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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: 4ª Domenica del tempo ordinario

Lectio: 
Domenica, 29 Gennaio, 2017

Le Beatitudini
Dio pensa in un modo diverso da noi
Matteo 5,1-12

1. Orazione iniziale

Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l’hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.
Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen.

2. Lettura

a) Chiave di lettura per le otto beatitudini:

In questa domenica la Chiesa ci invita a meditare le otto Beatitudini. Una volta, vedendo la folla immensa che lo seguiva, Gesù salì su una montagna vicino al lago di Galilea. Seduto sulla cima, guardando la folla,fece questa solenne proclamazione: “Beati i poveri, gli afflitti, gli umili, coloro che hanno fame e sete di giustizia, coloro che lottano per la pace, coloro che si preoccupano dei poveri, i puri di cuori, i perseguitati per la causa della giustizia!” Parole di fuoco che, fino ad oggi, risuonano nel mondo! Lungo due millenni, colpirono milioni di persone. E ci fanno pensare e chiederci: “Cosa è la felicità? Chi è veramente felice?”
Un consiglio: Dopo la lettura delle beatitudini, è bene non cominciare subito a studiare ed analizzare le parole di Gesù. In primo luogo, è bene fare silenzio nel proprio cuore per un momento e credere di essere in mezzo alla gente riunita ai piedi della montagna, vicino al lago, che guarda Gesù ed ascolta le sue parole.

b) Una divisione del testo per aiutarne la lettura:

Matteo 5,1: Il solenne annuncio della nuova Legge
Matteo 5,2-10: Le otto porte che permettono entrare nel Regno di Dio
Matteo 5,11-12: Gesù dichiara felici i perseguitati

c) Il testo:

1Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. 2Prendendo allora la parola, li ammaes-trava dicendo: 3«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. 4Beati gli afflitti, perché saranno consolati. 5Beati i miti, perché erediteranno la terra. 6Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. 7Beati i misericor-diosi, perché troveranno misericordia. 8Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. 9Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. 10Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
11Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. 12Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.

3. Momento di silenzio orante

perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.

4. Alcune domande

per aiutarci nella meditazione e nella orazione.

i) Quale parte del testo ti ha colpito di più? Perché?
ii) Dove, quando e per chi Gesù pronuncia questo discorso?
iii) Quali sono i gruppi di persone che Gesù dichiara felici? Quale è la promessa per ogni gruppo?
iv) Esistono oggi questi gruppi di cui Gesù parla? Chi sono e dove si trovano?
v) Come capire che una persona possa essere povera e felice allo stesso tempo?
vi) Cerca di ricordare due momenti in cui ti sei sentito/a veramente felice nella vita. La tua visione della felicità e la stessa di Gesù?
vii) Quale tipo di felicità cerca oggi la gente?

5. Una chiave di lettura

per coloro che desiderano approfondire il tema.

a) Contesto del discorso di Gesù:

Nel Vangelo di Matteo, Gesù appare come il nuovo legislatore, il nuovo Mosé. Essendo Figlio, conosce il Padre. Sa ciò che il Padre aveva in mente quando, nel passato, dette la Legge al popolo per mano di Mosé. E’ per questo che Gesù può offrirci una nuova versione della Legge di Dio. Il solenne annuncio di questa Nuova Legge comincia qui, nel Discorso della Montagna.
Nell’Antico Testamento la Legge di Mosé è rappresentata in cinque libri: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio. Imitando il vecchio modello, Matteo presenta la Nuova Legge in cinque grandi Discorsi sparsi nel Vangelo: il Discorso della Montagna (Mt 5 a 7), il Discorso della Missione (Mt 10), il Discorso del Mistero del Regno presente nella vita (Mt 13), il Discorso della Comunità (Mt 18), il Discorso sul futuro del Regno (Mt 24 e 25). Ma per Matteo non basta solo lo studio della Legge. E’ necessario osservare bene la pratica di Gesù, perché in essa agisce lo Spirito di Dio che anima dal di dentro la lettera della Legge. La descrizione della pratica di Gesù occupa le parti narrative intercalate tra i cinque Discorsi ed ha lo scopo di mostrare come Gesù osservava la Legge e la incarnava nella sua vita.

b) Commento del testo:

Matteo 5,1: Il solenne annuncio della Nuova Legge
Nell’Antico Testamento, Mosé salì sul Monte Sinai per ricevere la Legge di Dio. Anche Gesù, nuovo Mosé, sale sulla montagna e guardando la folla che lo seguiva, proclama la Nuova Legge. Fino a questo momento, c’erano solo quattro discepoli con Gesù (Mt 4,18-22). Ma di fatto lo seguiva una folla immensa. Circondato dai discepoli, Gesù comincia ad insegnare loro, proclamando le beatitudini.

Matteo 5,3-10: Le otto porte di entrata del Regno
Le beatitudini costituiscono la solenne apertura del Discorso della Montagna. In esse Gesù definisce chi può entrare nel Regno. Sono otto categorie di persone. Otto porte di entrata. Non c’è altra porta per entrare nel Regno, nella Comunità! Coloro che desiderano far parte del Regno dovranno identificarsi con una di queste categorie o gruppi.

Beati i poveri di spirito
Non è né il ricco né il povero con mentalità di ricco. Ma è il che come Gesù vive da povero (Mt 8,18), crede nel povero (Mt 11,25-26) e vede in essi i primi destinatari della Buona Novella (Lc 4,18). E’ il povero che ha lo Spirito di Gesù!

Beati i pacifici
Non è la persona passiva che perde la voglia e non reagisce più. Ma sono coloro che sono stati “pacificati” ed ora, come Maria, vivono nell “umiliazione” (Lc 1,48). Persero la terra che possedevano, ma la riavranno (Sl 37,7.10.11.22.29.34). Come Gesù, cercano di essere “miti ed umili di cuore” (Mt 11,19).

Beati i tristi
Non si tratta di una qualsiasi tristezza, bensì di una tristezza dinanzi alle ingiustizie e le mancanze di umanità che avvengono nel mondo (Tb 13,16; Sir 119,136; Ez 9,4; 2Pt 2,7). Sono tristi perché non accettano la situazione in cui si trova l’umanità.

Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia
Non si tratta solo della giustizia che si cerca nei tribunali e che molte volte è la legalizzazione dell’ingiustizia. Ma è soprattutto la Giustizia di Dio che si cerca, facendo in modo che le cose e le persone possano occupare il luogo che devono occupare nel piano del Creatore.

Beati coloro che sono misericordiosi
Non è solo la filantropia che distribuisce elemosine, ma si tratta di imitare Dio che ha viscere di misericordia per coloro che soffrono (Es 34,6-7). Misericordia vuol dire avere il cuore nella miseria degli altri per diminuire il loro dolore. Vuol dire fare in modo che non ci sia estranea la sofferenza dell’altro.

Beati i puri di cuore
Non si tratta della purezza legale che solo guarda l’esterno, ma si tratta di avere lo sguardo purificato per assimilare la Legge di Dio nel cuore che si fa trasparente, e permette alle persone di riconoscere gli appelli di Dio nei fatti della vita e della natura.

Beati i costruttori di pace
Non è solo assenza di guerra. La Pace che Dio vuole sulla terra è la ricostruzione totale e radicale della vita, della natura e della convivenza. E’ lo Shalôm, la Pace annunciata dai profeti e lasciata da Gesù ai suoi apostoli (Gv 20,21).

Beati coloro che sono perseguitati a causa della giustizia
Nel mondo costruito ed organizzato a partire dall’egoismo di persone e gruppi di persone (come il sistema neoliberale che oggi domina nel mondo) colui che desidera vivere l’amore disinteressato sarà perseguitato e morirà in croce.
La 1ª e l’ 8ª categoria (i poveri ed i perseguitati per causa della giustizia) ricevono la stessa promessa del Regno di Dio. E la ricevono fin d’ora, poiché Gesù dice “di essi é il Regno dei cieli!” Tra la 1ª e l’ 8ª categoria, ce ne sono altre sei che ricevono una promessa da realizzarsi nel futuro. In queste sei promesse appare un nuovo progetto. E’ il progetto del Regno, che vuole ricostruire la vita nella sua totalità: nel rapporto con i beni materiali, con le persone, e con Dio. La comunità cristiana, povera e perseguitata, è già una mostra del Regno! Il suo seme!
(1) La prima coppia Miti ed Afflitti, dice rispetto nel rapporto con i beni materiali. Per il futuro aspettano una condivisione equa dei beni di questo mondo tra tutti.
(2) La seconda coppia Fame e sete di giustizia e Misericordiosi, dice rispetto nel rapporto tra persone e comunità. Per il futuro aspettano la ricostruzione fraterna della convivenza umana.
(3) Una terza coppia, Cuore limpido e Promotori di pace, dice rispetto nel rapporto con Dio: vedere Dio ed essere figlio di Dio. Per il futuro aspettano la ricostruzione del rapporto con Dio.

Le otto Categorie
                       Le otto Promesse
                                              Il Progetto del Regno
1. I poveri di spirito
                   Di loro è il Regno
                                      Il seme del Regno
2. I miti
3. Gli afflitti
                   Possederanno la terra
                   Saranno consolati
                                      Giusta condivisione dei beni
                                      Elimina la disuguaglianza
4. Fame e sete di giustizia
5. I misericordiosi
                   Saranno saziati
                   Riceveranno misericordia
                                      Ricostruisce il rapporto fraterno
                                      e giusto
6. I puri di cuore
7. I costruttori di pace
                   Vedranno Dio
                   Saranno figli di Dio
                                      Dio presente,
                                      Presenza amica e fedele
8. Perseguitati a causa della giustizia
                   Loro è il Regno
                                      Il seme è crocifisso

Matteo 5,11-12: Gesù dichiara felici i perseguitati
Comunica una parola di consolazione ai perseguitati. Al tempo di Matteo, verso gli anni 80 dopo Cristo, questo progetto di ricostruzione della vita e della convivenza sta per essere assunto dalle comunità cristiane, tutte loro povere e senza molta espressione. E per questo perseguitate. Questa parola finale di Gesù conferma le comunità nella resistenza per amore al Vangelo.

c) Ampliando la visione sulle Beatitudini:

* La comunità che riceve le beatitudini
Matteo ha otto beatitudini. Luca ne ha quattro e quattro maledizioni (Lc 6,20-26). Le quattro di Luca sono: “voi poveri, voi che avete fame, voi che piangete, voi che siete odiati e perseguitati" (Lc 6,20-23). Luca scrive per le comunità di pagani convertiti. Vivono nel contesto ostile dell’Impero Romano.
Matteo scrive per le comunità di giudei convertiti, che vivono nel contesto di rottura con una sinagoga. Prima della rottura, godevano di una certa accettazione sociale. Ma ora, dopo la rottura, la comunità entrò in crisi e in essa cominciarono ad apparire le diverse tendenze in lotta tra di loro. Alcuni appartenenti alla linea farisaica volevano mantenere lo stesso rigore nell’osservanza della Legge, a cui erano abituati da prima della loro conversione a Gesù. Ma nel farlo, escludevano i piccoli e i poveri. La nuova Legge introdotta da Gesù chiede che siano accolti tutti nella comunità come fratelli e sorelle. Per questo, il solenne inizio della Nuova Legge presenta otto beatitudini che definiscono le categorie di persone che devono essere accolte nella comunità: i poveri, i miti, gli afflitti, coloro che hanno fame e sete di giustizia, i misericordiosi, i puri di cuore, i promotori di pace, i perseguitati.

* I poveri di spirito?
Gesù riconosce la ricchezza ed il valore dei poveri (Mt 11,25-26). La sua missione era “annunciare la Buona Novella ai poveri” (Lc 4,18). Lui stesso visse da povero. Non possedeva nulla per sé, nemmeno una pietra dove appoggiare il capo (Mt 8,18). E a coloro che vogliono seguirlo Gesù chiede di scegliere tra Dio o il denaro! (Mt 6,24). Povero in Spirito è la persona che ha dinanzi ai poveri lo stesso spirito di Gesù.
Ogni volta che nella storia del Popolo di Dio si cerca di rinnovare l’Alleanza, si ricomincia a ristabilire il diritto dei poveri e degli esclusi. Senza questo, non è possibile rinnovare l’Alleanza! Così facevano i profeti, così fa Gesù. Denuncia il sistema che esclude i poveri e perseguita coloro che lottano per la giustizia. In nome di Dio, Gesù annuncia un nuovo Progetto che accoglie gli esclusi. La comunità attorno a Gesù deve essere una mostra dove questo futuro Regno comincia a plasmarsi. Deve caratterizzarsi con un nuovo tipo di rapporto con i beni materiali, con le persone e con Dio stesso. Deve essere seme di una nuova nazione! Ecco un compito molto importante per noi cristiani, soprattutto per i giovani. Perché l’unico modo di meritarci credibilità è presentare una mostra ben concreta del Regno, un’alternativa di vita che sia veramente una Buona Novella di Dio per i poveri e gli esclusi.

* Essere felici oggi
Il vangelo dice esattamente il contrario di ciò che afferma la società in cui viviamo. Nella società il povero è considerato un infelice, è felice colui che possiede denaro e può spendere a volontà. Nella nostra società felice è colui che ha fama e potere. Gli infelici sono i poveri, coloro che piangono! In televisione, i romanzi a puntate divulgano il mito delle persone felici e realizzate. E senza renderci conto, i romanzi a puntate diventano i padroni della vita per molti di noi. Queste parole di Gesù hanno ancora senso nella nostra società: “Beati i poveri! Beati coloro che piangono!” E per me, che sono cristiano o cristiana, chi di fatto è beato?

6. Preghiera: Salmo 117

Dio merita la lode

Alleluia.
Lodate il Signore, popoli tutti,
voi tutte, nazioni, dategli gloria;
perché forte è il suo amore per noi
e la fedeltà del Signore dura in eterno.

7. Orazione Finale

Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua Parola che ci ha fatto vedere meglio la volontà del Padre. Fa che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa che noi, come Maria, tua Madre, possiamo non solo ascoltare ma anche praticare la Parola. Tu che vivi e regni con il Padre nell’unità dello Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e servirlo fedelmente con cuore puro e retta coscienza impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l’uno all'altro.


date | by Dr. Radut