Skip to Content

"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: 22ª Domenica del tempo ordinario (B)

Lectio: 
Domenica, 2 Settembre, 2018

Su ciò che è puro o impuro
Gesù realizza il grande disegno del popolo:
stare in pace con Dio
Marco 7,1-8.14-15.21-23

1. Orazione iniziale

Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l'hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.
Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen.

2. Lettura

a) Chiave di lettura:

Il Vangelo di questa 22ª Domenica del Tempo Ordinario descrive i costumi religiosi dell’epoca di Gesù, parla dei farisei che insegnavano al popolo questi usi e costumi, e delle istruzioni di Gesù riguardo a questo tema. Molti di questi usi e costumi avevano già perso il loro significato e rendevano difficile la vita della gente. I farisei vedevano il peccato in tutto e minacciavano con il castigo dell’inferno! Per esempio, mangiare senza lavarsi le mani era considerato un peccato. Ma questi usi e costumi continuavano ad essere trasmessi ed insegnati o per paura o per superstizione. Tu conosci qualche usanza religiosa attuale che ha perso il suo significato, ma che continua ad essere insegnata? Nel corso della lettura del testo cercheremo di fare attenzione all’atteggiamento di Gesù, a ciò che lui dice riguardo ai farisei ed a ciò che insegna riguardo alle usanze religiose insegnate dai farisei.

Il testo della liturgia di questa domenica fa una selezione ed omette alcuni versi per rendere il testo meno lungo e più comprensibile. A continuazione, riportiamo il testo integralmente ed offriamo un commento anche sui versi omessi dalla liturgia. Le parti omesse dalla liturgia sono in corsivo.

b) Una divisione del testo per aiutarne la lettura:

Marco 7,1-2: Attacco dei farisei e libertà dei discepoli
Marco 7,3-4: Spiegazione di Marco sulla Tradizione degli Anziani
Marco 7,5: Scribi e farisei criticano il comportamento dei discepoli di Gesù
Marco 7,6-8: Risposta dura di Gesù sull’incoerenza dei farisei
Marco 7,9-13: Esempio concreto di come i farisei svuotano di significato il comandamento di Dio
Marco 7,14-16: Chiarimento di Gesù alla gente: un nuovo cammino per giungere a Dio
Marco 7,17-23: Chiarimento di Gesù ai discepoli

c) Il testo:

Marco 7,1-8.14-15.21-231Allora si riunirono attorno a lui i farisei e alcuni degli scribi venuti da Gerusalemme. 2Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani immonde, cioè non lavate - 3i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavate le mani fino al gomito, attenendosi alla tradizione degli antichi, 4e tornando dal mercato non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, stoviglie e oggetti di rame - 5quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani immonde?». 6Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto: Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. 7 Invano essi mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini. 8Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».

9E aggiungeva: «Siete veramente abili nell'eludere il comandamento di Dio, per osservare la vostra tradizione. 10Mosè infatti disse: Onora tuo padre e tua madre, e chi maledice il padre e la madre sia messo a morte. 11Voi invece dicendo: Se uno dichiara al padre o alla madre: è Korbàn, cioè offerta sacra, quello che ti sarebbe dovuto da me, 12non gli permettete più di fare nulla per il padre e la madre, 13annullando così la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte».

14Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e intendete bene: 15non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall'uomo a contaminarlo».

16 Chi ha orecchie per udire, intenda! 17Quando entrò in una casa lontano dalla folla, i discepoli lo interrogarono sul significato di quella parabola. 18E disse loro: «Siete anche voi così privi di intelletto? Non capite che tutto ciò che entra nell'uomo dal di fuori non può contaminarlo, 19perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va a finire nella fogna?». Dichiarava così mondi tutti gli alimenti. 20Quindi soggiunse: «Ciò che esce dall'uomo, questo sì contamina l'uomo.

21Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, 22adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. 23Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l'uomo».

3. Momento di silenzio orante

perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.

4. Alcune domande

per aiutarci nella meditazione e nella orazione.

a) Qual’è il punto del testo che più ti è piaciuto o che più ti ha colpito? Perché?
b) Secondo il testo, quali sono le usanze che i farisei insegnavano alla gente? Quale critica emette Gesù nei confronti dei farisei?
c) Nel testo, qual’è il nuovo cammino che Gesù segnala alla gente per arrivare a Dio?
d) In nome della “tradizione degli antichi” non osservano il Comandamento di Dio. Ciò succede anche oggi? Dove e quando?
e) I farisei erano giudei praticanti, ma la loro fede era separata dalla vita della gente. Per questo Gesù li critica. Ed oggi Gesù ci criticherebbe? In cosa?

5. Per coloro che desiderano approfondire il tema

a) Contesto di allora e di oggi:

i) Durante questa lectio guardiamo da vicino l’atteggiamento di Gesù nei riguardi della questione della purezza. Marco aveva già affrontato questo tema. In Mc 1,23-28, Gesù scaccia un demonio impuro. In Mc 1,40-45, guarisce un lebbroso. In Mc 5,25-34, guarisce una donna considerata impura. In diversi altri momenti, Gesù tocca i malati fisici senza paura a diventare impuro. Ora, qui nel capitolo 7º, Gesù aiuta la gente ed i discepoli ad approfondire il concetto di purezza e le leggi della purezza.

ii) Da secoli ai giudei, per non contrarre impurità, era proibito di entrare in contatto con i pagani e di mangiare con loro. Negli anni ’70, epoca in cui Marco scrive il suo Vangelo, alcuni giudei convertiti dicevano: “Ora che siamo cristiani dobbiamo abbandonare le antiche usanze che ci separano dai pagani convertiti!” Ma gli altri giudei convertiti pensavano che dovevano continuare ad osservare le leggi relative alla purezza. L’atteggiamento di Gesù, descritto nel Vangelo di oggi, aiuta a superare questo problema.

b) Commento del testo:

Marco 7,1-2: Controllo dei farisei e libertà dei discepoli
I farisei ed alcuni scribi, venuti da Gerusalemme, osservavano che i discepoli di Gesù mangiavano il pane con mani impure. Ecco tre punti che meritano di essere segnalati: (i) Gli scribi sono di Gerusalemme, della capitale! Ciò significa che erano venuti per osservare e controllare i passi di Gesù. (ii) I discepoli non si lavano le mani prima di mangiare! Significa che la convivenza con Gesù li spinge ad avere il coraggio di trasgredire le norme imposte dalla tradizione, ma che non avevano senso per la vita. (iii) L’usanza di lavarsi le mani che continua ad essere fino ad oggi un’importante norma di igiene, aveva assunto per loro un significato religioso che serviva per controllare e discriminare le persone.

Marco 7,3-4: Spiegazione di Marco sulla tradizione degli antichi
“La tradizione degli antichi” trasmetteva le norme che dovevano essere osservate dalla gente per poter ottenere la purezza voluta dalla legge. L’osservanza della purezza era un tema molto serio. Pensavano che una persona impura non potesse ricevere la benedizione promessa da Dio ad Abramo. Le norme di purezza erano insegnate in modo che le persone, osservandole, potessero aprirsi un cammino verso Dio, fonte di pace. In realtà, invece di essere una fonte di pace, erano una prigione, una schiavitù. Per i poveri, era praticamente impossibile osservarle. Si trattava di centinaia e centinaia di norme e di leggi! Per questo, i poveri erano disprezzati e considerati persone ignoranti e maledette che non conoscevano la legge (Gv 7,49).

Marco 7,5: Scribi e farisei criticano il comportamento dei discepoli di Gesù
Gli scribi ed i farisei chiedono a Gesù: Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi e mangiano il pane con mani impure? Loro fingono di essere interessati a conoscere il perché del comportamento dei discepoli. In realtà, criticano Gesù per permettere ai discepoli di trasgredire le norme della purezza. Gli scribi ed i dottori della legge erano gli incaricati della dottrina. Dedicavano la loro vita allo studio della Legge di Dio ed insegnavano alla gente come fare per osservare in tutto la Legge di Dio, soprattutto le norme relative alla purezza. I farisei formavano una specie di confraternita, la cui preoccupazione principale era quella di osservare tutte le leggi relative alla purezza. La parola fariseo significa separato. Loro lottavano in modo che, attraverso l’osservanza perfetta delle leggi della purezza, la gente riuscisse ad essere pura, separata e santa come lo esigevano la Legge e la Tradizione! Grazie alla testimonianza esemplare della loro vita che seguiva le norme dell’epoca, loro avevano molta autorità nei villaggi della Galilea.

Marco 7,6-8: Risposta dura di Gesù dinanzi alla mancanza di coerenza dei farisei
Gesù risponde citando Isaia: Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano essi mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini. (Is 29,13) Perché i farisei, insistendo nelle norme della purezza, svuotavano di consistenza i comandamenti della legge di Dio. Gesù presenta subito un esempio concreto di come rendono insignificante il comandamento di Dio.

Marco 7,9-13: Esempio concreto di come i farisei rendono inconsistente il comandamento di Dio
La “tradizione degli antichi” insegnava: il figlio che consacra i suoi beni al Tempio, non potrà usare questi beni per aiutare i genitori bisognosi. E così, a nome della tradizione, loro rendevano inconsistente il quarto comandamento che comanda di amare il padre e la madre. Fino ad oggi ci sono persone così. Sembrano molto osservanti, ma lo sono solo esternamente. Internamente, il loro cuore è lontano da Dio! Come dice il nostro canto: “Il suo nome è Gesù Cristo e patisce la fame, vive sul ciglio della strada. E quando la gente lo vede va avanti, per arrivare presto in chiesa!” Al tempo di Gesù, la gente, nella sua saggezza, non era d’accordo con tutto ciò che si insegnava. Sperava che un giorno il messia venisse ad indicare un altro cammino per essere puri. In Gesù questa speranza si realizza.

Marco 7,14-16: Chiarimento di Gesù alla gente: un nuovo cammino per arrivare fino a Dio
Gesù dice alla folla: “Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo!” (Mc 7,15). Gesù inverte le cose: ciò che è impuro non viene da fuori a dentro, come insegnavano i dottori della legge, ma da dentro a fuori. E così, nessuno più ha bisogno di chiedersi se questo cibo o quella bevanda sono puri o meno. Gesù colloca ciò che puro ed impuro su un altro livello, sul livello del comportamento etico. Apre un cammino per giungere fino a Dio e, così, compie il disegno più profondo della folla. E Gesù termina il suo chiarimento con un’espressione che a lui piace usare: Chi ha orecchie per udire, intenda! Ossia: “E’ questo! Voi avete udito! Ora cercate di capire!” Detto con altre parole, usate la testa ed il buon senso, e analizzate le cose partendo dall’esperienza che avete della vita.

Marco 7,17-23: Chiarimento di Gesù ai discepoli
I discepoli non capivano ciò che Gesù voleva dire con quella affermazione. Quando giunsero a casa chiesero una spiegazione. Questa richiesta meravigliò Gesù. Pensava che loro avessero capito. Nella spiegazione va fino in fondo alla questione della purezza. Dichiara puri tutti i cibi! Ossia, nessun cibo che da fuori entra nell’essere umano potrà renderlo impuro, perché non va fino al cuore, bensì allo stomaco e finisce nella fogna. Ciò che rende impuri, dice Gesù, è ciò che dal di dentro, dal cuore esce per avvelenare il rapporto umano. Ed enumera: “fornicazioni, furti, omicidi, adulteri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza”. Così, in molti modi, per mezzo della parola, del gesto o della convivenza, Gesù aiutava le persone ad essere pure. Per mezzo della parola, purificava i lebbrosi (Mc 1,40-44), scacciava gli spiriti immondi (Mc 1,26.39; 3,15.22 ecc) e vinceva la morte, fonte di tutte le impurità. Per mezzo del gesto, la donna esclusa considerata impura viene guarita (Mc 5,25-34). Per mezzo della convivenza con Gesù, i discepoli hanno il coraggio di imitare Gesù che, senza paura della contaminazione, mangiava con le persone considerate impure (Mc 2,15-17).

c) Ampliando le informazioni:

Le leggi della purezza e dell’impurità al tempo di Gesù

La gente di quell’epoca aveva una grande preoccupazione con la purezza. Le norme sulla purezza indicavano le condizioni necessarie per poter mettersi in presenza di Dio e sentirsi a posto davanti a lui. Non si poteva andare davanti a Dio in qualsiasi modo. Poiché Dio è Santo. La Legge diceva: “Siate santi, perché Dio è Santo!” (Lv 19,2). Chi non era puro non poteva mettersi davanti a Dio per ricevere da lui la benedizione promessa ad Abramo.
Per capire la serietà e la gravità di queste leggi sulla purezza conviene ricordare ciò che succedeva nella nostra Chiesa cinquant’anni or sono. Prima del Concilio Vaticano II, per poter fare la comunione al mattino bisognava essere a digiuno dalla mezzanotte. Chi andava a fare la comunione senza aver digiunato commetteva peccato mortale chiamato sacrilegio. Pensavamo che un po’ di cibo o qualcosa da bere ci rendesse impuri per ricevere l’ostia consacrata.
Anche nel tempo di Gesù c’erano molte cose ed attività che rendevano impura una persona, impossibilitata a mettersi davanti a Dio: toccare un lebbroso, mangiare con un pubblicano, mangiare senza lavarsi le mani, toccare il sangue o un cadavere, e tante altre cose. Tutto ciò rendeva impura la persona, e qualsiasi contatto con questa persona contaminava gli altri. Per questo le persone “impure” dovevano essere evitate. La gente viveva in disparte, sempre minacciata dalle tante cose impure che minacciavano la sua vita. Tutti vivevano impauriti, timorosi di tutto e di tutti.
Ora, con la venuta di Gesù, improvvisamente, tutto cambia! Per la fede in Gesù, era possibile ottenere la purezza e sentirsi bene davanti a Dio senza che fosse necessario osservare tutte quelle leggi e norme della “tradizione degli antichi”. Fu una vera e propria liberazione! La Buona Novella annunciata da Gesù fece uscire il popolo dalla difensiva, e gli restituì la voglia di vivere, l’allegria di essere figlio e figlia di Dio, senza paura di essere felici!

6. Preghiera del Salmo 24 (23)

Chi può salire la montagna di Dio!

Del Signore è la terra e quanto contiene,
l'universo e i suoi abitanti.
E' lui che l'ha fondata sui mari,
e sui fiumi l'ha stabilita.

Chi salirà il monte del Signore,
chi starà nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non pronunzia menzogna,
chi non giura a danno del suo prossimo.
Otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.

Sollevate, porte, i vostri frontali,
alzatevi, porte antiche,
ed entri il re della gloria.
Chi è questo re della gloria?
Il Signore forte e potente,
il Signore potente in battaglia.
Sollevate, porte, i vostri frontali,
alzatevi, porte antiche,
ed entri il re della gloria.
Chi è questo re della gloria?
Il Signore degli eserciti è il re della gloria.

7. Orazione Finale

Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua Parola che ci ha fatto vedere meglio la volontà del Padre. Fa che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa che noi, come Maria, tua Madre, possiamo non solo ascoltare ma anche praticare la Parola. Tu che vivi e regni con il Padre nell'unità dello Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.

Ebook per Lectio Divina

Vorreste ricevere mensile Lectio Divina sul vostro Ipad / Iphone / Kindle

  Email:



Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut