Skip to Content

"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: 26ª Domenica del tempo ordinario (B)

Lectio: 
Domenica, 30 Settembre, 2018

Accogliere i piccoli e gli esclusi
Nessuno è padrone di Gesù
Marco 9,38-43.47-48

1. Orazione iniziale

Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l'hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.
Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen.

2. Lettura

a) Chiave di lettura:

Il testo del Vangelo di questa 26 Domenica del tempo ordinario ci riporta una parte di una lunga istruzione fatta da Gesù ai suoi discepoli (Mc 8,22 a 10,52). (Vedasi il commento del vangelo della 24 Domenica). Questa volta il Vangelo espone, soprattutto, tre esigenze di conversione per la persona che vuole seguirlo: (i) corregge la mentalità sbagliata di chi pensa essere padrone di Gesù (Mc 9,38-40); (ii) insiste nell’accoglienza da dare ai piccoli (Mc 9,41-42) e (iii) ordina d’impegnarsi radicalmente per il Vangelo (Mc 9,43-48).

b) Una divisione del testo per aiutarne la lettura:

Marco 9,38-43.47-48Marco 9,38-40: Gesù corregge la mentalità chiusa dell’apostolo Giovanni
Marco 9,41: Chi dà un bicchiere d’acqua ad un discepolo o ad una discepola di Gesù è ricompensato
Marco 9,42: Evitare di scandalizzare i piccoli
Marco 9,43-48: Impegnarsi radicalmente per il Vangelo

c) Testo:

38Giovanni gli disse: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava i demoni nel tuo nome e glielo abbiamo vietato, perché non era dei nostri». 39Ma Gesù disse: «Non glielo proibite, perché non c'è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito dopo possa parlare male di me. 40Chi non è contro di noi è per noi.
41Chiunque vi darà da bere un bicchiere d'acqua nel mio nome perché siete di Cristo, vi dico in verità che non perderà la sua ricompensa.
42Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, è meglio per lui che gli si metta una macina da asino al collo e venga gettato nel mare.
43Se la tua mano ti scandalizza, tagliala: è meglio per te entrare nella vita monco, che con due mani andare nella Geenna, nel fuoco inestinguibile. 44. 45Se il tuo piede ti scandalizza, taglialo: è meglio per te entrare nella vita zoppo, che esser gettato con due piedi nella Geenna. 46. 47Se il tuo occhio ti scandalizza, cavalo: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, che essere gettato con due occhi nella Geenna, 48dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue.

3. Momento di silenzio orante

perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.

4. Alcune domande

per aiutarci nella meditazione e nella orazione.

a) Qual è il punto del testo che più ti è piaciuto o che più ti ha colpito? Perché?
b) Cosa significa oggi per noi, l’affermazione di Gesù: “Chi non è contro è a favore”?
c) Come tradurre oggi il “bicchiere d’acqua” di cui parla Gesù?
d) Chi erano i “piccoli”? Cosa significa “essere motivo di scandalo per i piccoli”? (v. 42)?
e) “Corda al collo”, “Taglia la mano o il piedi”, “Cava l’occhio”: Queste espressioni possono essere prese letteralmente? Cosa vorrà dire Gesù con queste espressioni?
f) Nella nostra società e nella nostra comunità, chi sono i piccoli e gli esclusi? Qual’è e com’è l’accoglienza che diamo loro?

5. Per coloro che volessero approfondire maggiormente il tema

a) Contesto di ieri e di oggi:

● Come dicevamo prima, il Vangelo di questa domenica presenta tre importanti esigenze di conversione a chi vuole essere discepolo di Gesù: (i) Non avere la mentalità chiusa del discepolo di Giovanni che pensava di essere padrone di Gesù, ma avere un atteggiamento aperto ed ecumenico, capace di riconoscere il bene negli altri, anche se sono di un’altra religione. (ii) Superare la mentalità di coloro che si consideravano superiori agli altri e che, per questo, disprezzavano i piccoli ed i poveri e si allontanavano dalla comunità. Per Gesù questa persona merita la corda al collo o essere gettato nel fondo del mare. (iii) Gesù chiede di non lasciar entrare la routine nel vissuto del Vangelo, ma chiede di essere capaci di rompere i legami che ci impediscono di viverlo in pienezza.
● Sono tre raccomandazioni che hanno molta attualità oggi per noi. In molte persone appartenenti alla chiesa cattolica c’è la tendenza anti-ecumenica a rinchiudersi in se stessi, come se noi fossimo cristiani meglio degli altri. Nel mondo d’oggi, dominato dal sistema neoliberale, c’è un disprezzo per i piccoli, ed infatti aumenta ovunque la povertà, la fame ed il numero di profughi e di abbandonati. Manca tra noi cristiani l’impegno a vivere il Vangelo. Ma se noi, milioni di cristiani, vivessimo realmente il Vangelo, il mondo non starebbe come sta.

b) Commento del testo:

Marco 9,38-40: La mentalità di chiusura.
Qualcuno che non era della comunità usava il nome di Gesù per scacciare i demoni. Giovanni, il discepolo, vede e proibisce di farlo: Glielo abbiamo vietato, perché non era dei nostri. In nome della comunità Giovanni impedisce che un altro possa fare una buona azione! Per essere discepolo, lui pensava di avere il monopolio su Gesù e, per questo, voleva proibire che altri usassero il nome di Gesù per fare il bene. Era questa una mentalità chiusa ed antica del “Popolo eletto, Popolo separato!” Gesù risponde: Non glielo proibite! Chi non è contro di me è per me! (Mc 9,40). Per Gesù, ciò che importa non è se la persona fa o no parte della comunità, ma se fa o no il bene che la comunità deve fare. Gesù aveva una mentalità ecumenica.

Marco 9,41: Chi dà un bicchiere d’acqua riceve ricompensa.
Una frase di Gesù è stata inserita qui: In verità vi dico: chiunque vi darà da bere un bicchiere d’acqua perché siete di Cristo, non rimarrà senza la sua ricompensa. Due pensieri per commentare questa frase: i) “Chi vi darà un bicchiere d’acqua”: Gesù si sta dirigendo a Gerusalemme per dare la sua vita. Gesto di grande donazione! Ma lui non dimentica i gesti piccoli di dono nella vita di ogni giorno: un bicchiere d’acqua, una accoglienza, un’elemosina, e tanti altri gesti con cui possiamo rivelare l’amore. Chi disprezza il mattone, non costruisce mai la casa! ii) “Perché siete di Cristo”: Gesù si identifica con noi che vogliamo appartenere a Lui. Ciò significa che, per Lui, valiamo molto. Per questo, dobbiamo chiederci sempre: “Chi è Gesù per me?” ed è anche bene chiederci: “Chi sono io per Gesù?” In questo versetto incontriamo una risposta che ci dà coraggio e speranza.

Marco 9,42: Scandalo per i piccoli.
Scandalo è ciò che devia una persona dal buon cammino. Scandalizzare i piccoli é essere motivo per cui i piccoli smarriscono il cammino e perdono la fede in Dio. Chi fa questo, riceve la seguente sentenza: “Corda al collo, con una pietra da mulino per essere gettato nel fondo del mare!” Perché tanta severità? Perché Gesù si identifica con i piccoli (Mt 25,40.45). Chi li tocca, tocca Gesù! Oggi, in molti luoghi, i piccoli, i poveri, molti di loro abbandonano la chiesa cattolica e le chiese tradizionali e vanno alle altre chiese. Non riescono più a crederci! Perché? Prima di accusare quelli che appartengono alle altre chiese è bene chiederci: perché se ne vanno dalla nostra casa? Se se ne vanno è perché non si sentono in casa con noi. Qualcosa deve mancare in noi. Fino a che punto siamo colpevoli. Meritiamo la corda al collo?

Marco 9,43-48: Tagliare mano e piede.
Gesù ordina alla persona di tagliarsi mano, piede e cavarsi l’occhio, se fossero motivo di scandalo. Dice: “É meglio entrare nel Regno di Dio con un piede (mano, occhio) che entrare nell’inferno-Geenna con due piedi (mani, occhi)”. Queste frasi non possono essere prese letteralmente. Significano che la persona deve essere radicale nella sua opzione per Dio e per il Vangelo. L’espressione “Geenna (inferno), dove il loro verme non muore ed il fuoco non si estingue”, é un’immagine che indica una situazione della persona che rimane senza Dio. La Geenna era il nome di una valle vicino a Gerusalemme, dove si gettava l’immondizia della città e dove c’era sempre un fuoco acceso che bruciava l’immondizia. Questo luogo mal odorante veniva usato dal popolo per simboleggiare la situazione di una persona che non partecipava del Regno di Dio.

c) Ampliando le informazioni:

Gesù accoglie e difende la vita dei piccoli

Varie volte Gesù insiste nell’accoglienza da dare ai piccoli. “Chi accoglie uno di questi piccoli nel mio nome, accoglie me” (Mc 9,37). Chi dà un bicchiere d’acqua ad uno di questi piccoli non perderà la sua ricompensa (Mt 10,42). Chiede di non disprezzare i piccoli (Mt 18,10). E nel giudizio finale i giusti saranno ricevuti perché dettero da mangiare a “uno di questi più piccoli” (Mt 25,40).

Se Gesù insiste tanto nell’accoglienza da dare ai piccoli, è perché molti piccoli non erano accolti! Infatti, donne e bambini non contavano (Mt 14,21; 15,38), erano disprezzati (Mt 18,10) e costretti al silenzio (Mt 21,15-16). Perfino gli apostoli impedivano che si avvicinassero a Gesù (Mt 19,13; Mc 10,13-14). In nome della legge di Dio, mal interpretata dalle autorità religiose, molte persone buone erano escluse. Invece di accogliere gli esclusi, la legge era usata per legittimare l’esclusione.

Nei vangeli, l’espressione “piccoli” (in greco si dice elachistoi, mikroi o nepioi), a volte indica “i bambini”, altre volte indica i settori esclusi della società. Non è facile discernere. A volte ciò che è “piccolo” nel vangelo, vuol dire “bambini”, perché i bambini appartenevano alla categoria dei “piccoli”, degli esclusi. Inoltre, non è sempre facile discernere tra ciò che viene dal tempo di Gesù e ciò che viene dal tempo delle comunità per le quali sono stati scritti i vangeli. Ma comunque, ciò che è chiaro è il contesto di esclusione vigente a quell’epoca, e l’immagine che le prime comunità avevano di Gesù: Gesù si mette dalla parte dei piccoli, e ne assume la difesa. Colpisce quando si vede tutto ciò che Gesù fa in difesa della vita dei bambini, dei piccoli:
Accogliere e non scandalizzare. Una delle parole più dure di Gesù è contro coloro che causano scandalo ai piccoli, cioè, che con il loro atteggiamento tolgono ai bambini la fede in Dio. Per coloro sarebbe meglio mettersi una pietra al collo ed essere gettati nel profondo del mare (Mc 9,42; Lc 17,2; Mt 18,6).
Accogliere e toccare. Quando i bambini si avvicinano a Gesù per chiedere la sua benedizione, gli apostoli si infastidiscono e vogliono allontanarli. Secondo le norme dell’epoca, sia le madri che i bambini piccoli, vivevano tutti praticamente in un permanente stato di impurità legale. Toccare voleva dire contrarre impurità! Ma Gesù corregge i discepoli, ed accoglie le madri ed i bambini. E li abbraccia. “Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite!” (Mc 10,13-16; Mt 19,13-15).
Identificarsi con i piccoli. Gesù abbraccia i bambini e si identifica con loro. Chi riceve un bambino, “riceve me” (Mc 9,37). “E tutto ciò che farete ad uno di questi piccoli, lo farete a me” (Mt 25,40).
Divenire come bambini. Gesù chiede che i discepoli diventino come bambini ed accettino il Regno come bambini. Altrimenti non è possibile entrare nel Regno (Mc 10,15; Mt 18,3; Lc 9,46-48). Lui indica che i bambini sono i professori dell’adulto! E ciò non era normale. Voliamo fare il contrario.
Difendere il diritto di gridare. Quando Gesù, entrando nella città di Gerusalemme, sono i bambini quelli che gridano di più: “Osanna al figlio di Davide!” (Mt 21,15). Criticati dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, sono difesi da Gesù ed invoca perfino la Scrittura per difenderli (Mt 21,16).
Ringraziare per il Regno presente nei piccoli. L’allegria di Gesù è grande, quando si rende conto che i piccoli, capiscono cose del Regno che lui annunciava alla gente. “Padre, io ti ringrazio!” (Mt 11,25-26) Gesù riconosce che i piccoli capiscono meglio le cose del Regno che i dottori!
Accogliere e curare. Sono molti i bambini ed i giovani che lui accoglie, cura o risuscita: la figlia di Giairo, di 12 anni (Mc 5,41-42), la figlia della Cananea (Mc 7,29-30), il figlio della vedova di Naim (Lc 7, 14-15), il bambino epilettico (Mc 9,25-26), il figlio del Centurione (Lc 7,9-10), il figlio del funzionario pubblico (Gv 4,50), il bambino dei cinque pani e dei cinque pesci (Gv 6,9).

6. Pregare con il Salmo 34 (33)

Un povero condivide con noi la sua fede

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore,
ascoltino gli umili e si rallegrino.
Celebrate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.

Ho cercato il Signore e mi ha risposto
e da ogni timore mi ha liberato.
Guardate a lui e sarete raggianti,
non saranno confusi i vostri volti.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo libera da tutte le sue angosce.
L'angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono e li salva.

Gustate e vedete quanto è buono il Signore;
beato l'uomo che in lui si rifugia.
Temete il Signore, suoi santi,
nulla manca a coloro che lo temono.
I ricchi impoveriscono e hanno fame,
ma chi cerca il Signore non manca di nulla.

Venite, figli, ascoltatemi;
v'insegnerò il timore del Signore.
C'è qualcuno che desidera la vita
e brama lunghi giorni per gustare il bene?

Preserva la lingua dal male,
le labbra da parole bugiarde.
Sta lontano dal male e fà il bene,
cerca la pace e perseguirla.

Gli occhi del Signore sui giusti,
i suoi orecchi al loro grido di aiuto.
Il volto del Signore contro i malfattori,
per cancellarne dalla terra il ricordo.

Gridano e il Signore li ascolta,
li salva da tutte le loro angosce.
Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito,
egli salva gli spiriti affranti.

Molte sono le sventure del giusto,
ma lo libera da tutte il Signore.
Preserva tutte le sue ossa,
neppure uno sarà spezzato.

La malizia uccide l'empio
e chi odia il giusto sarà punito.
Il Signore riscatta la vita dei suoi servi,
chi in lui si rifugia non sarà condannato.

7. Orazione Finale

Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua Parola che ci ha fatto vedere meglio la volontà del Padre. Fa che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa che noi, come Maria, tua Madre, possiamo non solo ascoltare ma anche praticare la Parola. Tu che vivi e regni con il Padre nell'unità dello Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.

Ebook per Lectio Divina

Vorreste ricevere mensile Lectio Divina sul vostro Ipad / Iphone / Kindle

  Email:



Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut