalista. Risuscitati, i discepoli sono capaci di camminare con i loro piedi.
Il terzo passo è questo: saper creare un ambiente orante di fede e di fraternità, dove lo Spirito possa agire. E' lo Spirito che ci fa scoprire e sperimentare la Parola di Dio nella vita e ci porta a capire il senso delle parole che Gesù disse (Gv 14,26; 16,13). Ed è soprattutto in questo punto della celebrazione che la pratica delle comunità ecclesiali di base, sostenute dalle periferie del mondo, aiutano noi religiose e religiosi ad incontrare di nuovo l'antico pozzo della Tradizione per bere la sua acqua.

 

L'obiettivo: Risuscitare e ritornare verso Gerusalemme (Lc 24,33-35):
Tutto è cambiato nei due discepoli. Loro stessi risuscitano, riprendono coraggio e ritornano a Gerusalemme, dove continuano ad essere attive le forze di morte che uccisero Gesù, ma dove si manifestano anche le forze di vita nella condivisione dell'esperienza della risurrezione. Coraggio, invece della paura. Ritorno, invece della fuga. Fede invece della sua assenza. Speranza invece della disperazione. Coscienza critica, invece del fatalismo dinanzi al potere. Libertà invece dell'oppressione. In una parola: vita invece della morte! Ed invece della notizia della morte di Gesù, la Buona Notizia della sua Risurrezione!
L'obiettivo della lettura della Bibbia è questo: sperimentare la presenza viva di Gesù e del suo Spirito, presente in mezzo a noi. E' lo Spirito che apre gli occhi sulla Bibbia e sulla Realtà e ci porta a condividere l'esperienza della Resurrezione, come succede fino ad oggi negli incontri comunitari.

 

c) Il nuovo modo di Gesù: fare una lettura Orante della Bibbia:

* Spesso non è possibile capire se l'uso che i vangeli fanno dell'AT viene da Gesù o se si tratta di una esplicitazione dei primi cristiani che in questo modo cercavano di esprimere la loro fede in Gesù. Ma ciò che è innegabile è l'uso costante e frequente che Gesù fa della Bibbia. Una semplice lettura dei vangeli ci mostra che Gesù si orientava nella Scrittura per svolgere la sua missione e per istruire i discepoli e la gente.

 

* Alla radice della lettura che Gesù fa della Bibbia c'è la sua esperienza di Dio come Padre. L'intimità con il Padre da a Gesù un criterio nuovo che lo pone in contatto diretto con l'autore della Bibbia. Gesù cerca il significato nella fonte. Non dalla lettera alla radice, bensì dalla radice alla lettera. Il paragone della fotografia, descritta nella Lectio Divina della domenica di Pasqua, ci aiuta a fare luce su questo tema. Come per miracolo, quella fotografia di viso severo si illuminò ed acquistò tratti di gran tenerezza. Le parole, nate dall'esperienza vissuta del figlio, cambiarono tutto, senza cambiare niente (vedi la Lectio Divino di Pasqua).

 

* E così, sfogliando le fotografie dell'Antico Testamento, la gente del tempo di Gesù si fa l'idea di un Dio molto distante, severo, di difficile accesso, il cui nome non può essere pronunciato. Ma le parole ed i gesti di Gesù, nati dalla sua esperienza di Figlio, senza neanche cambiare una lettera (Mt 5,18-19), cambiarono tutto il senso dell'Antico Testamento. Il Dio che sembrava così distante e severo acquisisce i tratti di un Padre pieno di tenerezza, sempre presente, pronto ad accogliere e liberare! Questa Buona Notizia di Dio, comunicata da Gesù, è la nuova chiave per rileggere tutto l'Antico Testamento. Il Nuovo Testamento è una rilettura dell'Antico Testamento fatta alla luce della nuova esperienza di Dio, rivelata da Gesù. Questo modo diverso di illuminare la vita con la luce della Parola di Dio gli causa molti conflitti, perché rende critici i piccoli e, di conseguenza, incomoda i grandi.

 

* Nell'interpretare la Bibbia per il popolo, Gesù mostrava i tratti del volto di Dio, l'esperienza che lui stesso aveva di Dio come Padre. Rivelare Dio come Padre era la fonte e lo scopo della Buona Notizia di Gesù. Nei suoi atteggiamenti Gesù manifesta l'amore di Dio verso i discepoli e le discepole. Rivela il Padre e ne incarna l'amore! Gesù poteva dire: "Chi mi vede, vede il Padre" (Gv 14,9). Per questo, lo Spirito del Padre stava anche con Gesù (Lc 4,18) e lo accompagnava in tutto, dall'incarnazione (Lc 1,35) all'inizio della sua missione (Lc 4,14), fino alla fine, nella morte e risurrezione (At 1,8).

 

* Gesù, interprete, educatore e maestro, era una persona significativa per i suoi discepoli e le sue discepole. Ed ha per sempre marcato la loro vita. Interpretare la Bibbia non è solo insegnare verità che l'altro deve vivere. Il contenuto che Gesù aveva da dare non era racchiuso solo nelle parole, bensì era presente nei gesti e nel suo modo di relazionarsi con la gente. Il contenuto non è mai separato dalla persona che lo comunica. La bontà e l'amore che affiorano dalle sue parole fanno parte del contenuto. Sono il suo temperamento. Un buon contenuto senza la bontà è come latte sparso.

 

6. Salmo 23 (22)

Dio è la nostra eredità per sempre

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi fa riposare
ad acque tranquille mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.
Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.
Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca.
Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore
per lunghissimi anni.

 

7. Orazione Finale

Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua parola che ci ha fatto comprendere meglio la volontà del Padre. Fa che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire quello, che la Tua Parola ci ha mostrato. Fa che noi, come Maria, tua Madre, possiamo non solo ascoltare ma anche praticare la Parola, Tu che vivi e regni con il Padre nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut